28 Apr, 2026 - 15:00

Buona la prima per “Politica Oggi”: il nuovo ring televisivo di Umbria+ accende i riflettori sull’eterno scontro per l’ospedale di Terni

Buona la prima per “Politica Oggi”: il nuovo ring televisivo di Umbria+ accende i riflettori sull’eterno scontro per l’ospedale di Terni

Lunedì sera, ore 21. Il piccolo schermo umbro cambia passo. Su Umbria+ (canale 15 del digitale terrestre) debutta “Politica Oggi” , un format che non ha paura di sporcarsi le mani. Sessanta minuti senza sconti, con un solo obiettivo: sviscerare i nervi scoperti della regione. E al primo colpo, la redazione sceglie la madre di tutte le battaglie locali - il nuovo ospedale di Terni - accendendo una miccia che brucia da anni. In studio, un parterre che non è mai stato solo politico: è geologico, perché racconta le faglie profonde di un territorio diviso tra promesse, numeri e attese pluridecennali.

Il conduttore Gianluca Nasi non concede tempi morti. Il meccanismo è rodato: un salotto con ospiti, schede editoriali, vox populi e interventi di esperti. Il risultato è un’agorà moderna, dove il cittadino non è spettatore passivo ma termometro vivente di un malessere che non accenna a diminuire al crescere dei ritardi della politica.

La notizia, però, non è solo il debutto. È la sostanza: Terni si sente tenuta fuori per una sorta di ostracismo politico dalla stanza dei bottoni. E il primo a dirlo, senza peli sulla lingua, è stato l’assessore comunale al Bilancio Michela Bordoni, opinionista fissa del programma.

Il valzer delle competenze e il nervo scoperto della “Asl Unica”

La puntata parte subito forte. Sul tavolo le indiscrezioni di una possibile “Asl Unica” regionale e il mancato accordo tra opposizioni ternane e giunta BandecchiClaudio Fiorellicapogruppo M5S al Comune di Terni e medico anestesista, smorza gli entusiasmi delle voci di corridoio: “Muoversi su un qualcosa uscito sui giornali non validato ufficialmente andiamo a ricorrere un coniglio e basta”. Sulla stessa linea Pierluigi Spinellicapogruppo PD al Comune di Terni, che definisce l’atto della maggioranza inutile e bolla come fallimentari i tentativi passati di mettere allo stesso tavolo Regione e Comune.

Ma è qui che Michela Bordoni sferra il primo affondo. Accusa la nuova giunta regionale di centrosinistra - insediatasi a novembre 2024 - di “totale sbando” e incertezza. La frase che fa il giro della sala: “Terni è fuori dalla stanza dei bottoni non solo sulla sanità ma su altri importanti asset”. Replica secca di Spinelli, che punge la giunta comunale: “Bandecchi in consiglio regionale non è rappresentato perché non ha eletto nessun consigliere”. Il suggerimento è chiaro: la foga del Comune servirebbe a coprire un vuoto istituzionale. E poi una stoccata ironica: “Lasciateci sbagliare, poi saranno i cittadini che diranno no”.

Taglio di nastri e la guerra delle cifre: liste d’attesa raddoppiate

Il momento più teso arriva quando si parla di inaugurazioniLaura Pernazzaconsigliera regionale di Forza Italia, prende la scena e non molla più l’osso. Accusa la presidente Stefania Proietti di volere “mistificare un po’ questa sua attenzione per Terni con questa voglia di taglio di nastri”. Il riferimento è alle opere inaugurate - come l’ampliamento del pronto soccorso - che secondo la consigliera sarebbero frutto dei famosi 128 milioni stanziati dalla giunta Tesei. Non solo: Pernazza affonda sul tema delle liste d’attesa, definendo gli annunci di Proietti “spot pubblicitari”.

E i numeri, se confermati, pesano come macigni: “Aveva detto che avrebbe azzerato le liste d’attesa in 3 mesi, sono raddoppiate... passate da 44.000 che era il dato che ha lasciato la Tesei a 88.000 a giugno 2025”.
In mezzo, la voce misurata e tecnica di Claudio Fiorelli, che da medico dell’ospedale prova a riportare il discorso sulla realtà dei reparti: “Se vogliamo buttarla nel politichese per tirare fuori un post e avere dei like... diciamo si fa così. In realtà per abbattere le liste d’attesa... devi aumentare le strutture, devi aumentare il personale, è una cosa che coinvolge l’intero sistema sanitario”. Parole che suonano come una doccia fredda sulle promesse elettorali di ogni schieramento.

Colle Obito contro tutti: dove sorgerà il nuovo ospedale?

Il format di “Politica Oggi” trova un altro momento riuscito negli inserti video. L’analisi del giornalista Sergio Capotosti (Il Messaggero) e di Giuseppe Macroni (Comitato difesa azienda ospedaliera) fotografa una guerra di posizionamento destinata a durare anni. Da un lato il Comune di Terni spinge per l’area attuale di Colle Obito, con un esborso contenuto intorno ai 330 milioni di euro. Dall’altro la Regione guarda a nuove aree - cinque quelle individuate dallo studio Binini - con costi che potrebbero sfiorare i 770 milioni.

Michela Bordoni difende la linea del sindaco Bandecchi: meglio costruire accanto all’ospedale esistente per salvare la sinergia con l’Università. Fiorelli, spogliandosi volutamente della casacca politica, invita a ragionare “in maniera asettica”. Poi però ammette: a Colle Obito “i costi sono molto superiori e ci vuole più tempo perché... si costruisce vicino un ospedale funzionante”. Un paradosso che nessuno in studio prova a risolvere, ma che restituisce tutta la complessità della partita.

Fuori dallo studio, intanto, la vox populi non perdona. Il servizio di un cittadino che racconta dieci ore di attesa al pronto soccorso per il padre ottantaseienne è il promemoria più duro: la politica può anche dividersi, ma il dolore dei numeri non aspetta.

Il verdetto sul format: una piazza mediatica che mancava

Al fischio finale, “Politica Oggi” supera l’esame. L’intuizione di avere un’opinionista fissa espressione della giunta cittadina (Bordoni) accanto a esponenti di maggioranza e opposizione regionali e comunali genera una tensione dialettica eccellente. Nessuna caciara, pochi fuori onda. I servizi esterni fanno da collante senza appesantire. E il livello del dibattito - scontroso ma mai volgare - ricorda le migliori tradizioni del giornalismo politico locale.

L’appuntamento è già fissato: lunedì prossimo, sempre alle 21, su Umbria+. Se la redazione continuerà a scegliere i temi vivi - quelli che spaccano le famiglie, le giunte, i consigli - allora Politica Oggi non sarà solo un programma. Diventerà il nuovo termometro dell’Umbria che cambia. E Terni, per una volta, sarà al centro del termometro, non alla periferia del dolore.

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Federico Zacaglioni
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