Un momento di raccoglimento e condivisione, nel segno della tradizione e del servizio pubblico, ha scandito la mattinata nel palazzo della Provincia di Perugia, dove monsignor Ivan Maffeis ha impartito la benedizione pasquale al personale dell’ente.
Un appuntamento che si rinnova nel tempo e che, anche quest’anno, ha rappresentato non solo un gesto simbolico, ma un’occasione di riflessione sul ruolo delle istituzioni e sul valore del lavoro quotidiano svolto al servizio della comunità.
Ad accogliere il vescovo è stato il presidente della Provincia Massimiliano Presciutti, insieme a numerosi dipendenti che hanno partecipato alla cerimonia in un clima di attenzione e partecipazione, alla vigilia delle festività pasquali.
Nel corso dell’incontro, monsignor Maffeis ha condiviso un pensiero personale, maturato durante il tragitto verso la sede della Provincia, legato al significato della Pasqua e al ricordo di Papa Francesco, scomparso proprio nel periodo pasquale dello scorso anno. Un passaggio che ha offerto lo spunto per una riflessione più ampia sul presente, segnato da tensioni e frammentazioni, ma anche dal bisogno di ritrovare riferimenti solidi e condivisi.
Il richiamo alla figura del Pontefice e ai suoi scritti, spesso incentrati sul tema del “cuore”, ha fatto da filo conduttore all’intervento del vescovo, che ha invitato i presenti a riscoprire il valore delle motivazioni profonde e delle relazioni umane anche nel lavoro quotidiano. Un invito a rileggere il servizio pubblico non solo come funzione amministrativa, ma come responsabilità vissuta con consapevolezza, attenzione e partecipazione.
"Il cuore - ha sottolineato Maffeis - è il luogo in cui ciascuno trova le motivazioni per affrontare la giornata e il proprio lavoro; è lo spazio delle relazioni, dell'intelligenza profonda, della sintesi. L'augurio che mi permetto di rivolgervi è che possiate sentire, da una parte, il cuore della comunità che servite, una comunità che auspico sappia riconoscere il valore del vostro impegno, anche se spesso il lavoro di tanti rimane nascosto, silenzioso, ma non per questo meno importante. Dall'altra, che possiate essere voi stessi cuore: in un tempo così frammentato, le istituzioni restano punti di riferimento fondamentali, non solo per i luoghi che le ospitano, ma per l'intera società. Auguri allora di una Pasqua vissuta con il cuore, capace di dare spazio agli affetti, alla famiglia e di rinnovare le motivazioni del servizio che portate avanti ogni giorno".
Le parole del vescovo hanno posto l’accento su una dimensione spesso meno visibile del lavoro nella pubblica amministrazione: quella fatta di responsabilità silenziosa, di dedizione e di relazione con il territorio. Un richiamo che assume particolare valore in un contesto istituzionale chiamato a essere punto di riferimento per la comunità.
Nel suo intervento, monsignor Maffeis ha sottolineato anche il ruolo delle istituzioni come elementi di stabilità in una fase storica caratterizzata da incertezze e cambiamenti. In questo quadro, il lavoro dei dipendenti pubblici assume una valenza che va oltre la dimensione amministrativa, contribuendo alla coesione sociale e al funzionamento della comunità.
Il riferimento a una società “frammentata” ha rafforzato l’idea di istituzioni chiamate non solo a garantire servizi, ma anche a rappresentare luoghi di relazione e fiducia, capaci di mantenere un legame diretto con i cittadini.
A prendere la parola è stato quindi il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, che ha voluto ringraziare monsignor Maffeis per la presenza e per il messaggio rivolto al personale dell’ente. "Questa Pasqua - ha affermato - possa rafforzare in tutti il desiderio di pace e portare gioia e rinnovata fiducia nel futuro".
Un augurio che si colloca in un quadro più ampio, segnato da sfide sociali ed economiche, e che richiama la necessità di coltivare e tenere viva una prospettiva di speranza e coesione, dentro le istituzioni e nella società nel suo insieme.
La benedizione pasquale nella sede della Provincia di Perugia rappresenta una consuetudine che nel tempo ha assunto un significato che va oltre il momento liturgico. Si tratta infatti di un appuntamento che consolida il rapporto tra istituzioni e territorio, offrendo uno spazio di incontro tra dimensione civile e religiosa.
La partecipazione del personale e il clima di condivisione che ha accompagnato la cerimonia testimoniano l’importanza di questi momenti, capaci di rafforzare il senso di appartenenza e di comunità all’interno dell’ente.
Al termine della cerimonia si è svolto un cordiale scambio di doni, in un clima di amicizia e di reciproci auguri per la Pasqua. Un gesto semplice, ma carico di significato, che ha suggellato l’incontro nel segno della vicinanza e della partecipazione.
La mattinata a Palazzo Donini si è così conclusa con un messaggio chiaro: il servizio pubblico, per essere davvero efficace, deve restare ancorato a una dimensione umana fatta di relazioni, responsabilità e attenzione costante alla comunità. Un richiamo che, alla vigilia della Pasqua, assume il valore di un invito a rinnovare motivazioni e impegno, nel segno del “cuore” evocato da monsignor Maffeis.