Due anni fa Prisciano era il quartiere simbolo dell’emergenza polveri a Terni, oggi è il caso più interessante della città. I dati ufficiali dell’Arpa Umbria, rilanciati dal Corriere dell’Umbria, certificano che nel 2025 nessuna delle cinque stazioni urbane ha superato la soglia dei 35 sforamenti annui di Pm10 e che proprio a Prisciano il calo è stato il più netto, con superamenti praticamente dimezzati rispetto al 2024. Un risultato che arriva dopo una stagione di ordinanze stringenti, limiti produttivi, pulizie straordinarie e un confronto continuo tra amministrazione comunale, aziende e comitati di quartiere. Con Sergio Cardinali, assessore allo sviluppo economico del Comune di Terni, analizziamo cosa raccontano questi numeri e se davvero segnano un cambio di fase nel rapporto tra industria e diritto alla salute.

Assessore Cardinali, partiamo dai numeri. Prisciano registra il calo più marcato degli sforamenti di Pm10. Che lettura dà l’amministrazione a questo risultato?
“I dati Arpa sono oggettivi e vanno maneggiati con rispetto. Dicono che nel 2025 nessuna stazione urbana ha superato il limite dei 35 sforamenti e che a Prisciano il miglioramento è stato particolarmente evidente, con una riduzione significativa rispetto all’anno precedente. Per noi è la conferma che una linea amministrativa rigorosa può produrre effetti misurabili sulla qualità dell’aria”, spiega Cardinali.
Due anni fa Prisciano era il punto più critico della mappa cittadina. Oggi diventa un caso di studio.
“È esattamente così. Prisciano era il quartiere simbolo dell’emergenza polveri e oggi, senza trionfalismi, è il luogo dove si vede meglio l’impatto delle politiche messe in campo. Non è un risultato casuale, ma il frutto di un lavoro continuo e spesso impopolare”, sottolinea l’assessore.

La posizione assunta dal suo assessorato parla di una “lotta serrata” all’inquinamento. Quali sono state le leve decisive?
“Le ordinanze del sindaco Stefano Bandecchi hanno dato una risposta concreta alle proteste del comitato di Prisciano. Parliamo di limitazioni delle produzioni, fermo degli impianti nelle ore notturne, bagnatura delle strade interne e dei piazzali industriali, fino alla pulizia dei calitoi delle acque piovane e alla pulizia settimanale delle strade del quartiere con i mezzi di Asm”, ricostruisce Cardinali. “È stata una linea dura, adottata in attesa della realizzazione del nuovo trattamento scorie segregato. I numeri indicano che questa impostazione ha prodotto un primo risultato”.
Industria e salute, a Terni, sono spesso state raccontate come forze in conflitto. È cambiato qualcosa?
“Il cambio di fase sta proprio qui. Il confronto con le aziende è stato serrato, a tratti complicato, ma necessario. Abbiamo chiarito che lo sviluppo economico non può prescindere dal rispetto delle regole ambientali e che la tutela della salute è un vincolo non negoziabile. Allo stesso tempo, il Comune ha lavorato per costruire soluzioni praticabili, non per bloccare il sistema produttivo”, afferma l’assessore.
I dati migliorano a Prisciano, ma il quadro complessivo resta complesso. Dove sono oggi le principali criticità?
“È giusto dirlo con chiarezza: mobilità e riscaldamento domestico restano fortemente critici. Gli sforamenti legati a queste fonti continuano a generare problemi e non possiamo ignorarlo. Il lavoro fatto sulle emissioni industriali va accompagnato da politiche strutturali su traffico e riscaldamento”, osserva Cardinali.
In questo contesto torna centrale il tema della metropolitana di superficie sulla linea Ferroviaria Centrale Umbra.
“È un’infrastruttura promessa da anni, con stazioni già costruite e mai entrate in funzione. È prevista nel Piano regionale dei trasporti dal 2021, ma mancano ancora gli interventi di adeguamento della linea. La metropolitana di superficie da Acquasparta a Terni sarebbe decisiva per decongestionare il traffico nelle aree di Gabelletta, Campitello e Borgo Rovo, dove vive una parte significativa della popolazione ternana”, ribadisce l’assessore.
La linea Terni-Perugia potrebbe ripartire presto, ma senza la componente urbana.
“Alla Regione spetta il compito di reperire le risorse per un’opera programmata e assolutamente necessaria, attesa da oltre vent’anni”, aggiunge Cardinali.

Guardando oltre l’emergenza, quale modello di sviluppo immagina l’amministrazione per Terni?
“Economia e ambiente devono camminare parallelamente, senza sconti per nessuno. Produzione industriale, mobilità e riscaldamento domestico devono sempre più muoversi nel segno della sostenibilità”, afferma Cardinali. “Per questo riteniamo strategico il ruolo della ricerca e dell’università a Terni. L’obiettivo è creare un hub di eccellenza capace di sviluppare nuove tecnologie e nuovi mix energetici, che possano diventare un riferimento anche a livello nazionale”.
Prisciano, da quartiere ferito, diventa così un banco di prova.
“Non parliamo di un traguardo definitivo, ma di un segnale incoraggiante. L’attenzione dell’amministrazione sulla qualità dell’aria resterà alta. I dati Arpa ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta, ma il percorso è ancora lungo”, conclude l’assessore.
Numeri alla mano, Prisciano smette di essere solo il simbolo di un problema e inizia a raccontare una possibilità in potenza: che anche a Terni, con regole chiare e responsabilità condivise, industria e diritto alla salute possano trovare un equilibrio credibile.