27 May, 2026 - 17:15

Prefetto di Terni firma nuova interdittiva antimafia: stop a un’impresa edile. “Tentativi di infiltrazione criminale”

Prefetto di Terni firma nuova interdittiva antimafia: stop a un’impresa edile. “Tentativi di infiltrazione criminale”

Ha firmato una nuova interdittiva antimafia il Prefetto di TerniAntonietta Orlando, bloccando l’attività di un’impresa del settore edilizio. Il provvedimento arriva al termine di un’istruttoria serrata, avviata su impulso della Guardia di Finanza e condotta dal Gruppo Interforze Antimafia della provincia. Dagli accertamenti sono affiorati elementi che gli investigatori non esitano a definire gravi, precisi e concordanti: un mosaico di indizi che delinea tentativi di infiltrazione mafiosa capaci di condizionare la vita stessa della società.

Non si è trattato di una verifica di routine. L’indagine ha scavato a fondo nella filiera degli appalti e nei rapporti tra l’impresa e soggetti gravitanti in aree contigue alla criminalità organizzata. Quel che è emerso ha convinto il Prefetto Orlando a esercitare uno degli strumenti più incisivi che l’ordinamento mette a disposizione dell’autorità amministrativa: l’interdittiva antimafia, che impedisce all’azienda di proseguire qualsiasi rapporto con la pubblica amministrazione e ne congela di fatto l’operatività in contesti regolati.

Un crinale delicato: edilizia e tentacoli criminali

La scelta di intervenire su un’impresa edile non è casuale. Il settore delle costruzioni, in Umbria come nel resto del Paese, continua a rappresentare un crinale delicato, dove la pressione della criminalità organizzata si fa più insistente. Subappalti, forniture, movimentazione di manodopera e smaltimento dei materiali sono gangli che, se non presidiati con attenzione, possono trasformarsi in varchi per interessi malavitosi. L’interdittiva firmata dalla Prefettura di Terni si inserisce così in una strategia di vigilanza che nelle ultime stagioni ha già toccato diversi comparti produttivi della provincia, dalla logistica all’agroalimentare, fino ai servizi.

Il provvedimento non ha natura sanzionatoria, ma preventiva. Serve a disinnescare un pericolo prima che il contagio mafioso si consolidi, alterando la libera concorrenza e inquinando il tessuto economico sano. È un presidio che guarda al futuro delle imprese regolari, quelle che subiscono la concorrenza sleale di operatori opachi o direttamente pilotati da cosche e gruppi criminali.

L’azione del Gruppo Interforze e la regia della Prefettura

L’attività istruttoria che ha portato all’interdittiva è stata coordinata dal Gruppo Interforze Antimafia, organismo che in provincia di Terni riunisce stabilmente Polizia di StatoArma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, sotto la regia della Prefettura. È stata proprio la Guardia di Finanza a fornire la segnalazione iniziale, accendendo un faro su anomalie gestionali e su una rete di relazioni sospette che l’approfondimento interforze ha poi tradotto in un quadro probatorio solido. Il lavoro congiunto ha permesso di mettere a fuoco non soltanto singoli episodi, ma la fisionomia complessiva di un’impresa sulla quale il tentativo di condizionamento mafioso appariva ormai concreto e attuale.

“Questa attività di prevenzione conferma la massima attenzione della Prefettura nel tutelare il tessuto economico sano e nel prevenire ogni forma di infiltrazione della criminalità organizzata”, ha dichiarato il Prefetto Antonietta Orlando al termine dell’iter. E ha aggiunto: “Desidero rinnovare il mio sentito ringraziamento ai componenti del Gruppo Interforze Antimafia provinciale per l’impegno che continuano a profondere, contribuendo a mantenere la trasparenza e la correttezza nell’azione amministrativa e garantendo condizioni di libera concorrenza tra le imprese”.

Le parole del Prefetto restituiscono la cifra di un’azione amministrativa che non vuole limitarsi alla risposta episodica, ma punta a costruire un argine permanente. L’interdittiva antimafia, da questo punto di vista, non è un punto di arrivo, quanto il tassello di una mappatura del rischio che impegna quotidianamente gli uffici della Prefettura di Terni e tutte le articolazioni del Gruppo Interforze. Una mappatura fatta di controlli incrociati, esame della documentazione societaria, verifiche sul campo e un filo diretto con le banche dati nazionali che raccolgono le risultanze delle indagini antimafia.

Con questo nuovo provvedimento, la Prefettura ribadisce che il monitoraggio sui settori esposti non conosce pause. E lo fa con un atto che, per quanto di natura amministrativa, incide in profondità sulla geografia economica del territorio, separando con nettezza ciò che è lecito da ciò che, anche solo per prossimità, rischia di diventare ostaggio di logiche criminali. 

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Federico Zacaglioni
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