01 Feb, 2026 - 16:30

Perugia, tentata rapina in tabaccheria a Ferro di Cavallo: violenza, fuga e indagini serrate

Perugia, tentata rapina in tabaccheria a Ferro di Cavallo: violenza, fuga e indagini serrate

La sera di Ferro di Cavallo è stata improvvisamente spezzata da attimi di paura e concitazione. Erano circa le 19:30 quando una normale giornata di lavoro si è trasformata in un episodio di cronaca nera che ha riportato al centro il tema della sicurezza urbana a Perugia. All’interno di una tabaccheria del quartiere, due uomini con il volto coperto hanno fatto irruzione armati di pistole, tentando una rapina poi fallita. Un’azione rapida, violenta, conclusasi con una colluttazione, un ferito e una fuga precipitosa. A ricostruire l’accaduto è il Corriere dell’Umbria, mentre le forze dell’ordine sono ora impegnate nel tentativo di dare un volto e un nome ai responsabili.

La dinamica della tentata rapina: paura e colluttazione nel locale

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, i due malviventi sarebbero entrati nella tabaccheria con il volto coperto e le armi in pugno, puntando dritti all’incasso. L’obiettivo era chiaro: impossessarsi del denaro e allontanarsi rapidamente prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Qualcosa, però, non è andato secondo i piani.

Nel tentativo di strappare l’incasso, si è verificata una breve ma violenta colluttazione con uno dei titolari dell’esercizio. Momenti di grande tensione, durante i quali il commerciante ha riportato conseguenze fisiche tali da rendere necessario l’intervento dei sanitari. Sul posto è arrivato il 118, che ha prestato le prime cure e disposto il trasferimento dell’uomo all’ospedale di Perugia per accertamenti. Le sue condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi, ma lo choc resta.

I rapinatori, messi probabilmente in difficoltà dalla reazione del titolare e dal rischio di attirare l’attenzione, hanno rinunciato all’incasso. La fuga è avvenuta in pochi istanti, a bordo di un’auto scura, sulla quale i due si sono dileguati facendo perdere le proprie tracce. Un epilogo che evita il peggio dal punto di vista economico, ma che lascia dietro di sé un clima di forte preoccupazione tra commercianti e residenti della zona.

Indagini in corso: telecamere, testimonianze e il nodo delle armi

Subito dopo l’allarme, sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno avviato le indagini per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze dei presenti, fondamentali per delineare movimenti, abbigliamento e modalità d’azione dei due uomini.

Un ruolo centrale lo giocano le immagini di videosorveglianza. Le telecamere installate all’interno della tabaccheria, così come quelle presenti all’esterno e lungo le vie limitrofe, sono ora al vaglio degli inquirenti. L’obiettivo è individuare elementi utili per risalire all’identità dei rapinatori e al percorso seguito durante la fuga.

Tra gli aspetti ancora da chiarire c’è anche la natura delle armi utilizzate. Gli investigatori stanno cercando di capire se le pistole impugnate fossero armi vere o semplici repliche, dettaglio tutt’altro che secondario sotto il profilo giuridico. In ogni caso, la minaccia percepita dalle vittime e la violenza dell’azione rendono l’episodio particolarmente grave.

Cosa dice la legge: quali reati e quali pene rischiano i due malviventi

Dal punto di vista giuridico, la tentata rapina avvenuta a Ferro di Cavallo configura un quadro penale particolarmente serio. Il riferimento normativo principale è l’articolo 628 del Codice Penale, che disciplina il reato di rapina. Anche se l’incasso non è stato sottratto, il tentativo è pienamente punibile: la legge equipara infatti la rapina tentata a quella consumata sotto il profilo della gravità del fatto, con una riduzione della pena legata solo alla mancata riuscita del colpo.

La rapina semplice è punita con la reclusione da cinque a dieci anni e con una multa da 927 a 2.500 euro. Nel caso specifico, entrano in gioco diverse aggravanti. L’uso delle armi, anche qualora si trattasse di armi giocattolo ma idonee a intimidire, rappresenta un’aggravante rilevante. A ciò si aggiunge l’azione compiuta da più persone riunite, altro elemento che comporta un aumento di pena.

Se le pistole dovessero risultare vere, il quadro si aggraverebbe ulteriormente, con il rischio di contestazioni aggiuntive legate al porto illegale di armi. Anche la colluttazione con il titolare, sfociata in lesioni, potrebbe portare a un ulteriore aumento della pena, configurando il concorso con il reato di lesioni personali.

Nel complesso, i due malviventi, una volta identificati e arrestati, rischiano condanne che possono superare i dieci anni di reclusione, soprattutto in presenza di aggravanti riconosciute dal giudice. Un episodio che dimostra come, anche quando il colpo fallisce, le conseguenze penali restino pesantissime, a tutela delle vittime e della sicurezza collettiva.

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Lorenzo Farneti
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