28 Feb, 2026 - 14:00

Perugia, ruba uno smartphone e prova a rivenderlo a un poliziotto in borghese. Denunciato un 65enne

Perugia, ruba uno smartphone e prova a rivenderlo a un poliziotto in borghese. Denunciato un 65enne

Fare la fila, attendere per lunghi minuti il proprio turno, non piace proprio a nessuno. E così, forse per ingannare il tempo all'ufficio postale, un 65enne ha pensato bene di rubare lo smartphone a un altro cliente. La vittima ha subito denunciato il fatto alla Polizia - la tempestività in questi casi fa la differenze - che nel giro di poco è riuscita a risalire all'identità del ladro e a rintracciarlo. Gli agenti hanno condotto l'operazione in borghese e l'uomo si è presentato a loro spontaneamente: proprio tentando di rivendere lo smartphone che aveva rubato.

Al vaglio le immagini delle telecamere. Il ladro rintracciato il giorno dopo a Fontivegge

Insomma, sembra che non si possa stare in pace neanche quando si vanno a pagare le bollette. Fortunatamente grazie alla rapidità dell'intervento questa storia ha avuto un lieto fine. 

Gli operatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Umbria infatti dopo aver ricevuto la querela della vittima, hanno effettuato degli accertamenti. In primis attraverso la visione delle immagini riprese dal sistema di video sorveglianza dell’ufficio postale. L'attività ha consentito, insieme alla descrizione fornita dalla vittima, di risalire all’identità del presunto autore del reato. Il sospetto, confermato dai fatti, era che l’uomo potesse cercare di rivendere subito la refurtiva. 

Gli agenti lo hanno quindi ricercato nelle zone abitualmente frequentate, in prossimità della stazione di Fontivegge, dove effettivamente l'hanno trovato. Ed è qui che è l'operazione ha immediatamente dato i suoi frutti.

L'uomo ha provato a rivendere lo smartphone rubato a un agente in borghese

Proprio durante il servizio di osservazione in abiti civili, il sospettato si è avvicinato a un operatore di Polizia e, dopo un breve scambio di battute, gli ha proposto la vendita di uno smartphone. Alla richiesta dell’agente in borghese di poterlo esaminare per l’eventuale acquisto, l’uomo ha esibito un telefono corrispondente in tutto e per tutto alla descrizione di quello sottratto alla vittima il giorno prima. A quel punto il poliziotto si è qualificato e, con il supporto dei colleghi, ha proceduto a recuperare la refurtiva. 

L'ammissione del furto e la restituzione dello smartphone al legittimo proprietario

Interrogato in merito al possesso dell’oggetto, il 65enne ha confermato di averlo asportato il giorno prima da un ufficio postale. Al termine della redazione degli atti di rito, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di furto. Il telefono, invece, è stato restituito al legittimo proprietario. Insomma tutto è bene quel che finisce bene.

Il commesso che aveva convinto un cliente a comprare uno smartphone di cui non aveva bisogno

Al giorno d'oggi particamente tutti hanno almeno uno smartphone che, come dimostrano le cronache, rientra anche fra gli oggetti rubati con maggiore frequenza. Se i furti sono sempre un fatto odioso, le truffe non sono da meno. Appena qualche settimana fa, stavolta a Città di Castello, è avvenuta una truffa che ha riguardato proprio uno smartphone.

Un uomo si era rivolto presso un punto vendita per un presunto malfunzionamento del proprio dispositivo. Una richiesta come tante di fronte alla quale il commesso dell'esercizio gli avrebbe rappresentato la necessità di una costosa riparazione. In questo modo ha indotto il cliente a ritenere il telefono gravemente danneggiato per poi convincerlo ad acquistarne uno nuovo tramite l’apertura di una pratica di finanziamento.

Il cliente però aveva intuito che qualcosa non tornasse. Gli accertamenti successivi infatti hanno rivelato che il vecchio dispositivo non presentava alcun guasto tecnicoma aveva semplicemente la memoria di archiviazione piena. Una cosa che può facilmente capitare a chiunque. A quel punto l'uomo si è rivolto alla Polizia e sono scattate le indagini che hanno condotto alla denuncia del dipendente per il reato di truffa.

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Sara Costanzi
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