Non è stata una delle solite riunioni di aggiornamento professionale. A Perugia, nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, il confronto tra notai e finanzieri è stato serrato, quasi un corpo a corpo con la parte più insidiosa della criminalità economica. Al centro del dibattito, quelle trame di frode, operazioni sospette e manovre finanziarie che nascondono proventi criminali, pronti a essere immessi nel circuito legale prima che qualcuno possa alzare il muro. Il convegno, rivolto ai notai dei distretti di Perugia e Terni‑Spoleto‑Orvieto e ai militari della Guardia di Finanza dell’Umbria, ha puntato i riflettori sul delicato fronte del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. A introdurre i lavori, il comandante regionale, generale Francesco Mazzotta, che ha sottolineato con forza la necessità di nuove forme di collaborazione con l’Ordine dei Notai per rafforzare la vigilanza antiriciclaggio e tutelare l’integrità del sistema economico‑finanziario.

L’iniziativa non è nata dal nulla. A gettare le basi ci ha pensato un protocollo d’intesa siglato il 19 marzo 2025 tra il Comando Generale della Guardia di Finanza e il Consiglio Nazionale del Notariato. Un accordo che punta ad accrescere la comprensione dei rischi, l’osservanza delle misure di mitigazione e la qualità della collaborazione attiva da parte degli iscritti all’Albo dei Notai nell’applicazione della disciplina di prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini illeciti.
Venerdì, a Perugia, si è tradotto in una giornata di studi organizzata dal Comando Regionale Umbria e dai Consigli notarili dei due distretti. In sala, una platea mista: professionisti del diritto in divisa togata e militari delle Fiamme Gialle, accomunati dallo stesso obiettivo di intercettare e bloccare i flussi di denaro sporco prima che entrino a pieno regime nel circuito legale.
Il generale Mazzotta ha aperto i lavori con un messaggio chiaro, senza giri di parole. “L’incontro odierno rappresenta un’opportunità di arricchimento e confronto, che ritengo particolarmente utile per innalzare la sensibilità complessiva di tutti gli attori coinvolti nella filiera della prevenzione del riciclaggio” ha detto il comandante regionale. “Un tema di strettissima attualità, per il quale si avverte l’esigenza di individuare nuove forme di collaborazione anche con l’Ordine dei Notai, volte a rafforzare la vigilanza antiriciclaggio e quella a contrasto del finanziamento al terrorismo per la tutela dell’integrità del sistema economico-finanziario nazionale”. Parole che hanno trovato terreno fertile tra i presenti, consapevoli che il fronte del riciclaggio si sposta e si adatta più velocemente delle norme.

Dalla parte dei notai, è intervenuta la presidente dell’Ordine di Perugia, Grazia Cherubini, che ha messo l’accento sulla concretezza dell’iniziativa. “L’intensa mattinata di studi è stata finalizzata all’analisi delle condotte illecite che professionisti e Guardia di Finanza mirano, con forza congiunta, a contrastare” ha dichiarato la dottoressa Cherubini. “Impegno, questo, testimoniato anche dall’ampia partecipazione di notai e di militari del Corpo all’odierno convegno. In tale ottica, auspico lo svolgimento di ulteriori incontri formativi improntati su aspetti pratici e teorici che possano perfezionare conoscenze e competenze, utili per il perseguimento del comune obiettivo della tutela dell’economia legale”. Non un semplice esercizio di stile, dunque, ma la richiesta esplicita di un percorso continuativo, fatto di casi veri e strumenti operativi.
Il programma della mattinata non si è limitato ai saluti istituzionali. Sul palco della Sala dei Notari si sono alternati anche i comandanti provinciali della Guardia di Finanza di Perugia e Terni, ma il cuore tecnico dell’incontro è affidato a due relatori d’eccezione. È intervenuta Laura La Rocca, Capo della Divisione Normativa e Rapporti Istituzionali dell’U.I.F. (Unità di Informazione Finanziaria) presso Banca d’Italia, l’autorità che sul campo raccoglie e analizza le segnalazioni di operazioni sospette. Accanto a lei, Cesare Licini, membro della Commissione Antiriciclaggio del Consiglio Nazionale del Notariato, che ha portato l’esperienza diretta di chi deve tradurre le norme in prassi quotidiana per i colleghi.

I loro interventi, alternati a momenti di discussione, hanno messo nero su bianco quello che accade ogni giorno negli studi notarili e nelle caserme: operazioni finanziarie anomale, intestazioni fittizie, società di comodo usate come paravento per spostare capitali di dubbia origine. Non teorie, ma casi pratici e analisi di norme, con un filo conduttore ben preciso: individuare e ostacolare le condotte illecite prima che i soldi dei reati entrino a pieno regime nel circuito legale. L’obiettivo, come ripetuto più volte dai relatori, non è solo reprimere, ma prevenire, costruendo una barriera che parta proprio dall’obbligo di segnalazione dei notai, figure chiave nella catena delle transazioni immobiliari e societarie.
All’uscita dalla sala, tra i partecipanti è passato il messaggio che il riciclaggio non è un problema altrui. E che la partita si gioca sui dettagli: una scrittura privata sospetta, un trasferimento di quote senza apparente ragione economica, un finanziamento il cui beneficiario effettivo resta nell’ombra. Per questo, il confronto tra Guardia di Finanza e notariato umbro non vuole essere un episodio isolato. La posta in gioco, come ha ricordato il generale Mazzotta, è l’integrità del sistema economico nazionale. E a Perugia, per un giorno, toghe rosse e divise verdi hanno trovato un linguaggio comune.