04 Apr, 2026 - 12:18

Perugia, escalation di attacchi ai bancomat: fatto esplodere il Postamat di Ponte Valleceppi, è il quarto episodio in poche settimane

Perugia, escalation di attacchi ai bancomat: fatto esplodere il Postamat di Ponte Valleceppi, è il quarto episodio in poche settimane

Un altro boato nel cuore della notte, un altro sportello automatico distrutto, un’altra periferia che si sveglia tra paura, sirene e danni. Continua la serie di assalti ai bancomat e ai Postamat nel Perugino. L’ultimo episodio si è verificato nelle prime ore di sabato 4 aprile a Ponte Valleceppi, dove è stato fatto esplodere il Postamat dell’ufficio postale. Il colpo sarebbe stato messo a segno intorno alle 4 del mattino. La deflagrazione ha svegliato numerosi residenti della zona, facendo scattare l’intervento delle forze dell’ordine.

Si tratta dell’ennesimo episodio di una lunga sequenza che, da febbraio a oggi, sta colpendo banche e uffici postali tra Perugia e le sue frazioni. Una serie di assalti ravvicinati che ora spinge gli investigatori a valutare l’ipotesi di una regia unica dietro i colpi oppure la presenza di più bande specializzate, arrivate anche da fuori regione.

Il colpo nella notte a Ponte Valleceppi

L’ultimo assalto è avvenuto ai danni del Postamat di Ponte Valleceppi, frazione nella periferia est di Perugia. Ignoti hanno preso di mira lo sportello automatico dell’ufficio postale utilizzando, secondo una modalità ormai consolidata, materiale esplosivo per forzare la cassaforte e tentare di impossessarsi del denaro contenuto all’interno.

La dinamica è ancora al vaglio degli investigatori, che stanno raccogliendo elementi utili attraverso i rilievi sul posto, l’analisi delle immagini di videosorveglianza e le testimonianze dei residenti. Non è ancora chiaro se i responsabili siano riusciti a portare via denaro né quale sia l’entità degli eventuali danni economici.

Da Bosco a Strozzacapponi, una scia di esplosioni

Il colpo di Ponte Valleceppi si inserisce in una sequenza di episodi ravvicinati che, nelle ultime settimane, ha riportato alta l’attenzione sul fronte della sicurezza. Solo pochi giorni prima, nella notte tra il 2 e il 3 aprile, era stato preso di mira il Postamat dell’ufficio postale di Bosco, altra frazione del Perugino già finita nel mirino dei malviventi. 

Anche in quell’occasione il boato provocato dall’esplosione aveva svegliato alcuni residenti nel cuore della notte. In un primo momento qualcuno aveva pensato a un incidente stradale o allo scoppio di uno pneumatico, salvo poi rendersi conto che si trattava dell’ennesimo assalto a uno sportello automatico. 

Pochi giorni prima ancora, il 25 marzo, era stato colpito il bancomat della filiale Monte dei Paschi di Siena di Strozzacapponi. Ma la serie di colpi parte da ancora più lontano. Il primo episodio riconducibile a questa escalation risale infatti al 22 febbraio, quando un altro Postamat era stato preso di mira.

La pista della banda specializzata

Le modalità dei colpi, tutte accomunate da uno schema operativo pressoché identico, spingono gli investigatori a ritenere plausibile l’ipotesi di una banda organizzata e specializzata in assalti a bancomat e Postamat. L’utilizzo di esplosivo, la scelta di obiettivi situati in aree periferiche e la rapidità con cui i responsabili riescono a entrare in azione rappresentano elementi che delineano un modus operandi ben strutturato.

Tra le piste al vaglio delle forze dell’ordine c’è quella delle bande itineranti provenienti da fuori regione, gruppi capaci di spostarsi rapidamente e di colpire territori ritenuti meno esposti sotto il profilo dei controlli. Allo stesso tempo, però, non viene esclusa l’ipotesi di una regia unica dietro la sequenza di episodi registrati da febbraio a oggi.

Indagini in corso

Le indagini sono affidate alle forze dell’ordine, che stanno lavorando per ricostruire i movimenti dei responsabili prima e dopo gli assalti. Un ruolo decisivo potrebbe essere giocato dalle telecamere di videosorveglianza presenti nelle aree colpite, sia quelle comunali o private presenti lungo le principali vie di accesso e fuga. 

Gli investigatori stanno cercando di capire se i mezzi utilizzati per gli spostamenti siano gli stessi nei diversi episodi e se vi siano elementi ricorrenti, come auto sospette, orari di azione o modalità operative identiche.

Cresce la preoccupazione tra residenti e commercianti

La successione di episodi così ravvicinati sta alimentando un clima di crescente preoccupazione nelle frazioni e nelle aree periferiche del territorio, dove uffici postali e sportelli bancari rappresentano un presidio essenziale per la vita quotidiana dei residenti. 

Alle conseguenze provocate dalle esplosioni si aggiungono infatti i disagi legati alla temporanea chiusura degli sportelli, con ripercussioni su cittadini e attività commerciali che fanno affidamento su quei servizi per operazioni quotidiane, pagamenti e prelievi.

La sensazione diffusa è quella di una vulnerabilità crescente di fronte a bande sempre più organizzate e capaci di agire con estrema rapidità. Una situazione che rende indispensabile un rafforzamento dei controlli, l’implementazione di sistemi di sicurezza più efficaci e un monitoraggio costante delle aree maggiormente a rischio.

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Francesco Mastrodicasa
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