30 Jun, 2026 - 11:03

Perugia, torna l'incubo della banda del "buco": assalto nella notte a trenta garage, rubata anche un'auto

Perugia, torna l'incubo della banda del "buco": assalto nella notte a trenta garage, rubata anche un'auto

Torna a crescere l'allarme sicurezza a Perugia, dove una nuova ondata di furti riporta alla memoria le razzie che, negli anni scorsi, avevano interessato numerosi quartieri della città. Stavolta a finire nel mirino dei malviventi è stato il complesso residenziale Le Fornaci, nella zona di San Marco, dove nella notte tra domenica e lunedì una banda ha preso d'assalto i garage condominiali, colpendo circa trenta box auto situati al piano interrato della struttura.

Un'azione pianificata, rapida e metodica, che ha consentito ai ladri di agire indisturbati approfittando delle ore notturne e della scarsa frequentazione degli spazi comuni sotterranei. Il bilancio è ancora provvisorio e potrebbe aggravarsi nelle prossime ore, man mano che tutti i proprietari completeranno la ricognizione dei danni e formalizzeranno le denunce.

L'episodio riaccende le preoccupazioni dei residenti e rilancia il tema della sicurezza nelle aree condominiali, da tempo considerate uno degli obiettivi privilegiati della criminalità predatoria.

Colpiti circa trenta box

Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi hanno preso di mira una trentina di garage. Non tutti i colpi sono andati a segno: in diversi casi le serrande sono state soltanto danneggiate nel tentativo di essere aperte, mentre in altri i ladri sono riusciti a entrare e a impossessarsi di quanto custodito all'interno. L'entità complessiva del bottino è ancora in fase di quantificazione. Saranno infatti le singole denunce dei proprietari, attese nelle prossime ore, a permettere agli investigatori di ricostruire con precisione cosa sia stato effettivamente sottratto.

Oltre ai danni provocati alle strutture, resta quindi da definire il valore economico complessivo del materiale rubato, che potrebbe comprendere attrezzature da lavoro, biciclette, utensili, ricambi, elettrodomestici e altri beni abitualmente custoditi nei box condominiali.

Rubata un'auto, poi ritrovata poco distante

Tra gli episodi più significativi registrati durante il raid figura anche il furto di un'autovettura parcheggiata all'interno di uno dei garage.

Secondo quanto emerso nelle prime fasi delle indagini, il veicolo sarebbe stato utilizzato soltanto per un breve tragitto e successivamente abbandonato. L'ipotesi più accreditata è che i ladri abbiano deciso di disfarsene una volta accortisi della presenza di un sistema satellitare di localizzazione. Il ritrovamento dell'automobile rappresenta un elemento utile anche per gli accertamenti tecnici, dal momento che sul veicolo potrebbero essere repertate eventuali tracce biologiche o impronte lasciate dagli autori del furto.

La tecnica è sempre la stessa: torna la "banda del buco"

A colpire gli investigatori è soprattutto il metodo utilizzato per forzare i garage, praticamente identico a quello già registrato in numerosi episodi analoghi avvenuti in passato nel territorio perugino. I malviventi hanno praticato un piccolo foro in prossimità della serratura delle serrande metalliche, riuscendo così a manomettere il sistema di apertura senza dover ricorrere a strumenti particolarmente rumorosi o invasivi.

Una tecnica ormai consolidata tra le bande specializzate nei furti ai box condominiali, che consente di agire rapidamente limitando il rischio di attirare l'attenzione dei residenti.

Proprio questa modalità operativa ha fatto tornare d'attualità il riferimento alla cosiddetta "banda del buco", nome con cui negli anni scorsi era stata identificata una lunga serie di raid che aveva interessato diverse zone della città, da Ferro di Cavallo a Fontivegge, fino alla stessa San Marco. 

La somiglianza tra le modalità d'azione sarà ora uno degli elementi sui quali si concentreranno gli investigatori per verificare eventuali collegamenti con episodi analoghi avvenuti recentemente.

Indagano i Carabinieri: al vaglio immagini e testimonianze

La scoperta dei furti è avvenuta nelle prime ore del mattino, quando i residenti si sono recati nei garage accorgendosi dei danneggiamenti alle serrande.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno effettuato il sopralluogo avviando immediatamente gli accertamenti investigativi.

Tra le attività ritenute prioritarie vi è l'acquisizione delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, sia pubblici sia privati. Le telecamere potrebbero aver immortalato l'arrivo o la fuga dei responsabili, consentendo di ricostruire gli spostamenti del gruppo e di individuare eventuali veicoli utilizzati durante il raid.

Parallelamente saranno raccolte le testimonianze dei residenti per verificare se qualcuno abbia notato movimenti sospetti durante la notte.

Torna l'allarme sicurezza nei quartieri

L'episodio ha inevitabilmente riacceso le preoccupazioni tra gli abitanti del quartiere, che si ritrovano nuovamente a fare i conti con una tipologia di reato già vissuta in passato.

I garage condominiali rappresentano infatti obiettivi particolarmente vulnerabili: collocati nei piani interrati degli edifici, risultano spesso poco illuminati e scarsamente frequentati durante le ore notturne, condizioni che consentono ai malviventi di operare con relativa tranquillità e di avere il tempo necessario per forzare le serrande una dopo l'altra.

La sensazione diffusa tra i residenti è quella di un ritorno di una modalità criminale che sembrava essersi attenuata negli ultimi anni e che ora torna invece a destare forte preoccupazione.

Accertamenti ancora in corso

Le indagini proseguono per identificare gli autori del raid e ricostruire con precisione tutte le fasi dell'assalto.

Gli investigatori dovranno stabilire il numero esatto dei garage effettivamente depredati, quantificare il valore della refurtiva e verificare se la banda possa essere responsabile di altri episodi analoghi registrati nelle ultime settimane nel territorio provinciale.

Determinanti saranno gli esiti degli accertamenti tecnici, l'analisi delle immagini di videosorveglianza e l'incrocio delle informazioni raccolte durante le denunce dei proprietari. Solo al termine delle verifiche sarà possibile delineare un quadro completo dell'accaduto e comprendere se dietro il maxi furto vi sia un gruppo specializzato già noto alle forze dell'ordine oppure una nuova organizzazione criminale entrata in azione nel capoluogo umbro.

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Francesco Mastrodicasa
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