18 Apr, 2026 - 17:30

Perugia, detenuta trovata morta in carcere. Il Garante Caforio: "Un fatto scioccante"

Perugia, detenuta trovata morta in carcere. Il Garante Caforio: "Un fatto scioccante"

Nella mattinata di oggi, sabato 18 aprile, una detenuta è stata trovata morta nel carcere perugino di Capanne, l'unico dell'Umbria ad avere una sezione femminile. La donna, sarebbe deceduta durante la notte, ed è stata rinvenuta priva di vita all'interno della sua cella. 

Accertamenti in corso per chiarire la dinamica dell'accaduto

Sul posto sono prontamente intervenuti sia il magistrato di turno che il medico legale. Gli accertamenti sono ancora in corso ma al momento l'ipotesi più accredita è che il decesso sia avvenuto per cause naturali. Ad ogni modo si dovrà attendere il parere del medico legale. La giovane donna si trovava in carcere perché condannata per rapina, queste le informazioni pervenute finora.

Il cordoglio del Garante Caforio: "Fatto scioccante che fa riflettere"

Profondo il cordoglio da parte del Garante dei detenuti della Regione Umbria, l'avvocato Giuseppe Caforio "la morte di una giovane donna in un contesto già carico di problematiche note, costituisce fatto scioccante" scrive in una nota "con sentimento di dolore e mestizia".

All'interno della Casa Circondariale l'accaduto ha generato grande smarrimento. "L'evento - spiega Caforio - ha visto impegnato tutto personale del carcere di Capanne, dalla direttrice alla comandante della polizia penitenziaria, come anche l'area medico sanitaria con massima dedizione e a loro intendo rivolgere le più sentite condoglianze estese peraltro a tutta la comunità carceraria in questo momento sotto shock per l'accaduto".

Un "fatto scioccante che fa riflettere - così l'ha definito. Una circostanza che "impone ancora una volta la necessità che vi sia un impegno forte e concreto verso la risoluzione dei principali problemi che attanagliano il sistema carcerario e quindi il sovraffollamento, la carenza di personale della polizia penitenziaria e il rafforzamento delle strutture trattamentali sociosanitarie. Le più sentite condoglianze anche nei confronti dei familiari della detenuta".

Il dibattito sulle carceri umbre tra sovraffollamento, disordini e personale che manca

Un contesto duro quello del carcere, a volte durissimo che, come rimarcato anche dal Garante, fa i conti con un forte affanno. Nei quattro Istituti di pena dell'Umbria - Perugia, Terni, Orvieto e Spoleto - il sovraffollamento, i trasferimenti dalle altre carceri e la carenza di organico hanno generato tensioni in molte occasioni. A ciò si aggiunge il fatto che in Umbria non c'è una Rems, ovvero la Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza che dovrebbero accogliere gli autori di reati affetti da disturbi psichiatrici o ritenti socialmente pericolosi, che invece scontano la propria pena in carcere insieme agli altri.

Frequenti le aggressioni nell'ultimo periodo. Caos a Spoleto la scorsa settimana

Appena qualche giorno fa, nel carcere di Orvieto, un detenuto che aveva abusato di alcol e stupefacenti, ha prima devastato l'infemeria e poi aggredito un agente. L'uomo secondo quanto riferito, avrebbe distrutto ogni arredo presente nell'ambiente e quando gli agenti hanno provato a contenerlo, si è infine scagliato contro uno di loro. Un episodio grave che purtroppo è solo l'ultimo di una lunga serie.

A Spoleto la settimana scorsa il Sappe dell'Umbria, il Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, aveva denunciato una insostenibile escalation di violenze con due aggressioni avvenute ai danni del personale nel giro di poche ore. Prima un detenuto, appena trasferito da altro Istituto penitenziario, si era scagliato contro la vice direttrice. E, neanche 24 ore dopo, un agente è finito in ospedale con lesioni varie e tre costole rotte per aver provato a sedare una rissa scoppiata per futili motivi fra due ristretti. Quella che il Sappe ha denunciato nella struttura di Spoleto è una situazione di grave difficoltà e potenzialmente esplosiva che, sostiene, espone il personale a "rischi prevedibili". Una premessa che a seguito degli episodi ha portato il Sappe a formulare formale diffida nei confronti di Dap e Prap.

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Sara Costanzi
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