Una città che non si limita a osservare, ma che interpreta in tempo reale lo stato dei propri alberi, i possibili segnali di dissesto idrogeologico e la tenuta strutturale degli edifici pubblici, trasformando i dati in supporto concreto per le decisioni amministrative. È questa la visione del Progetto Gaia, iniziativa che punta a integrare sensoristica avanzata, IA, digital twin e analisi predittiva nella gestione quotidiana del territorio.
I risultati finali del progetto sono stati presentati a Palazzo della Penna, segnando la conclusione della fase sperimentale di un percorso che colloca Perugia tra le amministrazioni locali impegnate nello sviluppo di modelli innovativi di smart city orientati alla prevenzione, alla sicurezza e alla sostenibilità.
L’obiettivo dell’iniziativa è costruire una nuova capacità di lettura del territorio attraverso strumenti digitali in grado di raccogliere informazioni in tempo reale e trasformarle in supporto concreto alle attività di programmazione, manutenzione e gestione urbana.
Gaia è stato finanziato dalla Regione Umbria nell’ambito del programma POR FESR 2021-2027 e gestito da Sviluppumbria. Il progetto ha visto il Comune di Perugia nel ruolo di ente sperimentatore delle tecnologie sviluppate dalle aziende umbre TeamDev Ecosystem e Wisepower, con il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Perugia. Un modello di collaborazione che punta a valorizzare le competenze presenti sul territorio e a favorire il trasferimento dell’innovazione tecnologica dalla ricerca alle amministrazioni pubbliche.
L’iniziativa rappresenta inoltre un esempio concreto di come le tecnologie digitali possano essere applicate non soltanto ai servizi rivolti ai cittadini, ma anche alla gestione delle infrastrutture urbane, del patrimonio ambientale e della sicurezza pubblica.
A illustrare il significato strategico del progetto è stato l’assessore alla Transizione digitale e Smart City del Comune di Perugia, Andrea Stafisso, che ha evidenziato il valore della sinergia tra amministrazione, mondo accademico e sistema produttivo.
“L’obiettivo è chiaro e ambizioso: integrare sensoristica intelligente, intelligenza artificiale e analisi dei dati in tempo reale per pianificare la manutenzione del territorio e prevenire rischi ambientali e strutturali, delineando un nuovo modello di gestione comunale resiliente”.
Secondo l’assessore, uno degli aspetti più rilevanti dell’iniziativa riguarda proprio il metodo adottato, fondato sulla collaborazione tra istituzioni e realtà locali.
Stafisso ha ricordato come i sensori intelligenti siano stati installati in tre plessi scolastici e in diverse aree verdi cittadine selezionate per le loro caratteristiche geomorfologiche e per la necessità di un monitoraggio costante.
Un patrimonio di dati che contribuirà all’evoluzione della piattaforma digitale già utilizzata dal Comune e del cosiddetto “gemello digitale” della città. “L’ambizione è rendere Perugia non solo una città intelligente, ma una città sensibile”.
Il cuore tecnologico del progetto è rappresentato dall’integrazione dei nuovi flussi informativi all’interno della piattaforma WiseTown, già adottata dall’amministrazione comunale.
Da questa integrazione sono nati due strumenti innovativi che costituiscono un vero e proprio sistema di supporto alle decisioni per tecnici, dirigenti e uffici comunali.
Il primo riguarda il monitoraggio del patrimonio arboreo cittadino. L’Osservatorio del Verde Urbano consente infatti di raccogliere informazioni continue sullo stato fitosanitario degli alberi, sulla loro stabilità e sull’evoluzione delle condizioni ambientali. Parallelamente, il sistema fornisce dati utili anche per l’analisi predittiva dei fenomeni di dissesto idrogeologico, contribuendo a individuare potenziali criticità prima che possano trasformarsi in emergenze.
Il secondo strumento sviluppato nell’ambito di Gaia è dedicato invece alla sicurezza strutturale degli edifici pubblici. L’Osservatorio Sismico Urbano permette infatti di monitorare il comportamento delle strutture e di acquisire informazioni utili per programmare interventi di manutenzione predittiva. Una soluzione che punta a superare la logica degli interventi straordinari, favorendo una gestione preventiva e programmata del patrimonio edilizio pubblico.
