C’è una linea sottile che divide una notte come tante da una notte che cambia tutto. Per tre ragazzi di 26, 25 e 22 anni quella linea è stata attraversata lungo via Gerardo Dottori, nel silenzio delle ore più profonde, quando la città dorme e i lampeggianti spezzano l’oscurità. È lì che si è conclusa una serata destinata a lasciare il segno, trasformandosi in un arresto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Il controllo rientrava in un ordinario servizio di pattugliamento della Polizia di Stato di Perugia, ma ciò che gli agenti hanno trovato all’interno dell’auto fermata ha immediatamente cambiato il quadro: hashish, cocaina e mdma, per un quantitativo complessivo di circa dieci grammi.
I tre giovani sono stati condotti in questura e arrestati. A valle delle procedure di rito, il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei loro confronti la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Perugia. A questo si è aggiunto un ulteriore provvedimento amministrativo: il questore di Perugia, Dario Sallustio, ha emesso un foglio di via obbligatorio con divieto di soggiorno in città per i prossimi quattro anni.
La dinamica dell’intervento è lineare, ma significativa. L’auto con a bordo i tre ragazzi è stata intercettata durante un controllo di routine lungo via Gerardo Dottori, una delle arterie cittadine frequentemente monitorate nelle ore notturne. Alla richiesta di documenti e durante le verifiche, gli agenti hanno proceduto a una perquisizione, rinvenendo le sostanze stupefacenti suddivise in più tipologie.
La presenza contemporanea di hashish, cocaina e mdma, seppur in quantitativi non elevatissimi, ha orientato fin da subito l’ipotesi investigativa verso la detenzione ai fini di spaccio, portando all’arresto dei tre occupanti del veicolo. Un passaggio che segna la differenza tra il semplice possesso per uso personale e una fattispecie penale ben più grave.
La normativa di riferimento in materia di stupefacenti è il DPR 309/1990, che disciplina in modo articolato le condotte legate al possesso, allo spaccio e alla produzione di sostanze illegali. L’articolo 73 punisce la detenzione ai fini di spaccio, distinguendola nettamente dall’uso personale previsto dall’articolo 75.
Nel caso della detenzione finalizzata allo spaccio, la legge non si limita a valutare il quantitativo sequestrato, ma prende in considerazione una serie di indici: la tipologia di sostanza, le modalità di confezionamento, la presenza di più droghe diverse, eventuali strumenti per il taglio o la suddivisione e il contesto complessivo del controllo. Anche quantitativi relativamente contenuti possono integrare il reato se emergono elementi che fanno ritenere la destinazione alla cessione.
Le pene previste variano in base alla sostanza. Per le droghe cosiddette “pesanti”, come la cocaina e l’mdma, la reclusione può andare da sei a venti anni, con multe molto elevate. Per le droghe “leggere”, come l’hashish, il quadro sanzionatorio è meno severo, ma comunque significativo. Esiste poi la fattispecie del “fatto di lieve entità”, che consente una riduzione della pena quando il caso presenta caratteristiche di minore gravità.
Diverso è il trattamento dell’uso personale, che non comporta conseguenze penali ma sanzioni amministrative: sospensione della patente, del passaporto o del porto d’armi, oltre all’obbligo di percorsi di recupero. Il confine tra le due ipotesi è spesso sottile ed è rimesso alla valutazione dell’autorità giudiziaria sulla base degli elementi raccolti.
L’episodio di Perugia richiama alla memoria un caso analogo avvenuto in Umbria, nella zona di Borgo Bovio, dove l’attività investigativa dei Carabinieri aveva portato alla scoperta di un sistema di spaccio più strutturato. Anche in quel contesto, tutto era partito da un’osservazione apparentemente marginale.
I militari, impegnati in un servizio in abiti civili, avevano notato un giovane avvicinarsi a più persone nei pressi di un distributore di carburante. Incontri rapidi, scambi fulminei, poi l’allontanamento. Un copione già visto, che aveva spinto i Carabinieri ad approfondire.
L’intervento della Sezione Radiomobile aveva consentito di fermare un uomo di 46 anni a bordo di un’auto, trovato in possesso di una dose di cocaina appena acquistata. Parallelamente, il giovane sospettato era stato seguito fino a casa. La perquisizione personale aveva portato al rinvenimento di tre dosi, mentre quella domiciliare aveva svelato un nascondiglio accuratamente realizzato dietro una presa elettrica: 32 dosi di cocaina, per un totale di circa 20 grammi.