16 Feb, 2026 - 21:30

Perugia, corsa contro il tempo per la salvezza: cosa manca alla squadra di Tedesco?

Perugia, corsa contro il tempo per la salvezza: cosa manca alla squadra di Tedesco?

Il pomeriggio del “Curi” non ha regalato sorrisi al Perugia. Contro il Carpi, il Grifo si è fermato sull’1-1 al termine di una partita che racconta perfettamente il momento dei biancorossi: un lampo iniziale, poi paura, confusione e la sensazione di aver smarrito identità e coraggio.

Il vantaggio firmato da Riccardi aveva acceso il pubblico e illuso la squadra di poter finalmente imboccare la strada della continuità. Ma con il passare dei minuti, la formazione di Giovanni Tedesco ha abbassato il baricentro, lasciando campo e iniziativa agli emiliani. Il pareggio, arrivato nella seconda parte della ripresa con una punizione magistrale di Casarini da distanza siderale, è stato la fotografia di un match in cui il Carpi ha osato e il Perugia ha atteso.

La classifica resta preoccupante: quartultimo posto a quota 24 punti, un solo punto di ritardo dal Bra quindicesimo e momentaneamente salvo. Se il campionato finisse oggi, il futuro del Grifo passerebbe dai playout. Nulla è ancora compromesso, ma il tempo stringe e le certezze latitano.

Perugia-Carpi, vantaggio illusorio: il Grifo perde ritmo e identità

La gara del “Curi” è stata divisa in due fasi nette. La prima, quella dell’entusiasmo, con il gol di Riccardi a premiare un avvio aggressivo. La seconda, quella della ritirata progressiva, con il Perugia incapace di gestire il possesso e di dettare i tempi.

Dopo il vantaggio, la squadra di Tedesco si è fatta schiacciare. Le linee di passaggio si sono diradate, il centrocampo ha smesso di accompagnare l’azione e gli esterni hanno perso profondità. Il Carpi, al contrario, ha preso fiducia, alzando il pressing e sfruttando la maggiore qualità nella circolazione. Il Grifo è apparso impaurito, quasi timoroso di osare, come se il peso della classifica condizionasse ogni scelta.

Il pareggio di Casarini è stato un capolavoro balistico, ma è maturato in un contesto che lo aveva annunciato. Una volta ristabilita la parità, gli emiliani hanno continuato a spingere, sfiorando anche il colpo del ko. Il Perugia, invece, non è riuscito a reagire con lucidità.

Analizzando i primi quaranta giorni del 2026, il bilancio parla di due sole vittorie - contro Guidonia il 4 gennaio e Sambenedettese l’8 febbraio - tre pareggi e tre sconfitte. Il successo casalingo manca dal 21 dicembre. Numeri che spiegano la posizione in classifica e che impongono una riflessione.

Il 4-2-3-1 proposto a San Benedetto del Tronto sembrava aver dato nuova linfa alla manovra, ma le ultime due uscite - sconfitta con la Pianese e pareggio con il Carpi - hanno frenato l’entusiasmo. Il mercato di gennaio ha portato diversi volti nuovi, e non è semplice chiedere integrazione immediata. La sensazione è che il problema non sia solo di amalgama, ma di identità.

Il Perugia fatica a riconoscersi in un’idea di gioco chiara. Non riesce a gestire il possesso, non trova continuità nelle trame offensive e, soprattutto, non trasmette sicurezza. La paura di sbagliare finisce per bloccare le giocate più semplici.

Calendario e salvezza: undici finali per evitare i playout

Nonostante tutto, il destino resta nelle mani del Grifo. Dieci partite alla fine del campionato rappresentano un margine ancora sufficiente per invertire la rotta. Mister Tedesco non è in bilico: la società ha scelto la linea della continuità. Ma serve una scossa immediata.

La sosta di domenica arriva quasi come una benedizione. Una settimana piena per ricaricare le energie e, soprattutto, per lavorare sui concetti tecnico-tattici. È il momento di costruire un impianto di gioco che valorizzi le qualità presenti in rosa, perché il livello dei singoli non è da zona playout.

Le prossime tre gare saranno decisive. Il 28 febbraio al “Curi” arriverà il Pineto, poi la trasferta contro il Livorno, che si trova a più sette e ha messo nel mirino la zona playoff dopo essersi tirato fuori dai bassifondi. Successivamente il confronto con il Pontedera, ultimo a quota 17. Tre partite in cui il Perugia si gioca una fetta consistente della stagione.

Dopo il Pontedera, all’orizzonte ci sarà l’Arezzo capolista. Un calendario che non concede tregua e che obbliga il Grifo a trovare subito solidità e coraggio.

Il nodo centrale resta mentale. La squadra appare fragile nei momenti chiave, come dimostrato contro il Carpi. Ma solo attraverso il gioco, e non attraverso la paura, può arrivare la salvezza. Serve un Perugia capace di comandare almeno a tratti, di alzare il baricentro, di costruire linee di passaggio e di non vivere esclusivamente di episodi.

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Lorenzo Farneti
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