Il tempo scorre, la classifica si accorcia e per il Perugia ogni giornata diventa una finale. Dopo il turno forzato di sosta dello scorso weekend, il Grifo è pronto a tornare in campo in una gara che pesa come un macigno specifico nella corsa salvezza. I biancorossi sono scivolati al terzultimo posto con 24 punti, gli stessi della Sambenedettese, che occupa la diciottesima posizione a causa di una peggiore differenza reti. Sotto c’è soltanto il Pontedera, fanalino di coda a quota 17.
Al sedicesimo posto - l’ultimo utile per evitare la retrocessione diretta e accedere almeno ai playout - si trovano Torres e Bra, con i piemontesi avanti per differenza reti e dunque momentaneamente fuori dalla zona rossa. È una bagarre totale, una lotta punto a punto dove ogni dettaglio può fare la differenza. Rispetto alle dirette concorrenti, però, il Perugia ha una partita da recuperare: un potenziale jolly che, se sfruttato, potrebbe cambiare prospettiva a una stagione fin qui complicata.
Il prossimo turno contro il Pineto, allo stadio Renato Curi, rappresenta uno snodo fondamentale. Gli uomini di mister Giovanni Tedesco non possono più permettersi passi falsi. Servono punti, ma soprattutto serve una prestazione di spessore, capace di restituire fiducia a un ambiente scosso e a una squadra che nelle ultime settimane ha alternato buone intenzioni a pericolosi blackout.
Se il Perugia piange, il Pineto non ride. Anzi. La squadra di mister Ivan Tisci era partita fortissimo in questo campionato di Serie C, sorprendendo addetti ai lavori e tifosi per organizzazione, intensità e qualità del gioco. Con 36 punti all’attivo e l’attuale ottavo posto in classifica, gli abruzzesi restano in zona playoff, ma fino a poche settimane fa occupavano addirittura il quarto posto. Un rendimento che aveva acceso entusiasmi e ambizioni importanti.
La gara d’andata contro il Perugia, terminata 3-0 in favore del Pineto, aveva segnato di fatto la fine dell’era Braglia sulla panchina biancorossa, con il tecnico toscano che proprio al termine di quella sfida comunicò le sue dimissioni. Un crocevia per entrambe. Ma se allora il Pineto volava, oggi il quadro è completamente diverso.
Il momento è tra i più delicati della stagione. I numeri parlano chiaro: quattro sconfitte consecutive, un solo gol segnato e ben otto subiti. L’ultima vittoria risale a un mese fa, in casa del Campobasso, quando un calcio di rigore trasformato da D’Andrea - attaccante cresciuto nelle giovanili del Tor di Quinto - regalò tre punti pesantissimi. Da quel momento, però, il buio.
Sono arrivate le sconfitte contro la Juve Next Gen (1-0), contro l’Ascoli in casa (3-1), il pesante 3-0 interno contro la Ternana e l’ultimo ko per 1-0 sul campo del Livorno. Un filotto negativo che ha incrinato certezze e messo in discussione un sistema che fino a gennaio sembrava rodato. La difesa, un tempo punto di forza, è diventata improvvisamente fragile. L’attacco fatica a costruire occasioni e quando le crea manca di lucidità sotto porta.
Non è la prima volta che il Pineto attraversa un periodo simile. A inizio anno la squadra di Tisci aveva già infilato quattro sconfitte consecutive, salvo poi rialzarsi proprio contro il Livorno e successivamente contro il Perugia. Un precedente che suona come un campanello d’allarme per il Grifo: gli abruzzesi hanno già dimostrato di saper reagire nei momenti difficili.
La differenza, oggi, potrebbe farla l’aspetto mentale. Il Pineto non è coinvolto direttamente nella lotta salvezza, ma rischia di compromettere il piazzamento playoff. Il Perugia, al contrario, gioca con l’acqua alla gola. Ed è proprio in queste partite che si misura la tenuta nervosa di una squadra. Il Perugia è avvertito: guai a sottovalutare un avversario ferito.