La Pokémon-mania continua a stupire il mondo e a spingersi ben oltre i confini del semplice collezionismo.
A dimostrarlo è l’ultima vendita record che ha fatto notizia a livello internazionale: A.J. Scaramucci, venture capitalist e figlio del finanziere Anthony Scaramucci, di origini gualdesi e cittadino onorario di Gualdo Tadino dal 2021, ha acquistato la carta Pokémon più rara e costosa mai venduta all’asta. Si tratta del leggendario Pikachu Illustrator, pagato 16,5 milioni di dollari, diritti d’asta inclusi.
La notizia è stata ufficializzata dalla casa d’aste americana Goldin, che ha trasformato la vendita in un vero e proprio evento spettacolare, con la carta esposta in una teca tempestata di diamanti. Un allestimento degno non solo di un oggetto da collezione, ma di un autentico reperto culturale contemporaneo.

Il venditore è stato lo YouTuber e wrestler Logan Paul, personaggio simbolo di come il collezionismo Pokémon sia entrato da tempo nella cultura pop globale. Paul aveva acquistato la carta nel 2021 per 5,3 milioni di dollari, cifra che già allora rappresentava un record. Con la vendita a Scaramucci, il valore dell’investimento è stato più che triplicato, confermando come alcune carte Pokémon siano ormai considerate beni rifugio alternativi e strumenti di investimento di altissimo profilo.
Durante la cerimonia di consegna, Paul ha anche regalato a Scaramucci la collana di diamanti dal valore di 75mila dollari che aveva indossato insieme alla carta durante il suo debutto alla WWE WrestleMania 38 nel 2022. Un gesto simbolico che lega sport-spettacolo, social media e collezionismo in un unico grande racconto mediatico.
Il Pikachu Illustrator non è una carta come le altre. È considerato da anni il “Santo Graal” del collezionismo Pokémon. Disegnata da Atsuko Nishida, la creatrice originale di Pikachu, la carta fu distribuita come premio in un concorso di illustrazione tenutosi in Giappone nel 1998. Non faceva parte dei normali set commerciali e proprio per questo la sua rarità è leggendaria.
Secondo gli esperti, esistono solo 39 esemplari conosciuti al mondo. Ma quello acquistato da Scaramucci ha una caratteristica unica: è l’unico ad aver ottenuto il punteggio 10 dalla PSA (Professional Sports Authenticator), la massima certificazione di autenticità e qualità possibile, che attesta uno stato di conservazione praticamente perfetto. È questo dettaglio a renderlo, di fatto, un pezzo unico nel panorama del collezionismo mondiale.
Il valore simbolico e mediatico dell’operazione è stato sancito anche dal Guinness dei Primati, che ha certificato la vendita come quella della carta Pokémon più costosa di sempre e, più in generale, come la carta collezionabile più costosa mai venduta all’asta. Un primato che va ben oltre il mondo dei Pokémon e che colloca questo oggetto al centro del mercato globale dei collectibles di lusso.
Siamo ormai in un territorio dove le carte da gioco non sono più soltanto ricordi d’infanzia o oggetti da album, ma asset culturali ed economici paragonabili a opere d’arte, reperti storici o pezzi da museo.
A.J. Scaramucci non ha nascosto l’ambizione che sta dietro a questo acquisto. Ha definito l’operazione come il primo passo di una “caccia al tesoro planetaria”, un progetto che includerà in futuro altri reperti storici e collezionabili di enorme valore, dai fossili di T-Rex fino alla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti.
Non si tratta quindi solo di passione per i Pokémon, ma di una strategia di collezionismo ad altissimo livello, che unisce investimento, prestigio e costruzione di una collezione destinata a fare storia.
All’evento era presente anche il padre Anthony Scaramucci, noto per essere stato nel 2016, per dieci giorni, direttore della comunicazione della Casa Bianca, che ha assistito alla consegna ufficiale della carta da parte di Logan Paul. Un passaggio di testimone che ha avuto il sapore di un evento mediatico globale.
Questa vicenda racconta molto più di una singola vendita record. Racconta di una Pokémon-mania che dura da quasi trent’anni e che continua a crescere, attraversando generazioni, continenti e mercati. Dai videogiochi alle serie animate, dalle carte ai grandi eventi competitivi, il mondo Pokémon è diventato uno dei marchi culturali più potenti e riconoscibili al mondo.

Il collezionismo, in particolare, ha conosciuto un’esplosione negli ultimi anni, spinto dai social media, dalle piattaforme di streaming e dall’ingresso di personaggi famosi nel mercato. Carte che un tempo valevano pochi dollari oggi raggiungono cifre da capogiro, trasformandosi in simboli di status, investimento e nostalgia.
Il caso del Pikachu Illustrator da 16,5 milioni di dollari segna un punto di svolta: dimostra che il confine tra cultura pop e grande collezionismo si è definitivamente dissolto. I Pokémon non sono più soltanto un gioco o un ricordo d’infanzia, ma un fenomeno storico, economico e culturale globale.
E in questo mondo, dove una carta può valere quanto un capolavoro d’arte, la Pokémon-mania non mostra alcun segno di rallentamento. Anzi, sembra appena entrata nella sua età dell’oro.