28 Mar, 2026 - 20:45

Premio Bandiera di Gubbio 2026: Abodi e Treccani premiati tra identità, cultura e tradizione

Premio Bandiera di Gubbio 2026: Abodi e Treccani premiati tra identità, cultura e tradizione

Una mattinata intensa e ricca di significato quella di sabato 28 marzo nella sala Trecentesca di Palazzo Pretorio, dove si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Bandiera di Gubbio 2026.

A guidare l’evento è stato il giornalista Giacomo Marinelli Andreoli, in una cornice istituzionale che ha visto la partecipazione di numerose autorità. I riconoscimenti sono stati assegnati al ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e all’Istituto Treccani, simboli rispettivamente dell’impegno civile e della cultura italiana.

Abodi: “Un legame profondo con Gubbio”

Particolarmente emozionato il ministro Andrea Abodi, che ha sottolineato il suo rapporto personale con la città.

“Il mio legame con questa terra è forte. Mia nonna era eugubina e qui mi sono sposato”, ha ricordato, ripercorrendo anche momenti della sua carriera legati a Gubbio, come la presidenza della Lega di Serie B nel periodo della storica promozione del Gubbio Calcio nel 2011.

Nel suo intervento, Abodi ha richiamato il valore della responsabilità istituzionale: “La cosa più importante è la sincerità, il senso del dovere e la consapevolezza del ruolo che siamo chiamati a svolgere. Servire la comunità significa fare bene le cose che dipendono da noi, ma soprattutto farle insieme”.

Un passaggio che ha posto al centro il tema della collaborazione e della costruzione collettiva del bene comune.

Il messaggio del sindaco Fiorucci: radici e identità

A sottolineare il valore simbolico della cerimonia è stato il sindaco Vittorio Fiorucci, che ha richiamato il significato più profondo della tradizione.

“La tradizione, nel senso più autentico, è consegnare alle nuove generazioni ciò che abbiamo di più prezioso: la nostra identità”, ha affermato.

Il primo cittadino ha evidenziato come gli sbandieratori non siano solo coreografia, ma sostanza, veri ambasciatori della città nel mondo, capaci di diffondere valori di pace, cultura e appartenenza.

“Le nostre radici non sono statiche: sono ciò che ci permette di crescere e di elevarci. Rafforzarle significa guardare lontano”, ha aggiunto, collegando il patrimonio culturale eugubino alla necessità di costruire futuro.

Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato anche il valore universale della pace, richiamato attraverso la simbologia cittadina e il legame con la figura di San Francesco.

Il riconoscimento a Treccani: cultura e memoria

Accanto al ministro Abodi, il premio è stato assegnato all’Istituto Treccani, rappresentato da Marta Leonori, con la relazione affidata a Simone Silvi, CEO di Treccani Rete.

Nel corso della cerimonia è stato ricordato il ruolo fondamentale dell’istituto nella diffusione della conoscenza e nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Particolarmente suggestiva la scelta della “parola del giorno”, individuata proprio in “sbandieratore”, in omaggio alla città e alla sua tradizione.

È stato inoltre sottolineato il legame storico fra Treccani e Gubbio: da oltre mezzo secolo, infatti, alla voce dedicata agli sbandieratori nel vocabolario della lingua italiana viene citato proprio il gruppo eugubino come esempio.

Le Tavole Eugubine e la candidatura Unesco

Nel corso dell’evento è stato ricordato anche un passaggio di grande rilievo internazionale: la candidatura congiunta dell’Enciclopedia Treccani e delle Tavole Eugubine al programma Unesco Memoria del Mondo 2026-2027.

Un riconoscimento potenziale che rafforza ulteriormente il valore culturale e storico della città, proiettandola in una dimensione globale.

Fiorucci ha sottolineato l’importanza di queste testimonianze, definendole parte integrante dell’identità collettiva: perderle significherebbe compromettere un patrimonio fondamentale, paragonabile alla struttura stessa della memoria.

Una cerimonia tra istituzioni e simboli

Alla consegna del premio erano presenti, tra gli altri, il senatore Walter Verini, la presidente della Regione Stefania Proietti e il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti.

Proietti ha donato al ministro lo stemma della Regione e la spilla con i Ceri, dando vita a un siparietto informale in cui Abodi ha strappato l’impegno a lavorare insieme per la copertura della piscina comunale.

Un momento che ha unito istituzionalità e leggerezza, confermando il clima partecipato della mattinata.

Novità e omaggi artistici

Tra le novità dell’edizione 2026, il patrocinio del Ministero della Cultura, che conferisce ulteriore prestigio al Premio Bandiera.

L’artistica cartella d’autore è stata realizzata dal maestro Pino Pinelli, figura di rilievo internazionale recentemente scomparsa, esponente della pittura analitica.

Un omaggio che ha aggiunto una dimensione artistica all’evento, legando tradizione e contemporaneità.

Assegnato il "Premio Gabriele Bettelli"

Nel corso della cerimonia è stato assegnato anche il “Premio Gabriele Bettelli”, riconoscimento particolarmente sentito all’interno della comunità degli sbandieratori. Il premio è stato conferito a Giacomo Panfili, in memoria del giovane sbandieratore scomparso prematuramente nel 1985.

A consegnarlo sono stati i genitori, Lina Acciaio e Mario Bettelli, in un momento carico di emozione che ha ricordato non solo la figura di Gabriele, ma anche il valore umano e identitario che lega le generazioni all’interno del gruppo degli sbandieratori eugubini.

Gran finale in piazza Grande

La mattinata si è conclusa con una applaudita esibizione degli sbandieratori in piazza Grande, seguita dalla visita del ministro Abodi alle Tavole Eugubine custodite nel Museo Civico di Palazzo dei Consoli.

Un finale simbolico che ha racchiuso il senso dell’intera giornata: la capacità di Gubbio di coniugare memoria, identità e apertura al mondo.

Fra tradizione e futuro

Il Premio Bandiera di Gubbio si conferma così non solo come riconoscimento, ma come momento di riflessione collettiva.

Tra istituzioni, cultura e tradizione, la città ribadisce il proprio ruolo di custode di valori profondi, capace di guardare al futuro partendo dalla forza delle proprie radici.

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Mario Farneti
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