Il Perugia ha scelto la via dell’intervento deciso. In una classifica che non concede sconti e con la linea dei playout sempre più vicina, il Grifo ha vissuto una sessione di calciomercato invernale da assoluto protagonista, muovendosi con continuità e lucidità fino al gong delle ore 20 di ieri sera. I numeri raccontano una realtà complessa: terzultimo posto a quota 20 punti, zona salvezza distante quattro lunghezze con la Sambenedettese a 24 e, ad oggi, uno spareggio da giocare per evitare la retrocessione. Ma il campionato è ancora lungo e ogni partita, da qui in avanti, avrà un peso specifico enorme.
In questo contesto la dirigenza biancorossa, con Gaucci, Novellino e Borras in prima linea, ha deciso di incidere in maniera netta, lavorando su due binari paralleli: rafforzare l’organico con innesti mirati e alleggerire la rosa da elementi non più centrali nel progetto. Una strategia chiara, pensata non solo per l’immediato, ma anche in ottica di sostenibilità e programmazione futura.
Il primo segnale è arrivato con l’ingaggio di Alessio Nepi dal Giugliano. Un ritorno alle origini, visto che l’attaccante marchigiano è cresciuto nel settore giovanile del Perugia. Un’operazione che ha subito prodotto effetti concreti: il gol all’esordio, deciso all’ultimo minuto contro il Bra, ha avuto un peso specifico enorme, non solo in classifica ma anche sul piano emotivo. Nepi ha portato entusiasmo, senso di appartenenza e un’alternativa offensiva che mancava.
In difesa è arrivato un altro profilo “di casa”, Diego Stramaccioni, umbro di Assisi. Dopo l’esperienza al Gubbio nella passata stagione e i primi sei mesi con il Trapani, il difensore si è svincolato dai siciliani per legarsi al Perugia. Un innesto che garantisce conoscenza della categoria, duttilità e una mentalità già pronta per la lotta salvezza.
Sulle corsie esterne il Grifo ha puntato sull’olandese Don Bolsius, prelevato dal Sorrento: un profilo interessante, capace di dare profondità e qualità, mentre dal Trapani è arrivato Luigi Canotto, giocatore di comprovata esperienza, con alle spalle stagioni importanti anche in categorie superiori. Canotto rappresenta un rinforzo chiave per il reparto offensivo, soprattutto in un contesto in cui servono personalità e leadership.
La vera ciliegina sulla torta, però, è il ritorno di Valerio Verre. Romano, classe 1994, svincolato, Verre conosce già bene l’ambiente avendo indossato la maglia del Grifo in due diverse parentesi in Serie B. Qualità tecnica, visione di gioco e capacità di accendere la manovra: il Perugia si affida anche alla sua esperienza per alzare il tasso tecnico del centrocampo.
Non solo nomi di spessore: in difesa è arrivato anche il giovane Esculino dal Germinal, investimento in prospettiva, mentre negli ultimi scampoli di mercato sono stati chiusi colpi importanti. Dal Pontedera è arrivato Riccardo Ladinetti, centrocampista con grande visione di gioco e tre presenze in Serie A con il Cagliari, insieme al rientro dal prestito di Matteo Polizzi. Infine il giovane classe 2006 Filippo Dodde dal Genoa, segnale di attenzione anche al futuro. Un mercato corposo, pensato per blindare la categoria e costruire basi solide per la prossima stagione.
Acquisti: Nepi (Giugliano), Stramaccioni (Trapani), Bolsius (Sorrento), Canotto (Trapani), Verre (svincolato), Ladinetti (Pontedera), Esculino (Germinal), Polizzi (fine prestito), Dodde (Genoa).
Parallelamente, il Perugia ha lavorato in uscita con altrettanta decisione. Le cessioni sono state numerose e, in alcuni casi, dolorose, ma necessarie per riequilibrare la rosa e alleggerire il monte ingaggi. Il difensore Giraudo ha salutato in direzione Casarano, mentre Ogunseye, dopo appena sei mesi di prestito dal Cesena, è rientrato alla base prima di trasferirsi al Giugliano nel girone C. Stesso discorso per Kanoute, che ha interrotto il prestito tornando al Trapani per poi accasarsi al Picerno.
Matos è stato ceduto al Trapani, Yabre alla Cavese, mentre Broh ha seguito il percorso di Ogunseye approdando anche lui al Giugliano. Operazioni che hanno permesso di snellire l’organico, liberandosi di giocatori non più funzionali o poco inseriti nel progetto tecnico.
Capitolo a parte per chi ha fatto il salto di categoria. Torrasi ha conquistato la Serie B firmando con la Juve Stabia, dove ritrova Ignazio Abate, suo allenatore ai tempi delle giovanili del Milan. Ancora più significativa la cessione di Giovanni Giunti al Padova: una trattativa lunga, complessa, ma alla fine fruttuosa anche sul piano economico, con un introito importante per le casse del club.
Cessioni che raccontano una linea chiara: sostenibilità finanziaria, equilibrio dello spogliatoio e centralità del progetto tecnico. Il Perugia ha cambiato volto, ora la parola passa al campo. La salvezza è una battaglia aperta, ma il Grifo ha scelto di giocarsela fino in fondo.
Cessioni: Giraudo (Casarano), Ogunseye (Giugliano), Kanoute (Picerno), Yabre (Cavese), Matos (Trapani), Torrasi (Juve Stabia), Giunti (Padova), Broh (Giugliano).