Uno degli elementi più innovativi del progetto riguarda la tecnologia sviluppata da Wisepower. I sensori installati sul territorio sono infatti dotati di sistemi di autoalimentazione che eliminano la necessità di sostituire periodicamente le batterie. Una caratteristica che riduce sensibilmente i costi di gestione e permette di mantenere attivo un monitoraggio continuo e diffuso.
Come spiegato da Valentina Bacchettini e Luca Castellini, la rete di dispositivi consente di raccogliere informazioni in tempo reale sulle criticità presenti nei diversi quartieri della città, permettendo interventi più rapidi e mirati.
L’obiettivo è aumentare il livello di sicurezza e resilienza urbana attraverso una conoscenza più approfondita e aggiornata del territorio.
Tra gli aspetti più avanzati della sperimentazione figura l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla cura e alla gestione del patrimonio arboreo.
L’assessore all’Ambiente e alle Aree Verdi, David Grohmann, ha voluto chiarire il ruolo di queste nuove tecnologie all’interno dell’organizzazione comunale.
L’amministrazione, ha spiegato, non intende sostituire il lavoro dei tecnici, ma mettere a loro disposizione strumenti capaci di fornire informazioni più rapide, complete e precise. In quest’ottica è stato sviluppato un sofisticato sistema di Deep Learning in grado di riconoscere automaticamente 27 specie arboree europee attraverso l’analisi della texture dei tronchi.
Una tecnologia che consente di accelerare le attività di catalogazione e monitoraggio, migliorando la conoscenza del patrimonio verde cittadino.
La fase sperimentale è stata condotta nei mesi di aprile e maggio 2026 presso il Percorso Verde “Leonardo Cenci” e nell’area della Facoltà di Ingegneria.
Durante le attività sul campo, le tecnologie sviluppate hanno permesso di isolare digitalmente i singoli alberi e di generare una rappresentazione tridimensionale georeferenziata dell’intero patrimonio arboreo. Si tratta di un vero e proprio digital twin, o gemello digitale, capace di riprodurre virtualmente la situazione reale e di aggiornarla attraverso i dati raccolti dai sensori.
Questo sistema consentirà agli uffici comunali di programmare interventi manutentivi in modo predittivo, individuando le priorità e riducendo tempi, costi e margini di errore.
A evidenziare il potenziale di sviluppo del progetto è stato Andrea Cruciani, amministratore delegato di TeamDev. Secondo Cruciani, il valore di Gaia risiede nella capacità di integrare tecnologie satellitari, sensoristica intelligente e algoritmi di intelligenza artificiale all’interno di un’unica piattaforma operativa.
Un sistema già utilizzabile a Perugia ma progettato per essere facilmente esportabile e adattabile ad altri contesti urbani. La possibilità di analizzare grandi quantità di dati e di prevedere l’evoluzione di determinati fenomeni rappresenta infatti uno degli elementi chiave delle future politiche di gestione delle città.
Oltre agli aspetti tecnologici, il progetto Gaia rappresenta anche un cambio di paradigma nella gestione del territorio. L’utilizzo combinato di sensori, algoritmi predittivi e modelli digitali consente infatti di passare da una logica basata sull’intervento successivo al problema a un approccio fondato sulla prevenzione e sulla pianificazione.
In questo contesto, dati e tecnologia diventano strumenti al servizio delle decisioni pubbliche, contribuendo a migliorare l’efficienza amministrativa e la sicurezza dei cittadini.
Perugia si propone così come un laboratorio di innovazione urbana dove la trasformazione digitale non riguarda soltanto i servizi, ma investe direttamente il rapporto tra città, ambiente e governance. Un percorso che guarda al futuro delle amministrazioni locali e che punta a costruire una città sempre più capace di conoscere se stessa, interpretare i segnali provenienti dal territorio e intervenire prima che le criticità si trasformino in emergenze.