Recuperare la memoria di una figura pubblica del Novecento significa spesso restituire senso al presente. È con questo spirito che nasce il progetto editoriale dedicato a Gino Cencetti, amministratore pubblico e protagonista della vita politica e sociale perugina tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il cui percorso umano e civile viene oggi ricostruito e consegnato alle nuove generazioni della famiglia e della città.
Un racconto che va oltre la dimensione privata e familiare, per trasformarsi in una riflessione più ampia sulla storia amministrativa, politica e sociale di Perugia nel secondo dopoguerra, in un periodo cruciale per la costruzione della democrazia locale e nazionale.
Venerdì 23 gennaio, alle ore 17, presso la Sala Falcone Borsellino della Provincia di Perugia, verrà presentato il volume “Mio padre, storia di un Perugino e non solo (1920-1965)”, scritto dal figlio Stefano Cencetti. L’opera raccoglie frammenti di memorie familiari, documenti e ricostruzioni storiche, inserendosi in una cornice temporale di particolare valore simbolico: il sessantesimo anniversario della scomparsa di Gino Cencetti, avvenuta il 23 dicembre 1965, e l’ottantesimo anniversario della sua elezione nel primo Consiglio comunale di Perugia democraticamente eletto, nell’aprile del 1946.
Il volume costruisce un vero e proprio ponte tra passato e presente, mettendo in luce la continuità dell’impegno politico e istituzionale della famiglia Cencetti. Dalla lunga stagione di Gino, consigliere comunale dal 1946 al 1965, si passa a quella del fratello Vittorio, presente in Consiglio tra il 1970 e il 1975, fino all’attualità, con Francesca Pasquino, figlia di una nipote di Gino, oggi impegnata nelle istituzioni cittadine. Quasi ottant’anni di partecipazione civica, che attraversano generazioni e mutamenti storici, restituendo l’immagine di una famiglia profondamente legata alla vita pubblica di Perugia.
La narrazione inizia dall’infanzia di Gino Cencetti, trascorsa tra Sant’Orfeto e Monteluce, per poi attraversare le esperienze del servizio militare e dell’insegnamento. È in questi anni che si formano le basi di un impegno che troverà nella scuola e nella politica i suoi due pilastri fondamentali. Il racconto intreccia le vicende delle famiglie Cencetti e Martani, legate dalla figura di Vanda, moglie di Gino, restituendo un quadro umano che accompagna e sostiene l’azione pubblica dell’amministratore.
Formatosi nel clima complesso del secondo dopoguerra, Gino Cencetti maturò una visione politica ispirata a un socialismo umanista, capace di tenere insieme giustizia sociale e libertà individuale. Una posizione che lo portò a rifiutare tanto il capitalismo liberista quanto le forme più dogmatiche di socialismo, individuando nella socialdemocrazia la sintesi più coerente delle proprie convinzioni.
Iscritto sin dalla fondazione al Partito Socialdemocratico Italiano (Psdi), Cencetti ne fu rappresentante in Consiglio comunale fino alla morte, avvenuta nel dicembre 1965, interpretando la funzione pubblica come servizio alla collettività e come esercizio di mediazione tra istanze sociali, bisogni concreti del territorio e responsabilità istituzionale.
Il momento più alto della sua esperienza amministrativa coincide con le elezioni del 1964, quando Cencetti contribuì alla nascita di una giunta di centro-sinistra a Perugia, ponendo fine a una lunga alleanza comunista-socialista che governava la città da oltre quindici anni. Un passaggio storico che segnò una svolta nell’amministrazione del capoluogo umbro e che gli valse l’assegnazione dell’assessorato ai Lavori pubblici, incarico centrale in una fase di forte trasformazione urbana e infrastrutturale.
Il suo profilo politico ebbe risonanza anche a livello nazionale, grazie ai rapporti costanti con la dirigenza del Psdi e alla solida amicizia con Giuseppe Saragat, allora segretario del partito e futuro presidente della Repubblica.
Oltre all'impegno politico, Cencetti dedicò energie e passione all’istruzione pubblica, considerata uno strumento imprescindibile di emancipazione sociale. Centrale fu il suo ruolo nell’Associazione nazionale dei patronati scolastici, istituzioni oggi quasi dimenticate ma che nel dopoguerra rappresentavano un pilastro del welfare educativo.
Nel 1956, il suo lavoro a favore degli alunni delle scuole elementari, in particolare dei più poveri, fu riconosciuto con il conferimento di un diploma di medaglia d’oro, testimonianza concreta di un impegno che andava oltre le appartenenze politiche.
La presentazione del volume si configura dunque non soltanto come un appuntamento culturale, ma come un momento di riflessione collettiva su una stagione cruciale della vita pubblica perugina, che ha contribuito a definire l’identità democratica della città. Riscoprire la figura di Gino Cencetti significa tornare a interrogarsi sulle radici di un impegno civico fondato sulla partecipazione consapevole, sul senso di responsabilità e su un’attenzione costante verso i più deboli, valori che - come testimonia la storia stessa della famiglia Cencetti - continuano ancora oggi a trovare concreta espressione nella vita istituzionale di Perugia.