La polemica si accende attorno ai blocchi di travertino installati e poi rimossi in Piazza Ridolfi, tra scarsa chiarezza sul titolo autorizzativo e la presa di posizione critica del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che parla di “cantieri abusivi”. Il Comune, tramite l’assessore Marco Iapadre, spiega in dettaglio le ragioni dell'intervento: dal rifacimento delle pavimentazioni alla riqualificazione dell'asse pedonale e veicolare per garantire maggiore sicurezza ai pedoni e decoro urbano, incluse isole pedonali, parcheggi gratuiti a tempo e la riorganizzazione della viabilità verso Corso del Popolo.
Sullo sfondo, anche un botta e risposta social tra il vicesindaco Riccardo Corridore e il segretario cittadino di Forza Italia, Antonio De Angelis.
Per l’assessore alle manutenzioni Marco Iapadre, l’intervento in Piazza Ridolfi nasce dall’urgenza di mettere in sicurezza un’area soggetta a frequenti incidenti stradali e degradata da anni di trascuratezza.
“Siamo intervenuti perché la situazione non era più sostenibile. In passato si sono fatte solo toppe: bitume su pavimentazione pregiata. Noi, invece, agiamo con una logica strutturale”, afferma Iapadre.
La decisione di avviare il cantiere nel periodo estivo risponde, secondo l’assessore, a esigenze operative: minore traffico, maggiori margini di manovra. Il piano prevede manutenzione estesa, ripristino della pavimentazione in cubetti di porfido, correzione delle quote stradali, revisione della segnaletica e soprattutto la riprogettazione dell’attraversamento pedonale centrale, attualmente definito “pericoloso”.
Ma è stata proprio la fase preliminare - con il posizionamento temporaneo dei blocchi - a generare lo scontro politico.
Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha annunciato la presentazione di un’interrogazione per fare chiarezza. Il punto centrale: l’assenza di un’autorizzazione formale della Soprintendenza, che secondo FdI avrebbe sospeso l’intervento proprio per questa ragione.
“Ci troviamo di fronte a un fatto gravissimo”, si legge nella nota ufficiale, “reso ancora più inaccettabile dalla giustificazione dell’amministrazione, che ha avuto il coraggio di sostenere che si trattasse solo di un test”.
Per Fratelli d’Italia si tratta di una narrazione strumentale, utile a nascondere una gestione autoreferenziale e spocchiosa degli spazi pubblici.
“È come se un cittadino decidesse di costruire una casa per prova, senza titolo, confidando che basti definirla ‘test’. Ma i test si fanno con le regole, a casa propria e con i propri soldi. Non nello spazio pubblico e con le risorse della collettività”.
I consiglieri parlano di una violazione del principio di legalità amministrativa e annunciano che chiederanno chiarimenti formali su tre punti: chi ha autorizzato l’avvio dei lavori, se vi siano atti protocollati che documentino interlocuzioni con la Soprintendenza,Chi ne porta la responsabilità politica e amministrativa.“Terni merita rispetto e verità, non scorciatoie comunicative o giustificazioni grottesche. Piazza Ridolfi non è un laboratorio, ma un luogo identitario”, concludono i consiglieri.
L’assessore, dal canto suo, respinge ogni accusa di irregolarità. I blocchi, spiega, sono stati elementi temporanei per valutare ingombri e scenari progettuali: nulla di definitivo né strutturale.
“È stata una prova tecnica necessaria, durata pochi giorni, che ha aiutato i tecnici a definire il progetto esecutivo. Non c’è stato alcun intento di forzare le procedure”, chiarisce.
Sul piano tecnico, Iapadre elenca nel dettaglio le criticità riscontrate: sconnessioni, avvallamenti, cubetti mancanti, danni alle lastre di granito, deterioramento delle stuccature, fino a compromissioni profonde della sottofondazione. Tutto documentato con rilievi e relazioni fotografiche.
“L’obiettivo è restituire funzionalità a un’area strategica senza alterarne la composizione architettonica. Il parere della Soprintendenza è previsto e verrà acquisito”.
Nel frattempo, la polemica si è spostata anche sui social. Il vicesindaco Riccardo Corridore ha risposto con toni duri a una nota diffusa dal segretario comunale di Forza Italia, Antonio De Angelis, che aveva chiesto chiarimenti pubblici sul caso Ridolfi. E che su Facebook aveva attaccato il Comune: "Materiale acquistato, risorse umane utilizzate. Tutto inutilmente. Chi paga?", aveva scritto l'esponente forzista.
“Appare singolare che De Angelis, per interloquire con il sindaco Bandecchi, utilizzi la stampa quando in consiglio comunale il suo partito è rappresentato da Francesco Maria Ferranti, che potrebbe usare lo strumento dell’interrogazione”, ha scritto Corridore su Facebook.
Poi l’affondo:“Anche questa situazione dimostra l’approssimazione di certi neofiti della politica, che prima di cimentarsi dovrebbero conoscere almeno le regole basilari del funzionamento amministrativo”.