In casa Perugia è una vigilia di campionato importante. Domani sera allo stadio “Renato Curi” (ore 20.30) va in scena lo scontro salvezza contro la Torres. Insomma, mica pizza e fichi, come si suol dire. Non parla mister Tedesco, ma il difensore Alessandro Tozzuolo che si è presentato ai microfoni con la consapevolezza di chi sa quanto pesi la maglia del Grifo.
Senza esitazioni, Tozzuolo sposa la linea del tecnico Giovanni Tedesco che ha chiamato a raccolta i tifosi con un messaggio sul canale whatsapp del Perugia: “Sottoscrivo in pieno le parole del mister Tedesco e faccio mio il suo invito. Non ho il minimo dubbio sulla risposta del nostro pubblico: il sostegno dei tifosi per noi è una costante, non ci hanno mai lasciati soli e sono certo che anche stavolta si faranno sentire”.
Lo sguardo si sposta poi sulla sfida imminente contro la Torres, un match che profuma di alta classifica e che richiede nervi saldi: “Mi immagino un Perugia combattivo, esattamente come quello visto nelle ultime tre uscite. La ferocia agonistica non deve mancare, poi per quanto riguarda lo schieramento tattico siamo pronti a ogni soluzione, la duttilità è un nostro punto di forza”.
Il discorso scivola sul "blocco locale" che sta caratterizzando la difesa umbra. Vedere Tozzuolo e Stramaccioni insieme, entrambi cresciuti all'ombra del Curi, è un segnale forte: “È innegabile che per noi ci sia un legame viscerale, ma vi garantisco che l’attaccamento alla causa è totale in tutto lo spogliatoio. Il mister è stato fondamentale nel compattarci e nel trasmetterci il valore di questa società. Personalmente, cerco di dare il cento per cento ovunque io venga schierato. Se devo scegliere, mi trovo a mio agio come braccetto nella difesa a tre o terzino a destra nel pacchetto a quattro. Il mio modello? Ho sempre avuto un debole per Paolo Maldini, per me è l’idolo assoluto”.
Dopo il pari di Arezzo e la delusione di Pineto, la squadra sembra aver trovato una nuova consapevolezza. Per Tozzuolo, il cammino intrapreso è quello della maturità: “Il pari di Arezzo è stato vitale per dare continuità. Dopo lo scivolone di Pineto ci siamo guardati in faccia e il gruppo ne è uscito cementato. La gara con la Torres è un vero bivio stagionale e ci arriviamo carichi, forti delle ultime prestazioni convincenti. Abbiamo la fortuna di avere compagni più esperti che ci guidano: noi più giovani cerchiamo di ‘rubare’ loro ogni segreto durante gli allenamenti”.
Nonostante l'importanza della posta in palio, il difensore predica calma tattica, senza rinunciare però alla grinta: “Siamo al top della condizione, anche chi aveva qualche acciacco ha recuperato ed è pronto. Sarà una partita spartiacque, anche guardando il calendario delle nostre avversarie, ma non dobbiamo cadere nell'errore dell'arrembaggio scriteriato. La Torres è in salute, serve equilibrio per non concedere ripartenze letali. Certo, l'approccio dovrà essere feroce, ma con la testa sempre accesa. Il campionato è ancora lungo e ogni punto pesa come un macigno”.
Infine, un retroscena sul rito dell'abbraccio prima del calcio d'inizio: “In quel cerchio ci carichiamo a vicenda. C’è sempre qualcuno che prende la parola per dare la scossa agli undici che partono titolari. È il nostro modo di dirci che siamo una cosa sola. Abbiamo vissuto momenti altalenanti, perdendo la bussola dopo alcune sconfitte di fila, ma ora sento che la squadra ha finalmente trovato la sua quadratura definitiva. Sono estremamente fiducioso per il finale di stagione”.