30 Nov, 2025 - 14:01

Femminicidio-suicidio a Po’ Bandino: emergono dettagli sull’acquisto della pistola

Femminicidio-suicidio a Po’ Bandino: emergono dettagli sull’acquisto della pistola

È una di quelle mattine che una comunità non dimentica più. A Po’ Bandino, la frazione di Città della Pieve abituata a un ritmo di vita silenzioso e domestico, la giornata di ieri si è rotta alle 11.30 con due detonazioni secche, confuse dai vicini per i botti di qualche petardo in anticipo sul weekend. Invece, dentro la villetta di via Sardegna, si consumava un femminicidio-suicidio che ha lasciato sgomenta un’intera zona del Trasimeno umbro.

A perdere la vita sono stati Stefania Terrosi, 58 anni, impiegata in un’impresa di pulizie, e Antonio Iacobellis, 59 anni, sottufficiale dell’Aeronautica Militare in pensione. I due convivevano da tempo. Secondo la prima ricostruzione dei Carabinieri, l’uomo avrebbe sparato alla compagna per poi togliersi la vita. Un gesto immediato, forse premeditato, certamente annunciato: prima di premere il grilletto, Iacobellis avrebbe inviato due messaggi, uno a un ex collega e uno al figlio di Terrosi - avuto da un precedente matrimonio - parlando di una “follia”.

Una parola che oggi pesa come un macigno.

La dinamica: due colpi, un soggiorno trasformato in scena del crimine

Quando i Carabinieri della Compagnia di Città della Pieve e gli investigatori del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Perugia sono entrati nella villetta, hanno trovato i due corpi uno accanto all’altro nel soggiorno, la pistola ancora vicino all’uomo. Non ci sarebbero segni di colluttazione né indizi che indichino un intervento di terze persone.

La successione degli eventi appare chiara: due colpi esplosi in rapida sequenza, prima verso la donna, poi verso sé stesso. I vicini, pur avendo udito i botti, non hanno immaginato la tragedia che si stava consumando. Nessuno ha mai segnalato litigi violenti o situazioni di tensione plateali tra i due. Eppure, nelle testimonianze raccolte emergono elementi che ora assumono un valore diverso.

Dissidi latenti e paure inascoltate

Secondo quanto riferito da alcuni parenti, la relazione tra Terrosi e Iacobellis sarebbe stata segnata da dissidi costanti, non tali da sfociare in denunce, ma sufficienti a generare preoccupazione nella famiglia della donna. Il figlio le avrebbe più volte chiesto di allontanare il compagno.

Una richiesta rimasta sospesa, forse sottovalutata, forse rimandata. E che ora diventa uno dei punti su cui gli investigatori stanno cercando di capire se ci fossero segnali d’allarme non colti.

La donna, stando a quanto emerso, non aveva mai sporto querele, mai chiamato il 112, mai chiesto aiuto ai centri antiviolenza. Un profilo purtroppo comune a molte vittime di femminicidio, che spesso sopportano conflitti e tensioni dentro le mura domestiche senza riuscire - o senza voler - trasformare il disagio in un atto formale.

La pistola comprata da pochi giorni: il nodo più delicato

Il punto più controverso dell’inchiesta riguarda l’arma utilizzata. La pistola era stata acquistata regolarmente da Iacobellis pochi giorni fa. Gli investigatori, coordinati dalla Procura di Perugia, stanno verificando ogni dettaglio: quando l’ha comprata, con quale motivazione, quale iter amministrativo sia stato seguito per il rilascio del nulla osta. Da fonti vicine alle indagini emerge che l’uomo non fosse destinatario di provvedimenti ostativi né avesse segnalazioni per comportamenti violenti. Un elemento che, di fatto, gli ha consentito di acquistare l’arma senza impedimenti. Tuttavia, il fatto che l’acquisto sia avvenuto così vicino alla tragedia apre interrogativi inquietanti:
L’aveva presa proprio con l’intenzione di usarla contro la compagna?
Oppure si è trattato di un gesto improvviso, dettato da un’impennata emotiva non prevedibile?

Domande che solo le indagini potranno chiarire, anche attraverso gli esami medico-legali che il magistrato di turno dovrà disporre. Non è ancora certo se verrà effettuata l’autopsia o se si procederà a una semplice ricognizione esterna.

La scoperta dei corpi: l’allarme scattato grazie ai messaggi dell’uomo

Il dramma è stato scoperto grazie all’allarme lanciato dall’ex collega a cui Iacobellis aveva inviato uno dei due messaggi premonitori. Anche il figlio di Terrosi aveva ricevuto il suo: preoccupato, è accorso immediatamente alla villetta. Quando i Carabinieri sono arrivati, lo hanno trovato fuori dall’abitazione, visibilmente agitato.

L’ingresso nell’abitazione ha tolto ogni dubbio: il soggiorno era diventato il teatro di una tragedia familiare.

AUTORE
foto autore
Lorenzo Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE