05 Aug, 2026 - 13:27

Perugia, parte l'era Arena Curi: "Vogliamo riportare il Grifo dove merita. Entro lunedì il 90% della rosa sarà pronta"

Perugia, parte l'era Arena Curi: "Vogliamo riportare il Grifo dove merita. Entro lunedì il 90% della rosa sarà pronta"

Il Perugia volta pagina e inaugura ufficialmente il nuovo corso targato Arena Curi. Nella prima conferenza stampa della nuova proprietà sono stati presentati il progetto societario, le strategie sportive e gli obiettivi che accompagneranno il Grifo nei prossimi anni. 

Il mercato è già entrato nel vivo, il nuovo organico sta prendendo forma e l’obiettivo dichiarato è consegnare ad Aimo Diana una squadra quasi completa già nei prossimi giorni, così da affrontare con maggiore serenità il debutto ufficiale in Coppa Italia Serie C e l’imminente inizio del campionato.

Arena Curi presenta il progetto: “Il Perugia deve tornare ad avere un futuro importante”

Ad aprire la conferenza è stato Francesco Maria Lana, presidente di Arena Curi, che ha ripercorso il lungo lavoro svolto negli ultimi mesi per arrivare all’acquisizione del club.

"Ringrazio tutte le persone che hanno dato vita ad Arena Curi. I progetti nascono dall’unione tra idee e risorse economiche. Abbiamo lavorato con Mauro Ricci, Gianfranco Licomati e soprattutto con la certezza che ci sarebbe stato il ritorno di Alessandro Gaucci, elemento senza il quale questo progetto probabilmente non sarebbe stato possibile".

Il presidente ha poi sottolineato la collaborazione instaurata con la precedente proprietà.

"Abbiamo lavorato molto bene con Hernan Borras e con la proprietà di Javier Faroni. Chi investe in un progetto spera sempre che possa funzionare. Noi oggi vogliamo migliorare quanto fatto finora e fare un salto di qualità affinché il Perugia possa tornare ad avere un futuro importante".

Lana ha ricordato anche il percorso, durato circa quattro mesi, che ha portato alla conclusione dell’operazione.

"Abbiamo avuto il sostegno e la professionalità dello studio Santucci & Partners. Senza il loro contributo sarebbe stato molto difficile arrivare a questo risultato. Abbiamo scelto di lavorare sotto traccia perché operazioni di questo tipo richiedono riservatezza. Più avanti illustreremo nel dettaglio anche gli assetti societari".

Gaucci rilancia il Grifo: “Dobbiamo tornare a sognare. Entro inizio settimana avremo il 90% della squadra”

Il momento più atteso della conferenza è stato quello dell’intervento di Alessandro Gaucci, chiamato a guidare il progetto sportivo.

L’ex dirigente biancorosso ha spiegato le motivazioni che lo hanno riportato a Perugia.

"È un piacere e un onore essere qui. Con Hernan Borras ci conoscevamo poco, ma in poco tempo è nato un rapporto di amicizia. Devo ringraziare Mauro Ricci, che è stato il primo a credere in questo progetto. All’inizio avevo detto di no perché ero impegnato a Marbella, poi gli eventi mi hanno fatto capire che era arrivato il momento di tornare e provare a costruire qualcosa di importante".

Il dirigente ha fotografato senza nascondersi la situazione trovata al momento del suo arrivo.

"Siamo al 5 agosto con gran parte dei migliori giocatori che sono andati via. Ripartiamo con una squadra che la scorsa stagione si è salvata soltanto all’ultima giornata, distante quarantadue punti dalla vetta. Abbiamo segnato poco e subito quasi il doppio dei gol rispetto alle squadre che hanno lottato per vincere. Ritrovarsi con appena sei giocatori disponibili a questo punto della stagione significa affrontare una salita molto ripida".

Gaucci ha evidenziato anche le difficoltà legate ai tempi.

"Abbiamo dovuto ricostruire uno staff e non abbiamo avuto la possibilità di svolgere una preparazione atletica completa. Non sono scuse, ero perfettamente consapevole della difficoltà dell’incarico. Se non avessi creduto di poter riuscire nell’impresa, non sarei qui oggi".

Il responsabile dell’area sportiva ha poi escluso qualsiasi spirito di rivalsa personale.

