Nel territorio della diocesi di Perugia-Città della Pieve è quella abitativa l’emergenza sociale che oggi appare con maggiore evidenza. Un fenomeno che coinvolge centinaia di nuclei familiari e che, secondo i dati raccolti dalla Caritas diocesana, riguarda circa 1.500 famiglie alle prese con crescenti difficoltà nel sostenere le spese quotidiane legate alla casa: affitti, rate del mutuo, utenze domestiche e costi energetici.
A lanciare l'allarme è la stessa Caritas, che evidenzia come il fenomeno sia in progressivo aumento e coinvolga una platea sempre più ampia di persone, comprese famiglie che fino a pochi anni fa non avevano mai avuto bisogno di ricorrere a forme di assistenza.
"I numeri aumentano ed anche quest'anno”, sottolinea il direttore della Caritas diocesana, don Marco Briziarelli, indicando con chiarezza come il disagio abitativo stia assumendo dimensioni sempre più rilevanti nel tessuto sociale locale.
La rete della Caritas nel territorio diocesano si trova oggi ad accompagnare oltre 3.800 famiglie, pari a circa 13.500 persone, attraverso un sistema articolato di servizi e interventi che comprende sostegno economico, aiuti alimentari, orientamento sociale e supporto nella gestione delle spese domestiche. Un impegno complessivo che si traduce anche in un importante investimento di risorse: oltre 2 milioni di euro all’anno destinati a sostenere persone e famiglie in situazione di fragilità economica e sociale.
La questione abitativa, tuttavia, rappresenta oggi la criticità più complessa. Non si tratta soltanto di situazioni di perdita della casa o di sfratto imminente, ma di una crescente difficoltà nel mantenere l’equilibrio economico familiare di fronte all’aumento dei costi della vita.
Secondo quanto emerge dall’analisi condotta dalla Caritas, molte delle famiglie in difficoltà sono alla ricerca di alloggi a canone calmierato, soluzione che consentirebbe loro di evitare il passaggio verso condizioni di emergenza più gravi.
Non mancano, tuttavia, le richieste di accoglienza nelle strutture dedicate all’ospitalità temporanea, tra cui il Villaggio “Sorella Provvidenza” di Perugia e altre realtà di accoglienza presenti nel territorio diocesano. Strutture che rappresentano spesso l’ultima rete di protezione per chi non riesce più a sostenere le spese legate alla casa.
Il fenomeno riflette una trasformazione più ampia delle dinamiche sociali: precarietà lavorativa, aumento del costo dell’energia, inflazione e crescita dei canoni di locazione stanno contribuendo a rendere sempre più fragile l’equilibrio economico di molte famiglie.
Proprio per richiamare l’attenzione della comunità su questa situazione, la Chiesa perugino-pievese ha deciso di dedicare la Quaresima di Carità 2026 al sostegno delle famiglie che affrontano difficoltà legate alla casa.
Nel quadro delle iniziative previste è stata promossa per il 15 marzo, quarta domenica di Quaresima, una giornata di sensibilizzazione e raccolta fondi, rivolta alle parrocchie e all’intera comunità diocesana. L'obiettivo è duplice: da un lato raccogliere risorse economiche da destinare agli interventi di sostegno, dall’altro rafforzare la consapevolezza collettiva di fronte a una forma di povertà che si manifesta spesso in modo silenzioso ma che coinvolge un numero crescente di persone.
Nel raccontare il fenomeno, don Briziarelli sottolinea come il volto della povertà stia cambiando e come sempre più spesso riguardi famiglie che fino a poco tempo fa vivevano una condizione di relativa stabilità. “Nessuno può sentirsi più al sicuro dalla povertà - spiega don Briziarelli -, basti pensare alle famiglie che fino a poco tempo fa non avevano mai avuto bisogno di rivolgersi alla Caritas. Quest'emergenza non significa aver perso la casa, ma essere anche nella seria difficoltà a gestirla fin dal pagare le utenze domestiche, l'affitto, il mutuo. È un momento molto delicato e complesso per tante famiglie del nostro territorio”.
Le parole del direttore della Caritas fotografano una realtà in cui il disagio abitativo non coincide necessariamente con la perdita dell’abitazione, ma con la crescente difficoltà nel sostenere le spese necessarie per mantenerla.
La situazione descritta dalla Caritas evidenzia una sfida che riguarda non soltanto le organizzazioni caritative ma l’intera comunità locale: istituzioni, enti pubblici, associazioni e cittadini. L'emergenza abitativa, infatti, rappresenta uno dei temi più complessi del welfare contemporaneo e richiede risposte coordinate che comprendano politiche di sostegno al reddito, progetti di housing sociale e strumenti capaci di favorire l’accesso a soluzioni abitative sostenibili.
In questo contesto, le iniziative promosse durante la Quaresima di Carità si inseriscono in un percorso più ampio che punta a rafforzare la rete di solidarietà del territorio e a offrire risposte concrete a chi vive situazioni di fragilità.
Per la Caritas della diocesi di Perugia-Città della Pieve, il messaggio è chiaro: l’emergenza abitativa non è un fenomeno marginale, ma una realtà sempre più diffusa che richiede attenzione, responsabilità condivisa e un impegno collettivo per garantire dignità e sicurezza alle famiglie del territorio.