Dopo mesi di chiusura oggi, lunedì primo giugno, ha riaperto Edicola 518, uno dei presidi culturali più originali del panorama contemporaneo. Situata in pieno centro storico a Perugia, lungo la scalinata di Sant'Ercolano, a dieci anni esatti dall'inaugurazione il chiosco ha rialzato la saracinesca dopo una pausa durante la quale ha subito un restyling completo.
L'attività commerciale proseguirà nella libreria Paradiso 518 mentre l'edicola da oggi diventa uno spazio pubblico, aperto alla lettura, al riposo e alle iniziative culturali rivolte alla cittadinanza. Dentro ora c'è una gradinata in legno con al centro una fontana. I moduli in legno sono pensati sia come sgabelli che come leggii, secondo il progetto del designer Giuseppe Arezzi elaborato a partire da "L'Edicola che vorrei".
Al centro c'è una visione basata sull'apertura dove il concetto di esibizionismo, ha spiegato Antonio Brizioli, fondatore del progetto, "viene ribaltato in positivo" e si estende alla lettura. Una dichiarazione precisa: "leggere in questi tempi di difficoltà culturale non può più essere solo un privato esercizio intellettuale ma deve essere un gesto da ostentare su pubblica piazza, per propagare l'abitudine e innescare reazioni a catena positive". Lo spazio è diventato un gesto, quello della donazione, in linea con la funzione sociale che i chioschi di giornali hanno sempre svolto, "lasciando agli utenti la libertà di arricchirlo, integrarlo e reinterpretarlo".
Edicola 518 si è dunque trasformata in "un'oasi urbana di esibizionismo culturale" rispondendo a una serie di funzioni ben precise, individuate nei mesi scorsi con un invito aperto - una pagina bianca - dove annotare idee e suggerimenti per il decennale. Il riposo, la lettura, la presenza di acqua potabile e la possibilità di organizzare incontri autogestiti nello spazio pubblico, sono queste le esigenze a cui Edicola 518 viene incontro.
All'esterno ci sono le opere di Nic Alessandrini, muralista di fama internazionale che ha scelto una storia legata al mito fondativo della città. Sulla parete frontale c'è infatti la testa di Sant'Ercolano, il vescovo che nel 549 venne spellato vivo e decapitato da Totila per aver difeso Perugia dall'invasione dei barbari. La sua testa, secondo l'agiografia, rotolò proprio sulle scalette dove oggi si trova Edicola 518, e fu rinvenuta dai perugini attaccata al corpo 40 giorni dopo.
E proprio l'immagine del Santo a testa in giù non è piaciuta all'ex consigliere comunale Leonardo Varasano che in un post ha scritto di non comprenderla e di trovarla "lontanissima" dalla propria sensibilità. Da Edicola 518 hanno replicato spiegando che il riferimento è all'agiografia del Santo e che "Solo con una dose smodata di malafede si può vedere in un’opera d’arte che celebra il sacro, un contenuto anticlericale. E solo con una buona dose di problemi irrisolti con se stessi e la propria storia ci si può dolere per un presunto richiamo al duce a testa in giù".
Sulla questione è intervenuto anche in vicepresidente regionale con delega alla Cultura, Tommaso Bori, storicamente molto legato al lavoro e alle ricerche portate avanti dal presidio culturale perugino.
"L'arte - ha affermato riprendendo il filo del discorso lanciato da Edicola 518 - deve creare dibattito, ma perché il dibattito sia costruttivo bisogna essere in buona fede. E le polemiche sterili non lo sono. Mai". Un intervento che ha fornito l'occasione per un affondo politico: "Ogni altro riferimento, soprattutto ad episodi collegati alla storia politica della destra, parla più del retropensiero di chi lo esprime che della volontà del muralista di fama internazionale Nic Alessandrini".