Ci sono promozioni che valgono una categoria e altre che assumono il significato di una vera e propria impresa collettiva. Quella conquistata dalla Pietralunghese appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Davanti a uno stadio gremito in ogni ordine di posto, con un'intera comunità pronta a spingere la squadra verso il traguardo più importante della propria storia, il club umbro ha superato l'Ilvamaddalena per 3-1 conquistando la prima, storica promozione al campionato di Serie D.
Un risultato che va oltre il semplice dato sportivo. Pietralunga è un comune di poco più di duemila abitanti e vedere un'intera popolazione stringersi attorno alla propria squadra rappresenta una delle immagini più belle del calcio dilettantistico italiano. Al triplice fischio finale il terreno di gioco è stato invaso pacificamente da tifosi, famiglie e appassionati, tutti accomunati dalla stessa emozione: celebrare un traguardo inseguito per anni e finalmente raggiunto.
Eppure la giornata non era iniziata nel migliore dei modi. L'Ilvamaddalena, squadra esperta e organizzata, aveva approcciato la gara con personalità trovando immediatamente il vantaggio grazie a Vrdoljak, bravo a sfruttare una situazione favorevole e a battere Abibi con una precisa torsione di testa.
Per alcuni minuti la tensione ha rischiato di prendere il sopravvento. La posta in palio era enorme e il peso dell'occasione poteva diventare un ostacolo difficile da gestire. Invece la Pietralunghese ha mostrato maturità, equilibrio e una forza mentale costruita durante un'intera stagione.
La reazione è arrivata al 25'. A ristabilire l'equilibrio ci ha pensato Tersini, autore del gol dell'1-1 con un colpo di testa che ha riacceso il pubblico e restituito fiducia ai compagni. Da quel momento la squadra umbra ha progressivamente preso il controllo della sfida, dimostrando di avere le qualità necessarie per completare la rimonta.
La ripresa è stata una battaglia giocata sotto temperature elevate e con una pressione enorme sulle spalle dei protagonisti. In partite di questo tipo spesso sono gli episodi a fare la differenza e la Pietralunghese ha saputo sfruttarli nel modo migliore.
Dopo aver gestito con intelligenza il possesso e i ritmi della gara, la squadra di casa ha trovato il gol del sorpasso al 67' grazie a Calderini. Una rete pesantissima, forse la più importante della stagione, che ha fatto esplodere l'impianto sportivo e avvicinato la formazione umbra a un sogno che sembrava sempre più concreto.
Ma ridurre la vittoria soltanto ai marcatori sarebbe ingiusto. Se la Pietralunghese ha conquistato la Serie D, una parte enorme del merito appartiene ad Alessio Abibi. Il portiere classe 1996 è stato probabilmente il simbolo dell'intera stagione e anche nella gara decisiva ha confermato il proprio valore con una serie di interventi determinanti.
L'estremo difensore ha salvato il risultato in più occasioni, opponendosi con riflessi straordinari ai tentativi dell'Ilvamaddalena. Parate che hanno mantenuto in vita il vantaggio e che, con il passare dei minuti, hanno aumentato la fiducia della squadra.
Quando gli ospiti si sono inevitabilmente sbilanciati alla ricerca del pareggio, la Pietralunghese ha trovato gli spazi per chiudere definitivamente la contesa. In pieno recupero è stato Rossi, entrato dalla panchina, a firmare il 3-1 che ha spento ogni residua speranza dei sardi e aperto ufficialmente la festa.
Dopo sette minuti di recupero il fischio finale ha liberato tutta la tensione accumulata durante una stagione lunga e complicata. In pochi secondi il campo si è trasformato in un enorme abbraccio collettivo tra giocatori, dirigenti e tifosi. Un'immagine destinata a rimanere impressa nella memoria sportiva di Pietralunga.
Tra i protagonisti assoluti di questa straordinaria cavalcata c'è senza dubbio Alessio Abibi. L'ex portiere con esperienze tra Serie C, Serie B e Serie A irlandese è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Tag24 Umbria subito dopo la promozione.
Le sue parole raccontano perfettamente il valore umano di questo successo.
"È un'emozione incredibile. Questa mattina, mentre venivo al campo, pensavo a quanta voglia avevo di vincere. L'avevo promesso al presidente Giuliano un anno fa. Stamattina ripensavo a tutto il percorso fatto quest'anno, alle delusioni che abbiamo avuto. Sembrava che dovessimo vincere il campionato prima ancora di iniziarlo, invece non è stato così. Mi è scesa una lacrima per aver fatto felici il presidente e tutta questa gente, che ci ha seguito fino in Sardegna".
Interessante anche il passaggio dedicato al futuro, che lascia intravedere un forte legame tra il portiere e la società.
"Con Giuliano ho delle promesse, un percorso ben avviato. Fino a quando sarà lui il presidente della Pietralunghese io resterò qua. Non avevo mai giocato in Eccellenza, sono venuto per la piazza e per il progetto del presidente. Ora ci sederemo e vedremo, intanto godiamoci questo momento".
