23 Feb, 2026 - 16:30

Perugia, fuga di gas all’asilo nido: 48 bambini sotto i tre anni evacuati in pochi minuti

Perugia, fuga di gas all’asilo nido: 48 bambini sotto i tre anni evacuati in pochi minuti

Il primo a sentirlo è stata forse una cuoca che stava preparando la colazione, o magari un'educatrice impegnata con le attività didattiche. Alle 10.30 del mattino, l'odore del metano è qualcosa di innaturale tra biberon e pannolini. Inquietante. In pochi secondi, l'istinto si è trasformato in protocollo. Quarantotto bambini sotto i tre anni, stipati in carrozzine, in braccio o trascinati per mano, sono stati portati all'aperto. Fuori dall'edificio di Villa Pitignano, fuori da quel pericolo che non si vede ma si sente.

Quando la Centrale Operativa del 118 dell'Azienda Ospedaliera di Perugia ha ricevuto la chiamata, erano le 10.38. I soccorsi sono partiti immediatamente, ma chi è arrivato sul posto ha trovato una scena inaspettata: nessun caos, nessun pianto isterico, solo decine di bimbi allineati all'aperto, controllati a vista dalle insegnanti.

La macchina dei soccorsi e il muro di professionalità

Tre ambulanze sono state dirottate in codice rosso, ma un codice rosso atipico. Perché in questi casi, la priorità non è solo correre, ma capire cosa è successo e, soprattutto, cosa non è successo. I sanitari hanno cominciato uno a uno i controlli sui piccoli: frequenza cardiaca, saturazione, stato di coscienza. “Abbiamo attivato la procedura per esposizione a inalazione di gas” , spiega un infermiere del 118 intervenuto sul posto. “Ma già dall'ingresso nel piazzale, vedere quei bambini all'aria aperta, lontani dall'edificio, ci ha fatto capire che il peggio era stato scongiurato. Le maestre avevano fatto un lavoro perfetto” .

Nessuno dei 48 bambini ha riportato conseguenze. Parametri nella norma, nessuna intossicazione. Stesso esito per gli adulti presenti. Un verdetto clinico che ha portato sollievo, ma che non cancella la tensione di quei minuti.

Mentre il personale sanitario completava i triage, i Vigili del Fuoco hanno iniziato la loro ricognizione. Con gli strumenti di rilevazione, hanno percorso i corridoi vuoti dell'asilo, seguendo la scia dell'odore. Il punto esatto della perdita è stato localizzato in cucina: una fessura in un raccordo, da cui fuoriusciva metano. Un intervento rapido ha permesso di sigillare la fonte e di aerare i locali, rendendoli nuovamente agibili.

Un'ora dopo, il ritorno alla normalità e una domanda che resta

Alle 11.19, i Vigili del Fuoco hanno dichiarato la fine dell'emergenza. L'asilo ha ricevuto il via libera per riaprire e riprendere le attività. Sessanta minuti esatti erano passati dalla prima segnalazione. Sessanta minuti in cui un'intera comunità, fatta di genitori, soccorritori e bambini, ha trattenuto il fiato.

Oggi, a Villa Pitignano, si tira un sospiro di sollievo. La notizia della fuga di gas e dell'evacuazione lampo ha fatto il giro della città, trasformando le insegnanti in eroine silenziose. Eppure, dietro la cronaca di una mattinata di paura, si cela una questione più ampia e meno rassicurante.

Come ha potuto un asilo nido, una struttura che ospita decine di neonati, avere una perdita di gas attiva? La manutenzione degli impianti, le ispezioni periodiche, le certificazioni: tutto questo dovrebbe garantire che situazioni del genere non si verifichino mai. E invece accadono. E quando accadono, a salvare la situazione non è la prevenzione, ma la prontezza di riflessi del personale.

“I protocolli ci sono e funzionano” , ha commentato un responsabile della sicurezza interpellato. “Ma un conto è applicarli, un conto è doverli applicare perché qualcosa a monte non ha funzionato” .

L'addestramento che paga

L'episodio di Villa Pitignano diventa così un caso di valutazione e gestione del rischio. Da un lato, la perfetta esecuzione delle procedure di evacuazione da parte delle educatrici, che hanno dimostrato come la formazione continua dia i suoi frutti. Dall'altro, l'ennesimo campanello d'allarme su un patrimonio edilizio scolastico spesso datato e sottoposto a controlli non sempre capillari.

Per i genitori dei 48 bambini, la giornata si è conclusa con un abbraccio stretto e la consapevolezza che, per fortuna, oggi è andata bene. Per le istituzioni, invece, inizia forse il momento più difficile: quello delle verifiche, delle ispezioni e delle eventuali responsabilità. Perché se è vero che nessuno si è fatto male, è altrettanto vero che il pericolo era reale e che, in assenza di quelle maestre, il copione avrebbe potuto scrivere una pagina ben più tragica.

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Federico Zacaglioni
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