Un imprenditore di origini romane, residente per diversi anni in Umbria, è stato fermato dalla Guardia di Finanza di Perugia che ha sequestrato e confiscato quote societarie, conti correnti, beni mobili e immobili, per un ammontare di oltre 4 milioni di euro.
Un altro sequestro milionario in pochi giorni. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Perugia – G.I.C.O. hanno dato esecuzione all'operazione, nei confronti dell'imprenditore, risultato connotato da “pericolosità sociale”, poiché “abitualmente dedito a traffici delittuosi da cui trae proventi per il proprio sostentamento e di quello dei suoi familiari”.
L'uomo, negli anni, infatti, era già stato destinatario di misure cautelari per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di delitti contro il patrimonio. Sono stati, intatti, contestati all'uomo i reati di truffa e abusivismo finanziario in pregiudizio di una molteplicità di risparmiatori.
L'imprenditore avrebbe ottenuto in gestione significative disponibilità finanziarie con la promessa dell’acquisto di quote di fondi di investimenti esteri, da cui sarebbero derivati facili guadagni. Una volta ottenuta la cifra, l'uomo ne avrebbe omesso la restituzione e si sarebbe procurato così un ingiusto profitto, che convogliava su conti correnti a lui direttamente riconducibili, accesi presso istituti di credito siti in Perugia ed Arezzo, per poi utilizzarli per l’avvio e la gestione di attività economiche proprie.
L'imprenditore, quindi, oltre ad essere il promotore di tali attivitià, svolgeva un vero e proprio ruolo di direzione, dimostrando di essere operativo anche nella creazione di veicoli societari illegali, aventi sede anche all’estero, utilizzati per ostacolare l’identificazione di tutti i sodali coinvolti nelle attività illecite.
L'uomo è stato dichiarato responsabile di ulteriori reati, come l’autoriciclaggio e l’impiego di denaro e beni di provenienza illecita.
La Gdf di Perugia, su proposta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, ha proceduto al sequestro del patrimonio accumulato dall’imprenditore, poiché risultato “sproporzionato al reddito dichiarato o all’attività economica svolta”.
Sono stati posti sotto sequestro da parte delle Fiamme Gialle beni del valore complessivo di oltre 4 milioni di euro, suddivisi in 6 società con sedi in provincia di Arezzo, Perugia e Roma, 3 rapporti bancari, 12 fabbricati e 39 terreni situati tra le località di Lucignano (AR) e Subbiano (AR), un impianto fotovoltaico di ingente valore situato in Lucignano (AR) e un claviorgano, strumento musicale antico di particolare pregio.
Il Tribunale, durante le varie udienze, ha respinto le eccezioni mosse dal promotore finanziario, ingiustificando tali flussi di denaro impiegati per l’acquisto dei beni. Riconosciuta, quindi, la sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti patrimoniali svolti, e ricondotta all’accumulo di profitti illeciti derivanti dalla perpetrazione dei plurimi reati commessi.
Nei confronti dell'uomo, quindi, è stato adottato il provvedimento ablativo dei beni in applicazione della normativa antimafia e la loro gestione è stata affidata ad un amministratore giudiziario appositamente nominato.