16 Mar, 2026 - 21:30

Perugia, scontro salvezza con la Torres decisivo: ecco come Tedesco ha cambiato marcia

Perugia, scontro salvezza con la Torres decisivo: ecco come Tedesco ha cambiato marcia

Quando il baratro si fa vicino, o ti lasci inghiottire o impari a scalare. Il Perugia ha scelto la seconda via, quella più impervia ma anche la più nobile. Il "Grifo" ha deciso di reagire, mettendo in campo quell’orgoglio che la piazza del "Curi" chiedeva a gran voce dopo mesi di anonimato e paure. I risultati, finalmente, hanno iniziato a parlare una lingua diversa, cambiando radicalmente il volto di una classifica che fino a poche settimane fa toglieva il sonno ai tifosi biancorossi.

Ad oggi sono trentuno i punti in carniere, un bottino che permette agli umbri di guardare dall'alto la Torres, ferma a quota trenta e attualmente inchiodata a quel sedicesimo posto che significherebbe l'inferno dei playout. Ma la matematica è solo la punta dell'iceberg. Quello che conforta è l'atteggiamento: mancano sei giornate, sei "finali" come ama definirle il gergo calcistico, ma il Perugia ci arriva con il vento in poppa. La svolta è arrivata dopo il punto più basso dell'era Tedesco, la sconfitta di Pineto. Quella prestazione, definita da molti insufficiente e priva di anima, ha fatto scattare una molla psicologica negli uomini di Giovanni Tedesco. Da lì, il cambio di passo: sette punti nelle ultime tre gare, culminate nel pareggio di ieri contro l'Arezzo capolista. Una striscia positiva che ha ridato ossigeno e, soprattutto, credibilità a un progetto tecnico che sembrava arrivato al capolinea.

La chiave tattica: l'equilibrio di Tedesco tra il 4-2-3-1 e il fattore Ladinetti

Se la testa ha iniziato a correre, è perché le gambe e i moduli hanno trovato la giusta quadra. Il tecnico siciliano, che dopo Pineto sembrava vivere un vero e proprio ultimatum sulla panchina umbra, ha avuto il merito di non restare prigioniero delle proprie idee, evolvendo il Grifo verso un equilibrio tattico più efficace. Il 4-2-3-1 è diventato lo spartito principale, un modulo capace di offrire copertura totale e, allo stesso tempo, di esaltare le individualità di spicco della rosa.

Il vero equilibratore di questa manovra è senza dubbio Ladinetti. Arrivato nel mercato di gennaio, il centrocampista ha portato in dote quelle geometrie che mancavano cronicamente nella prima parte di stagione. Grazie alla sua visione di gioco, il Perugia ha iniziato a sviluppare una manovra meno caotica e più ragionata. Questa solidità centrale ha liberato l'estro dei "tre" sulla trequarti: calciatori come Verre, Manzari e Canotto hanno la libertà di inventare, puntare l'uomo e creare superiorità numerica, sapendo di avere le spalle coperte.

Tedesco, però, ha dimostrato di saper anche leggere le partite in corso d'opera o in base all'avversario. Contro l'Arezzo, conscio della forza del centrocampo amaranto, il tecnico ha optato per un 4-3-1-2 più denso e muscolare. L'inserimento di Megelaitis e Tumbarello ai fianchi di Ladinetti ha permesso al Grifo di reggere l'urto della capolista, dimostrando una duttilità tattica che è la vera polizza assicurativa per questo finale di stagione. Avere due moduli intercambiabili non è un esercizio di stile, ma una necessità vitale per chi deve salvarsi: il Perugia ha trovato la chiave di volta, unendo la tecnica di Ladinetti alla grinta dei suoi incursori.

Curi, atmosfera da brividi: contro la Torres è uno scontro salvezza anticipato

L'attitudine è cambiata, il modulo pure, ma ora serve la prova del nove. Il calendario mette davanti al Perugia l'ostacolo più alto: la Torres. Il match in programma al "Curi" nel prossimo turno è, a tutti gli effetti, uno scontro salvezza anticipato. Una partita che vale molto più dei tre punti in palio, perché vincere significherebbe spingere i sardi a meno quattro.

Il fattore campo dovrà tornare a essere determinante. Il pubblico perugino, che ha sofferto e criticato quando necessario, ha percepito il cambio di rotta e si prepara a trascinare la squadra. In meno di una settimana, Tedesco dovrà preparare una gara che si preannuncia nervosa e tatticamente bloccata, dove l'attitudine mentale conterà quanto la disposizione in campo.

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Lorenzo Farneti
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