Un pareggio che muove la classifica e accende il futuro. Il Perugia impatta 2-2 contro la Juventus Next Gen al Renato Curi e conquista un punto prezioso nella corsa salvezza. I biancorossi salgono a quota 36, allontanando la zona calda e mantenendo un margine rassicurante sul quartultimo posto. Non è una vittoria, ma in questo momento della stagione ogni punto pesa come oro.
La gara è stata intensa, combattuta e ricca di spunti. Il Perugia ha mostrato carattere, riuscendo a rispondere colpo su colpo a una Juventus Next Gen giovane e brillante. Ma oltre al risultato, a prendersi la scena sono stati due volti nuovi: Luca Moro e Christian Dottori. Due esordi che raccontano il presente e, soprattutto, il futuro del Grifo.
Moro, chiamato a difendere i pali in una situazione tutt’altro che semplice, ha risposto con una prestazione di grande personalità. Dall’altra parte, Dottori, centrocampista classe 2008 cresciuto nel vivaio biancorosso, ha assaggiato per la prima volta il calcio dei grandi, mostrando personalità e qualità interessanti. Segnali importanti in una fase della stagione in cui servono energie fresche e nuove motivazioni.
Il post partita ha avuto come protagonisti proprio loro, i due debuttanti. Le parole di Luca Moro rilasciate ai microfoni di Umbria Tv raccontano tutta l’intensità del momento vissuto:
“L’emozione è grandissima, mettere piede per la prima volta nel tunnel è qualcosa di bellissimo. È un’emozione che volevo provare sin da bambino. La prima volta che sono stato al Curi è stato per Perugia-Pisa, mi sembra nel 2012-13, con mio padre. Da quel momento ho sognato di fare questo esordio e di giocare al Curi.
L’emozione è bellissima: appena entrati in campo, vedere la curva e lo striscione che non mi aspettavo… voglio ringraziare i tifosi per quello che hanno fatto.
Sono molto contento per questo mio esordio, volevo ringraziare tutta la squadra, tutto lo staff, il mister dei portieri, mister Tedesco e soprattutto il reparto portieri che mi è stato vicino questa settimana. Mi hanno aiutato a restare calmo e concentrato.
È un punto di partenza per me: non avendo giocato per un anno e mezzo, entrare così è molto difficile, non solo dal punto di vista fisico ma anche mentale. Mi sono stati tutti vicino.
Questo momento me lo sono goduto al massimo, restando concentrato su ogni palla. L’uscita nel primo tempo mi ha dato la massima fiducia: i primi quindici minuti ero un po’, tra virgolette, spaesato. Dopo un anno e mezzo è difficile trovare le giuste distanze. Poi sono tornato me stesso, calmo e concentrato.
La scorsa settimana ho avuto una sensazione bellissima: lunedì ho iniziato a sentirla, però poi ho affrontato la settimana con molta calma, ero molto tranquillo, a parte i primi dieci minuti.
Adesso non bisogna pensare alla prossima stagione ma solamente a salvarci, per il futuro ci penseremo a tempo debito. Personalmente mi reputo pronto per giocare qua”.
Parole che trasmettono autenticità e determinazione. Moro non si nasconde: l’obiettivo è la salvezza, il resto verrà dopo. Un approccio maturo, nonostante l’emozione dell’esordio.
Accanto a lui, anche Christian Dottori ha vissuto una giornata indimenticabile. Il giovane centrocampista ha raccontato così il suo debutto:
“È stato tutto molto bello, per me è un’emozione unica giocare in questo stadio. Sono cresciuto qua, non vedevo l’ora, avevo una voglia immensa di giocare in questo stadio.
Sapevamo che loro erano una squadra giovane, avevano gamba e tecnica, siamo stati bravi a tenere botta. Oggi è stata un’emozione unica.
Era una partita non facile, sono contento di come sono entrato: avevo un’energia enorme. Peccato per la palla data da Montevago, potevo fare gol.
A chi mi ispiro? Mi piace Tonali: si inserisce, è un calciatore box to box, fa entrambe le fasi. È quello il modello che seguo, è un punto di riferimento.
Le mie qualità? Sono l’inserimento, che sfrutto al massimo, e anche il dinamismo”.