Sono trascorse meno di quarantotto ore dalla partita che ha cambiato per sempre la storia della Pietralunghese. Il successo per 3-1 contro l’Ilvamaddalena ha consegnato al club rossoblù la prima, storica promozione in Serie D, aprendo una nuova pagina per una società che negli ultimi anni è riuscita a crescere sotto ogni punto di vista.
Non si tratta soltanto di un risultato sportivo. La vittoria ottenuta domenica rappresenta il punto più alto di un progetto che ha saputo coinvolgere un intero territorio. Le immagini dello stadio gremito, con oltre duemila persone presenti sugli spalti, raccontano meglio di qualsiasi statistica il rapporto speciale costruito tra squadra, società e comunità.
Pietralunga conta poco più di duemila abitanti e vedere un intero paese stringersi attorno alla propria squadra è forse l’aspetto più significativo di questa impresa. Un successo che nasce da anni di programmazione, investimenti e capacità di creare senso di appartenenza.
Tra i principali artefici di questo percorso c’è senza dubbio il presidente Giuliano Martinelli, figura centrale nella crescita della società. Attraverso una gestione attenta e una visione chiara, il numero uno biancazzurro ha contribuito a trasformare la Pietralunghese da realtà ambiziosa del calcio regionale a protagonista del panorama dilettantistico nazionale.
In esclusiva ai microfoni di Tag24 Umbria è intervenuto il presidente della Pietralunghese, Giuliano Martinelli, che ha raccontato emozioni, difficoltà e prospettive future dopo la storica promozione.
Alla domanda sul significato personale di questo traguardo, il presidente non nasconde la soddisfazione per quanto costruito negli anni.
"Mi sono divertito tanto. Mi è piaciuto vedere il paese muoversi in maniera composta e gioiosa. Domenica eravamo oltre duemila allo stadio e siamo circa duemila abitanti in tutto il paese. Parecchie scelte sono state fatte anche da me, eravamo rimasti un piccolo gruppo e mi sento anche artefice di questo successo".
Dietro il trionfo, però, ci sono stati anche momenti complessi. Il presidente ha individuato nel periodo delle tre sconfitte consecutive il passaggio più delicato dell'intera stagione.
"La difficoltà più grande è stata tenere viva la speranza dopo tre sconfitte consecutive contro Tavernelle, Terni FC e Nuova Alba. Ho capito che la squadra stava scricchiolando, così come noi dirigenti. Ho tenuto la barra dritta. Il merito è dello staff e anche mio: ci siamo sostenuti a vicenda e abbiamo deciso di non cambiare nulla, perché sapevamo di avere una grande squadra".
Una dichiarazione che fotografa perfettamente la forza mentale dimostrata dal club. In molte realtà una serie negativa di risultati avrebbe potuto generare tensioni e rivoluzioni tecniche. La Pietralunghese ha invece scelto la strada della continuità, ottenendo alla fine il premio più importante.

Foto: Em Growing
Archiviata la festa, il pensiero è già rivolto al futuro. La Serie D rappresenterà una sfida completamente diversa rispetto a quelle affrontate finora e Martinelli ne è pienamente consapevole.
"Come dissi quando siamo saliti in Eccellenza, il primo anno dobbiamo galleggiare. Dobbiamo restare nelle posizioni intermedie della classifica e disputare qualche bella partita. Pagheremo inevitabilmente il dazio della matricola e qualche colpo lo prenderemo. Ho visto squadre molto importanti che militano da anni in Serie D. Dovremo inserirci con calma e rispetto per tutti, arrivando però come una matricola terribile".
Anche sul fronte mercato il presidente predica cautela, pur confermando la volontà di mantenere l'ossatura che ha conquistato la promozione.
"Ho in mente di mantenere un blocco importante di questa stagione con qualche piccolo ritocco. Per il mercato è ancora presto. Finora non abbiamo lavorato in maniera approfondita perché non sapevamo quale campionato avremmo disputato. Noi ci abbiamo creduto, ma adesso alcune decisioni dovranno essere prese. Un blocco importante della squadra resterà".
Infine il messaggio rivolto ai tifosi, gli stessi che hanno accompagnato la squadra in ogni momento della stagione e che domenica hanno trasformato la finale in una giornata indimenticabile.
"Sognare non costa nulla, quindi sogneremo anche in Serie D".