17 Aug, 2025 - 21:30

Perugia, chiama i Carabinieri per la coinquilina morta: in mansarda scoperta coltivazione di cannabis

Perugia, chiama i Carabinieri per la coinquilina morta: in mansarda scoperta coltivazione di cannabis

Un dramma che si trasforma in scoperta inattesa. È quanto accaduto a Fratticiola Selvatica, frazione collinare del Comune di Perugia, dove una chiamata ai Carabinieri per una tragedia domestica ha fatto emergere un’attività illecita nascosta. Un cittadino britannico di 39 anni, residente da tempo in Umbria, è stato arrestato dopo che i militari hanno rinvenuto una serra artigianale di marijuana nella mansarda della sua abitazione. La segnalazione era partita proprio dall’uomo che, sconvolto, aveva contattato le forze dell’ordine dopo aver trovato la sua coinquilina senza vita all’interno dell’appartamento.

Perugia, coinquilina trovata morta: in mansarda spunta una piantagione di marijuana

Secondo le prime ricostruzioni, la donna sarebbe stata colpita da un malore improvviso, ma le cause del decesso saranno chiarite solo dall’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria e affidata all’istituto di medicina legale. Nel frattempo, la scoperta degli stupefacenti ha cambiato radicalmente lo scenario. Durante i primi rilievi, i Carabinieri della Compagnia di Perugia, con il supporto della Stazione di Farneto di Colombella, hanno notato tracce di sostanze sospette. Una perquisizione più accurata ha portato al ritrovamento di una decina di piante di marijuana in diverse fasi di crescita, insieme a una quantità significativa di erba già essiccata e pronta all’uso.

L’uomo è stato immediatamente arrestato con l’accusa di produzione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e condotto al carcere di Perugia–Capanne, in attesa della convalida del fermo. Una vicenda che intreccia cronaca nera e operazioni antidroga, mettendo ancora una volta in luce l’attenzione delle forze dell’ordine sul territorio.

La lotta allo spaccio in città

Nel fine settimana, i Carabinieri hanno effettuato un altro arresto nella zona di San Sisto, periferia di Perugia spesso al centro di attività di spaccio. Un ragazzo di 20 anni, di origine albanese, è stato fermato per un controllo di routine: il suo atteggiamento nervoso ha spinto i militari a effettuare una perquisizione personale e veicolare. All’interno sono stati trovati sette involucri contenenti cocaina, per un peso complessivo di circa 6 grammi.

Il giovane è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e condotto presso la caserma di via Ruggia. Processato per direttissima davanti al Tribunale di Perugia, l’arresto è stato convalidato. Due episodi distinti, ma che confermano come la provincia rimanga costantemente sotto osservazione per episodi legati alla diffusione di stupefacenti.

Cosa dice la legge e cosa rischia il 39enne britannico

Il cittadino britannico arrestato a Perugia dovrà rispondere dell’accusa di produzione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, disciplinata dal DPR 309/1990, il cosiddetto Testo Unico sugli stupefacenti. La legge italiana non distingue tra produzione “artigianale” o industriale: qualsiasi attività finalizzata alla coltivazione di cannabis, anche per uso personale, viene considerata reato.

In particolare, l’articolo 73 del Testo Unico prevede pene severe: per chi coltiva marijuana, anche poche piante, la sanzione può arrivare a 6 anni di reclusione e multe fino a 75.000 euro, se la sostanza è destinata al consumo personale ma risulta comunque idonea alla produzione di droga. Nel caso di una serra con più piante in diverse fasi di crescita, la giurisprudenza tende a configurare il reato nella sua forma più grave, legata alla produzione a fini di spaccio.

La pena può aumentare se viene accertata la disponibilità di sostanza già essiccata e confezionata, come nel caso del britannico, perché ciò lascia intendere che una parte fosse già pronta per la distribuzione. Oltre al carcere e alla multa, sono previste misure accessorie: la confisca del materiale usato per la coltivazione, il sequestro della droga e, nel caso di stranieri, la possibilità di espulsione dal territorio nazionale dopo l’espiazione della pena. L’uomo, al momento, è in custodia cautelare presso il carcere di Capanne, in attesa della convalida dell’arresto e della successiva udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari. 

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Lorenzo Farneti
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