29 Nov, 2025 - 13:43

Perugia, nuova tassa di soggiorno dal 2026: impatto economico e destinazione dei fondi

Perugia, nuova tassa di soggiorno dal 2026: impatto economico e destinazione dei fondi

Perugia rivede la propria tassa di soggiorno con un aggiornamento strutturale che entrerà in vigore il 1° aprile 2026. La manovra, approvata con due delibere della giunta, ridisegna il sistema delle tariffe e definisce una programmazione economica da oltre 1,6 milioni di euro destinata a cultura, turismo e servizi pubblici. Un intervento che punta a riequilibrare i costi sostenuti dalla città a fronte della crescita dell’offerta ricettiva.

Tassa di soggiorno a Perugia, intervento programmato per il secondo trimestre 2026

La revisione nasce dalle delibere 501 e 503 del 26 novembre 2025, che aggiornano le fasce tariffarie dell’imposta di soggiorno su tutto il territorio comunale. La scelta di far partire l’aumento dal secondo trimestre 2026 risponde a una logica economica precisa: consentire alle strutture ricettive di adeguare listini e gestione prima dell’avvio della stagione turistica. La manovra riguarda hotel, agriturismi, residenze d’epoca, case religiose e strutture extra alberghiere, uniformando un sistema che negli ultimi anni aveva registrato incrementi solo per alcune categorie.

Per gli alberghi, l’imposta sarà modulata in base alla classificazione: da 1,5 euro per una stella fino a 3,5 euro per le strutture a cinque stelle. L’obiettivo è mantenere una progressività coerente con il posizionamento economico degli hotel e con le politiche tariffarie presenti nelle principali città italiane.

Extra alberghiero e agriturismi: il nuovo schema tariffario

Il nuovo assetto coinvolge anche il comparto extra alberghiero, oggi particolarmente rilevante sul mercato locale. Per country house, case vacanza, case per ferie, case religiose di ospitalità e centri soggiorno studi la tariffa sarà di 1,5 euro a notte per persona. L’incremento, variabile tra 50 centesimi e 1 euro rispetto al passato, punta a riequilibrare il contributo delle strutture non alberghiere che negli ultimi anni hanno registrato un forte aumento di presenze.

Per gli agriturismi viene introdotto un sistema di calcolo basato sui “girasoli”, criterio di classificazione del settore. Le nuove tariffe andranno da 1 euro per le strutture a un girasole a 3 euro per quelle a cinque girasoli, con una progressività simile a quella prevista per gli hotel. Le residenze d’epoca si allineano alla fascia più alta della categoria alberghiera, con un’imposta di 3,5 euro a notte per persona.

Un gettito previsto di oltre 1,6 milioni di euro

La delibera 503 dettaglia il quadro economico della misura: il gettito complessivo previsto per il 2026 è pari a 1.655.000 euro, di cui 1.630.000 euro provenienti dal gettito ordinario e 25.000 euro derivanti dal recupero dell’evasione. La manovra prevede anche un accantonamento obbligatorio al fondo crediti di dubbia esigibilità pari a 13.001,34 euro, riducendo l’importo effettivamente disponibile a 1.641.998,66 euro.

La destinazione delle risorse segue le linee indicate dalla normativa nazionale, con investimenti mirati al turismo, al sostegno delle strutture ricettive, alla manutenzione e valorizzazione dei beni culturali e alle spese legate al servizio di raccolta rifiuti. L’imposta diventa così uno strumento di finanziamento essenziale per servizi che generano benefici diretti sul tessuto economico locale.

Cultura e accoglienza turistica: i capitoli di spesa più rilevanti

La delibera individua con precisione le voci di spesa finanziate dal gettito dell’imposta. Tra queste emergono 350mila euro destinati al Teatro Stabile dell’Umbria, risorsa culturale strategica per l’attrattività cittadina, e 115mila euro riservati a Umbria Jazz, evento che genera un forte indotto economico in termini di presenze, ospitalità e attività commerciali.

Altri 173mila euro saranno utilizzati per il potenziamento degli infopoint turistici, considerati fondamentali per l’accoglienza e la gestione dei flussi, mentre 160mila euro verranno dedicati a mostre e iniziative culturali, settore che contribuisce in modo significativo alla competitività di Perugia nel mercato turistico regionale.

La revisione della tassa di soggiorno definisce dunque un perimetro economico chiaro: aumentare il contributo richiesto ai visitatori per finanziare servizi che incidono direttamente sulla qualità dell’offerta urbana e sull’immagine della città. Una scelta che mira a rendere più sostenibile il sistema turistico e a distribuire in modo più equilibrato i costi legati alla fruizione del territorio.

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Giorgia Sdei
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