Aveva fatto una bella spesa, l'aveva infilata tutta nello zaino e poi, quando si è trattato di pagare, ha superato le casse e ha provato a scappare. Pensava forse di farla franca ma non è passato inosservato al personale di vigilanza del supermercato che l'ha subito bloccato. Nei dintorni c'era anche un poliziotto, fuori servizio, che è immeditamente intervenuto. Ma la situazione si è presto complicata.
I fatti sono accaduti qualche giorno fa in un esercizio commerciale del Perugino. Un giorno come tanti tra carrelli, offerte e casse mentre tutto sembrava procedere come di consueto all'interno del negozio. Almeno fino a quando il personale addetto alla vigilanza non ha fermato un soggetto sospettato di aver occultato all'interno di uno zaino numerosi generi alimentari. A fare la spesa c'era anche un agente della Polizia di Stato libero dal servizio che si è avvicinato per comprendere che cosa stesse accadendo. Il poliziotto ha constatato che l'uomo stava mostrando solo parzialmente il contenuto dello zaino, tentando poi improvvisamente di allontanarsi. Così, dopo essersi qualificato, è intervenuto per procedere al controllo. Ed è a quel punto che la situazione è degenerata.
L’uomo, successivamente identificato in un cittadino straniero, classe 1999 e gravato da precedenti di polizia, ha dato in escandescenze. Ha iniziato a dimenarsi e ha colpito sia il poliziotto che gli addetti alla vigilanza nel tentativo - del tutto vano - di guadagnarsi la fuga. Ne è scaturita una colluttazione durante la quale, con non poche difficoltà, il poliziotto è riuscito a bloccare il sospettato e a contenerlo in sicurezza fino all’arrivo del personale delle Volanti in supporto.
Gli operatori, giunti sul posto, hanno confermato quanto osservato dal collega. Il 26enne aveva nascosto nello zaino diversi prodotti alimentari, per un valore complessivo di oltre 230 euro, tentando poi di lasciare il negozio senza effettuare il pagamento. Una spesa consistente che, giustamente, era tenuto a pagare.
Accompagnato presso gli uffici della Questura per gli accertamenti di rito, l'uomo è risultato gravato da numerosi precedenti di polizia. Gli operanti hanno riscontrato infatti che a suo carico c'era una lunga lista di contestazioni che andava dai reati contro il patrimonio, passando per quelli contro la persona e contro la Pubblica Amministrazione e, infine, anche in materia di stupefacenti. Visto il quadro indiziario a suo carico, al termine delle attività di rito il 26enne è stato arrestato per i reati di rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale di cui dovrà rispondere davanti al giudice. Su disposizione del Pubblico Ministero è stato trattenuto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Il Gip ha poi convalidato il provvedimento confermando l’applicazione della misura cautelare e nei suoi confronti è stato inoltre disposto il monitoraggio mediante applicazione del dispositivo elettronico.
Il reato di rapina impropria contestato all'arrestato si configura quando dopo la sottrazione di un bene, interviene la violenza o la minaccia. La rapina infatti, rispetto al "semplice" furto si connota sempre per l'uso dell'aggressività. La rapina, sia propria che impropria, è disciplinata dall'articolo 628 del Codice Penale e la pena prevista per chi la commette è la reclusione che va da cinque a dieci anni, nei casi più gravi in cui vengano riscontrate particolari circostanze. A ciò si aggiunge la multa da 927 a 2.500 euro. Anche la resistenza a pubblico ufficiale è un reato punito con il carcere che, in questo caso, va da sei mesi a cinque anni.