22 Jun, 2026 - 15:00

Piazza Quaranta Martiri, Gubbio, polemiche sui lavori: “Resina già crepata e panchine da sette nani”

Piazza Quaranta Martiri, Gubbio, polemiche sui lavori: “Resina già crepata e panchine da sette nani”

A pochi mesi dalla conclusione degli interventi di riqualificazione di Piazza Quaranta Martiri, iniziano ad emergere le prime critiche da parte dei cittadini.

Le osservazioni riguardano in particolare la zona dei giardini pubblici, dove alcuni frequentatori abituali della piazza segnalano problemi sia sotto il profilo funzionale sia sotto quello estetico.

Le fotografie e le testimonianze pubblicate sui social network stanno alimentando un dibattito che va ben oltre il semplice stato di manutenzione di alcune opere. Al centro della discussione vi è infatti il tema della qualità degli interventi pubblici e della loro capacità di integrarsi armoniosamente con un contesto storico che rappresenta uno dei luoghi simbolo della città.

A suscitare le maggiori perplessità è la pavimentazione in resina drenante collocata nella parte inferiore dei giardini.

La resina drenante sotto osservazione

Una cittadina che frequenta abitualmente la piazza ha segnalato sui social una situazione che meriterebbe verifiche tecniche approfondite.

La resina drenante di Piazza Quaranta Martiri si è già rialzata, gonfiata e crepata in più punti. Controllate soprattutto il lato San Francesco e varie altre parti della piazza. Me ne sono accorta perché rimbalzavo al passaggio”, scrive.

Se la segnalazione trovasse conferma, si tratterebbe di un problema non secondario. La pavimentazione è stata infatti realizzata da meno di un anno e dovrebbe garantire resistenza all'usura, sicurezza e durata nel tempo.

Le deformazioni del fondo, oltre all'impatto estetico, potrebbero infatti creare difficoltà ai pedoni, alle persone anziane e a chi utilizza passeggini o ausili per la mobilità.

La scelta della resina drenante era stata presentata come una soluzione innovativa, capace di favorire il drenaggio delle acque meteoriche e di garantire una maggiore sostenibilità ambientale. Tuttavia, le prime criticità segnalate da alcuni cittadini stanno sollevando interrogativi sull'effettiva tenuta del materiale e sulla qualità della posa in opera.

Il rischio dei lavori realizzati senza una visione complessiva

Le critiche non riguardano soltanto il fondo dei giardini.

Molti cittadini osservano come alcuni interventi sembrino essere stati concepiti più per inseguire soluzioni considerate moderne che per rispondere concretamente alle esigenze di chi utilizza quotidianamente gli spazi pubblici.

“Ancora nemmeno inaugurata, nemmeno un anno di posa e già distrutta. La solita pensata alternativa dettata dalla mania del modernismo a tutti i costi”, si legge in uno dei commenti che stanno circolando online.

Al di là dei toni polemici, la questione pone un tema reale: ogni intervento in un centro storico dovrebbe trovare un equilibrio tra innovazione, funzionalità e rispetto dell'identità dei luoghi.

Quando questo equilibrio viene meno, il rischio è quello di produrre opere che non convincono né sotto il profilo estetico né sotto quello pratico.

Le nuove panchine dividono i cittadini

Un altro elemento contestato riguarda le nuove sedute collocate all'esterno dei giardini.

Secondo numerosi cittadini, le nuove panchine avrebbero introdotto un linguaggio architettonico poco coerente con il contesto storico della piazza, alterandone l'immagine tradizionale.

La critica non riguarda soltanto l'aspetto estetico, ma anche quello funzionale.

Molti frequentatori della piazza sostengono infatti che le nuove strutture risultino meno comode rispetto alle sedute tradizionali e non offrano il comfort necessario soprattutto alle persone anziane, che rappresentano una parte significativa degli utilizzatori quotidiani dell'area verde.

Le storiche panchine in travertino trasformate in “sedute per nani”

Ma l'aspetto che forse ha colpito maggiormente l'opinione pubblica riguarda le storiche panchine in travertino presenti all'interno dei giardini.

Queste sedute, da decenni parte integrante dell'identità del luogo, hanno subito indirettamente le conseguenze dei lavori di riqualificazione.

Con il rialzo del piano di calpestio realizzato attraverso riporti di materiale, l'altezza utile delle panchine si è ridotta sensibilmente.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le sedute appaiono oggi molto più basse rispetto al passato, con evidenti problemi di comodità.

Qualcuno le ha definite ironicamente “panchine per i sette nani, una battuta che però fotografa efficacemente il disagio segnalato da molti cittadini.

Per una persona anziana o con difficoltà motorie, sedersi e rialzarsi da una panchina troppo bassa può diventare un'operazione complicata e scomoda.

Riqualificare significa migliorare

La vicenda di Piazza Quaranta Martiri richiama una riflessione più ampia sul significato stesso della parola riqualificazione.

Intervenire su uno spazio pubblico non significa soltanto sostituire materiali o introdurre elementi nuovi. Significa soprattutto migliorarne la fruibilità, rispettarne la storia e rispondere alle esigenze concrete dei cittadini.

I giardini di Piazza Quaranta Martiri rappresentano uno dei luoghi più frequentati di Gubbio. Qui si incontrano famiglie, anziani, bambini e turisti. Ogni scelta progettuale dovrebbe quindi essere valutata non solo sulla base dell'impatto visivo immediato, ma anche della sua capacità di resistere nel tempo e di migliorare realmente la qualità dello spazio urbano.

Le segnalazioni provenienti dai cittadini meritano pertanto attenzione e verifiche puntuali. Non per alimentare polemiche, ma per comprendere se vi siano problemi da correggere e per evitare che interventi costosi rischino di perdere rapidamente efficacia e consenso.

Perché una riqualificazione riuscita non è quella che appare moderna il giorno dell'inaugurazione, ma quella che continua a funzionare bene anche molti anni dopo.

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Mario Farneti
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