"Sono tornato a Perugia senza alcuna voglia di rivincita. Sono qui perché credo che si possa costruire un progetto importante e riprendere un percorso che si era interrotto tanti anni fa".

Il mercato entra nel vivo

Grande attenzione è stata riservata anche al mercato.

"Negli ultimi giorni abbiamo lavorato praticamente senza dormire. Ieri abbiamo chiuso quattro o cinque giocatori, il giorno prima altri due e da qui a domenica ne arriveranno ancora tre o quattro. Il protrarsi della trattativa per l’acquisizione del club ha fatto sì che molti giocatori importanti scegliessero altre destinazioni, soprattutto gli attaccanti, che sono quelli con più richieste".

Un passaggio importante è stato dedicato anche al Fair Play Finanziario.

"Può sembrare un limite, ma rappresenta anche un’opportunità. Molti club saranno costretti a cedere giocatori e questo potrebbe aprire scenari interessanti".

Tra i concetti più significativi emersi durante la conferenza c’è quello relativo alla costruzione della squadra.

"Io non guardo il budget e non guardo il curriculum di un giocatore. Mi interessa soltanto capire se è bravo oppure no. Se hai pregiudizi, ti precludi la possibilità di trovare calciatori importanti".

Poi il ricordo del passato.

"Negli anni abbiamo dimostrato che con le idee si possono battere squadre economicamente più forti. Abbiamo disputato sette stagioni consecutive in Serie A, vinto due campionati Primavera, conquistato l’Intertoto, partecipato alla Coppa UEFA e portato venticinque giocatori in Nazionale. Non lo dico per vantarmi, ma perché quei risultati dimostrano che quel metodo di lavoro funzionava".

Secondo Gaucci il talento può essere trovato ovunque.

"I giocatori forti sono dappertutto. Bisogna avere la capacità e la voglia di cercarli. Non giudicate un calciatore dal nome, ma dalle qualità che possiede".

Sul traguardo stagionale Gaucci ha preferito mantenere un profilo prudente.

"Non me la sento di fissare oggi un obiettivo di classifica. Voglio vincere, altrimenti sarei rimasto a Marbella, ma prima dobbiamo ricostruire una squadra competitiva che faccia emozionare la gente e riporti i tifosi allo stadio".

Allo stesso tempo non ha nascosto la volontà di intervenire ancora sul mercato.

"Quando terminerà il mercato faremo una valutazione definitiva del valore della squadra. Se a gennaio saremo nelle posizioni importanti, abbiamo già condiviso con i soci la volontà di intervenire nuovamente per dare ulteriore forza alla rosa".

Uno dei passaggi più applauditi è stato quello dedicato al rapporto con la città.

"Dobbiamo tornare a sognare. Se un uomo smette di avere sogni è già morto. Oggi esiste una possibilità concreta di rilanciare il Perugia, ma dovremo trasformarla in risultati attraverso il lavoro quotidiano".

Il caso Tedesco

Inevitabile il riferimento all’addio di Giovanni Tedesco.

"Hernan mi aveva scritto che voleva dimettersi e mi aveva chiesto di parlare con lui. Io non avevo ancora preso alcuna decisione. Sarebbe stato un confronto importante, ma non c’è stata la possibilità. Giovanni è stato il mio capitano e gli sarò sempre riconoscente, ma nel mio lavoro devo fare delle valutazioni tecniche".

Poi la spiegazione della scelta.

"Ho parlato con quattro o cinque allenatori e alla fine ho scelto Aimo Diana perché mi ha convinto il suo entusiasmo e la sua idea di calcio. Se devo essere sincero, probabilmente avrei comunque cambiato guida tecnica perché ritenevo necessario aprire un nuovo ciclo".

Sul mercato il dirigente ha fissato anche una precisa tabella di marcia.

"Da qui a lunedì avremo quasi tutta la rosa al completo. Le ultime due operazioni arriveranno appena si presenteranno le occasioni giuste, ma vogliamo mettere il mister nelle condizioni di lavorare con il novanta per cento della squadra già entro l’inizio della prossima settimana"

Ampio spazio anche al vivaio.

"Dobbiamo tornare a valorizzare i nostri giovani, come accadeva negli anni della nostra gestione. Vogliamo riportare la Primavera in Primavera 1 e creare un collegamento costante con la prima squadra. Guardiamo con grande interesse anche al calcio femminile, un settore che merita investimenti e attenzione".

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Lorenzo Farneti
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