15 Feb, 2026 - 20:30

Perugia, stretta sui locali notturni: chiuso il Loft a Sant’Andrea delle Fratte dopo il sequestro del The Zoo

Perugia, stretta sui locali notturni: chiuso il Loft a Sant’Andrea delle Fratte dopo il sequestro del The Zoo

In meno di dieci giorni due locali pubblici sono finiti sotto sequestro nell’ambito di una più ampia operazione di controllo sulla sicurezza e sul rispetto delle norme che regolano le attività di intrattenimento.

Dopo il provvedimento che ha colpito The Zoo nel centro storico, venerdì sera le forze dell’ordine hanno messo i sigilli anche al Loft, lounge bar situato a Sant’Andrea delle Fratte.

L’intervento è stato condotto da un dispositivo interforze che ha visto impegnati polizia di Stato, guardia di finanza, polizia locale, vigili del fuoco e personale dell’Asl. Un’azione coordinata che rientra in una strategia di rafforzamento dei controlli nei luoghi della movida, decisa dopo le indicazioni emerse nei tavoli sulla sicurezza e alla luce delle recenti direttive nazionali in materia di prevenzione dei rischi nei locali aperti al pubblico.

Le violazioni contestate al Loft

Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, al Loft sarebbero state riscontrate diverse irregolarità considerate rilevanti sotto il profilo della sicurezza. La più grave riguarda l’assenza di un’uscita di sicurezza: il locale disporrebbe di un solo varco utilizzato sia per l’ingresso sia per l’uscita, una condizione che non rispetta i requisiti minimi previsti per strutture che ospitano un numero consistente di persone.

Un secondo profilo critico riguarda la mancanza della licenza di pubblico spettacolo. Le forze dell’ordine avrebbero rilevato che le attività svolte all’interno del locale rientrerebbero nella tipologia per cui è necessaria questa autorizzazione specifica. La distinzione non è formale: la licenza di pubblico spettacolo comporta regole più stringenti in termini di sicurezza, gestione degli spazi e calcolo della capienza massima consentita.

Proprio sulla capienza si è aperto un altro fronte. A fronte di una soglia stimata intorno alle 100 persone, nel corso del controllo sarebbero state trovate 288 persone all’interno del locale. Un dato che, se confermato, rappresenterebbe un superamento significativo dei limiti e un potenziale fattore di rischio in caso di emergenza.

Il sequestro preventivo e le conseguenze

Alla luce di questi elementi, polizia, guardia di finanza e polizia locale hanno proceduto con il sequestro preventivo del locale. Il provvedimento è finalizzato a interrompere l’attività fino al chiarimento delle posizioni amministrative e al ripristino delle condizioni di sicurezza previste dalla normativa.

Contestualmente, potrebbe scattare una denuncia per apertura abusiva di attività di pubblico intrattenimento, ipotesi legata proprio all’assenza della licenza richiesta per il tipo di eventi e di affluenza riscontrati. Nella stessa operazione, secondo quanto trapela, il titolare sarebbe stato anche denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale, circostanza che aggiunge un ulteriore profilo giudiziario alla vicenda.

Il precedente: il caso The Zoo

Il sequestro del Loft arriva a una settimana di distanza da quello che ha riguardato The Zoo, locale del centro storico. Anche in quel caso, il provvedimento era scattato per criticità legate alla sicurezza e alle autorizzazioni, in particolare per l’assenza della licenza di pubblico spettacolo e per problematiche connesse alla gestione della capienza.

La successione ravvicinata dei due interventi segnala con chiarezza un cambio di passo nei controlli, con l’obiettivo dichiarato di verificare in modo puntuale che tutti i locali rispettino le condizioni minime per garantire l’incolumità degli avventori.

Un dispositivo interforze e controlli a tappeto

La chiusura del Loft non è stata un’azione isolata. Nella stessa serata, il dispositivo interforze ha effettuato altri controlli in diverse zone della città. In particolare, un locale di via Settevalli è stato sanzionato amministrativamente perché privo della licenza di pubblico spettacolo, anche se in questo caso non sarebbe stata riscontrata una situazione di sovraffollamento paragonabile a quella del Loft.

La linea tracciata dalle autorità è chiara: i controlli proseguiranno con cadenza regolare, soprattutto nei fine settimana, quando l’afflusso nei locali notturni raggiunge i livelli più elevati. La prefettura ha disposto un rafforzamento delle verifiche proprio per assicurare che le condizioni di sicurezza siano rispettate in tutti i contesti della movida perugina.

Sicurezza, capienza e regole: il nodo centrale

Il tema che emerge con forza da queste operazioni è quello della sicurezza nei luoghi di intrattenimento. Uscite di emergenza, capienza massima, autorizzazioni e piani di gestione delle emergenze non sono adempimenti burocratici, ma strumenti pensati per prevenire situazioni di pericolo in contesti dove si concentrano centinaia di persone.

Le recenti tragedie avvenute in altri contesti nazionali ed europei hanno riportato al centro dell’attenzione l’importanza di non sottovalutare questi aspetti. Da qui la scelta di intensificare i controlli e di intervenire in modo deciso laddove vengano riscontrate violazioni ritenute gravi.

Una fase di verifiche che continuerà

Perugia si trova ora in una fase di monitoraggio rafforzato dei locali notturni. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato garantire che chi gestisce un’attività rispetti le regole, dall’altro tutelare la sicurezza delle migliaia di persone che ogni fine settimana frequentano bar, lounge e spazi di intrattenimento.

La chiusura del Loft, dopo quella del The Zoo, rappresenta un segnale concreto di questa strategia. Nei prossimi mesi sarà il risultato dei controlli a dire se il settore saprà adeguarsi rapidamente alle prescrizioni o se saranno necessari ulteriori interventi restrittivi per riportare il quadro entro i confini della piena legalità e della sicurezza.

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Mario Farneti
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