“Saranno i video a dimostrare l’effettiva dinamica dei fatti avvenuti nel 2023, con ogni conseguenza favorevole alla difesa”.
Filippo Morlacchini, penalista romano di grido e cassazionista, schiera le sue armi difensive attorno al primo cittadino di Terni, Stefano Bandecchi, finito nel vortice di un procedimento giudiziario dopo i tafferugli in consiglio comunale, avvenuti ad agosto di due anni e mezzo fa. La strategia è netta e si regge su un cardine: le immagini. L’auspicio della difesa è una piena assoluzione, perché quelle che il magistrato ha iscritto nel registro degli indagati sarebbero, a loro dire, condotte prive di rilevanza penale, scaturite da interruzioni e provocazioni subite durante un intervento pubblico.
Morlacchini, titolare di uno studio legale con un’esperienza ultraventennale in procedimenti complessi e mediatici, parlando in esclusiva a Tag24 Umbria non usa giri di parole: la posta in gioco è alta, le accuse sono formalmente gravi, ma la convinzione è granitica. Quella di una totale "non colpevolezza" del sindaco, a conferma della quale intende portare una consulenza tecnica proprio sui filmati.
“La nostra linea difensiva è molto semplice – spiega l’avvocato Morlacchini – riteniamo che Bandecchi sia stato interrotto e provocato nel corso del suo intervento e che quindi quello che è seguito non ha nessuna rilevanza penale”.
Una tesi che rimanda alla sostanza del fatto, al clima che precedette gli atti materiali. Il sindaco, figura divisiva per i suoi modi spesso diretti e molto netti, si è sempre detto certo dell’innocenza delle sue azioni, indicando nella documentazione audiovisiva la chiave per scagionarsi.
La difesa, quindi, non solo condividerà questa strada ma la batterà con metodo forense. “Chiederemo l’acquisizione e chiederemo di poter depositare una consulenza tecnica sul video che dimostri l’effettiva dinamica di quello che è successo”, afferma il legale. Un lavoro minuzioso, per frammentare i secondi e ricostruire la sequenza, attribuendo il giusto peso a ogni gesto e parola che circondò l’episodio.

La gravità formale delle imputazioni non è sottovalutata. In ballo, in caso di esito negativo del dibattimento, non c’è solo una condanna ma anche l’ombra della legge Severino, con il suo meccanismo automatico di sospensione per i reati che prevedono una pena detentiva superiore ai due anni. Un’ipotesi che Bandecchi ha più volte dichiarato di non temere, pur essendo consapevole del pericolo istituzionale.
Morlacchini, che oltre all’attività forense è professore a contratto di Diritto processuale penale all’Università LUMSA di Roma, affronta il tema con lo sguardo del penalista abituato a guardare in faccia anche gli scenari peggiori. “Le imputazioni sono sicuramente delle accuse gravi – ammette – ma noi riteniamo che siano infondate e quindi questa è la nostra convinzione. Andremo avanti, eprtanto, con questa determinazione”.
Una posizione che non lascia spazio a tentennamenti, tipica di un difensore che nella sua carriera ha gestito spesso casi ad alta visibilità e intricate questioni di diritto penale dell’economia.

La scelta di Stefano Bandecchi di affidarsi a Filippo Morlacchini non è casuale. Il profilo del penalista romano spiega la strategia misurata e tecnica adottata. Morlacchini non è solo un avvocato di fama, iscritto all’Ordine di Roma e socio della Camera penale della capitale, ma un penalista specializzato in reati d’impresa e nella responsabilità degli enti, abituato a destreggiarsi in procedimenti di grande complessità dove l’analisi documentale e la costruzione della prova sono decisive. Tra queste le delicate cause che il sindaco di Terni sta affrontando sul versante fiscale in qualità di imprenditore.
Una figura, dunque, lontana dagli stereotipi del legale aggressivo, piuttosto orientata alla sottile arte dell’analisi probatoria. Proprio quella che, in questa vicenda, si giocherà sullo schermo di un videoproiettore in aula, fotogramma per fotogramma. La sua ultima sfida, per ora, è qui: tra le pieghe di un filmato e nella difesa di un sindaco che promette battaglia. “L’auspicio della difesa naturalmente” è la vittoria, conclude. Ma il tono, professionale e asciutto, ricorda che a decidere sarà solo la legge, e la prova.