L'autopsia sul corpo di Andrea Fiorelli verrà eseguita domani 28 agosto. L'ex finanziere di 59 anni è stato senza vita, venerdì scorso nella sua villetta di Prisciano. Il decesso sarebbe stato causato da una profonda ferita alla gola causata da una motosega elettrica. Continuano le indagini e l'esame autoptico potrebbe dare ulteriori risposte se sia trattato di un suicidio oppure di un omicidio.
Si continua a indagare sulla morte dell’ex finanziere Andrea Fiorelli. Continuano le ricerche dei Ris di Roma nella villetta di Prisciano, insieme al nucleo investigativo di Terni ma nella giornata odierna è stata stabilita la data dell'autopsia.
Sarà eseguita nel pomeriggio di giovedì 28 agosto, presso il reparto di medicina legale dell'azienda ospedaliera di Perugia dai consulenti incaricati dalla procura di Terni, Luca Tomassini e Massimo Lancia. L’esame punta a chiarire come sia morto Andrea Fiorelli.
Non si esclude nessuna ipotesi, né omicidio, né suicidio ma con il passare delle ore la tesi del suicidio appare sempre meno plausibile, mentre prende forza lo scenario di una morte per mano altrui. Appare, infatti, improbabile che Fiorelli possa essersi inferto da solo una ferita così profonda utilizzando una motosega. Per questo la Procura di Terni ha aperto un fascicolo d’indagine ipotizzando il reato di omicidio, in attesa di riscontri oggettivi dagli esami medico-legali e scientifici.
Sarà proprio l’autopsia a fornire gli elementi decisivi per chiarire la dinamica dei fatti: gli esperti cercheranno di stabilire l’ora esatta e la causa della morte, verificando se la ferita al collo sia compatibile con un atto autoinflitto oppure riconducibile all’azione di un aggressore.
Andrea Fiorelli viveva nella villetta di Prisciano insieme alla moglie, al figlio di 24 anni e all’anziano padre; un’altra figlia adulta risiede altrove. Da quanto emerge, il clima in casa non era dei più tranquilli: secondo varie testimonianze raccolte dagli investigatori, fra Fiorelli e il figlio avvenivano frequenti litigi, talvolta così accesi da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Voci di quartiere riferiscono di contrasti familiari che andavano avanti da tempo, e addirittura di dissidi nati per futili motivi come il volume troppo alto dell’autoradio o la guida spericolata del giovane.
Chi conosceva Andrea lo descrive come un uomo mite e riservato, estraneo a gravi conflitti personali. Era maresciallo capo in Guardia di Finanza fino al 2018, quando era andato in pensione anticipata per motivi di salute Il ritratto di una vita apparentemente normale rende ancora più sconcertante la violenza con cui l’ex finanziere è morto.
Nella giornata di lunedì i carabinieri del RIS sono tornati sulla scena del delitto per proseguire gli accertamenti tecnico-scientifici. Per ore gli specialisti hanno ispezionato palmo a palmo il garage e l’intera abitazione, alla ricerca di tracce biologiche, impronte digitali e qualsiasi indizio utile a ricostruire con esattezza l’accaduto. Oltre all’arma del delitto presunta, sono stati repertati e sequestrati altri oggetti ritenuti rilevanti, compresi il telefono cellulare della vittima e alcuni dispositivi presenti in casa.
Gli inquirenti stanno anche analizzando i tabulati telefonici e le ultime comunicazioni di Fiorelli, per verificare con chi abbia avuto contatti nelle ore immediatamente precedenti la morte. Parallelamente, prosegue la raccolta di testimonianze. Nelle scorse ore sono stati nuovamente sentiti amici, conoscenti e parenti della vittima, nel tentativo di far emergere dettagli utili alle indagini.