Un 23enne casertano è stato rinviato a giudizio con l’accusa di tentata violenza sessuale. I fatti risalgono al maggio scorso quando il giovane avrebbe cercato di violentare una 29enne, in un campeggio della provincia di Perugia, dove entrambi lavoravano.
Si torna a parlare di violenza sessuale in provincia di Perugia. I fatti risalgono al maggio 2025. La 29enne, addetta alle pulizie in un campeggio, sarebbe rientrata nel magazzino per posare alcuni attrezzi utilizzati per il lavoro e prendere la sua borsa e lì sarebbe avvenuto il tentato abuso.
L’imputato, difeso dall’avvocato Gloria Volpi, è stato rinviato a giudizio. Il processo per il 23enne, come deciso dal giudice per l’udienza preliminare Natalia Giubilei, inizierà il 18 giugno prossimo, davanti al Quarto Collegio.
Secondo quanto si legge nel capo di imputazione, il 23enne campano "compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere la persona offesa a subire atti sessuali. Mentre la stessa si voltava verso la porta di uscita senza proferire alcuna parola le afferrava i polsi, tentando di spingerla all’interno del magazzino. A quel punto, nonostante la donna provasse a divincolarsi, lo stesso insisteva nel trattenerla tanto che, presa dal panico, urlava chiedendo aiuto, facendo sì che lui desistesse dai suoi intenti".
Un operatore socio-sanitario, dopo essere stato licenziato da una Rsa di Perugia, davanti al gip ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. L'uomo, accusato di violenza sessuale nei confronti di una sua collega, è stato punito dal giudice ha disposto il divieto di avvicinamento alla donna.
L'episodio di tentata violenza sessuale tra colleghi ricorda quanto avvenuto in una Rsa lo scorso 25 agosto. Un operatore socio-sanitario di una residenza per anziani e persone non autosufficienti di Perugia, era accusato di violenza sessuale nei confronti di una collega.
L'infermiera, in servizio all’epoca dei fatti, sarebbe stata costretta a subire atti sessuali "con violenza e minaccia" dal collega, all’interno della struttura stessa dove entrambi lavoravano. Nello specifico, l’operatore socio-sanitario avrebbe spinto alle spalle contro il muro l’infermeria, toccandola e cercando ripetutamente di girarle il volto per baciarla.
Il 45enne afgano, arrestato nel mese di agosto per aver sequestrato e abusato sessualmente di una studentessa 21enne, avrebbe chiesto uno sconto di pena.
L'uomo è accusato di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni gravi: gli abusi sarebbero stati perpetrati durante la notte tra il 19 e il 20 luglio 2025, nel centro storico di Perugia, dove la giovane vittima era stata attirata con il pretesto di un lavoro.
L’imputato rischia una pesante condanna, nonostante l’ammissione al rito abbreviato gli garantisca lo sconto di un terzo della pena.
Susanna Ceccardi, nelle scorse ore, è intervenuta sul tema. L'eurodeputata della Lega ha parlato a margine della conferenza stampa alla Camera in cui ha presentato una proposta di modifica dell’articolo 609-bis del codice penale, che prevede l’aumento della pena minima per la violenza sessuale da 6 a 8 anni di reclusione: “La violenza sessuale crea un allarme sociale sempre più forte ed è necessario dare una risposta chiara e severa”.
“Dal Senato arrivano notizie positive sulle fattispecie e sulle pene per la violenza sessuale - ha spiegato Ceccardi intervenuta mentre al Senato, negli stessi minuti, in Commissione Giustizia era in corso la discussione sulla proposta Bongiorno nell’ambito del ddl Stupri - e si va nella direzione di un aumento delle sanzioni, come chiediamo da tempo. Nel 2024 il 44% delle violenze sessuali commesse in Italia è stato perpetrato da stranieri. La legge vale per tutti ed è uguale per tutti. Chiediamo l’inasprimento della pena minima perché non è possibile leggere casi di cronaca come quello di una bambina di 10 anni stuprata in un centro di accoglienza, il cui responsabile è stato condannato a soli cinque anni di carcere. Serve giustizia per quella bambina e per tutte le vittime di stupro che non devono più vedere i propri aguzzini uscire dal carcere dopo pochi mesi o anni, o addirittura beneficiare di sconti di pena”.