01 Apr, 2025 - 19:15

Perugia, centrodestra in piazza contro l’aumento Irpef della Giunta Proietti

Perugia, centrodestra in piazza contro l’aumento Irpef della Giunta Proietti

Aumenti Irpef, rischio commissariamento, opposizione barricata in aula e una presidente accolta da fischi e urla: a Perugia si alza la tensione. In piazza sono scesi oltre duecento tra sindaci, consiglieri regionali e parlamentari del centrodestra per dire no alla manovra fiscale della Giunta Proietti, accusata di voler scaricare sui cittadini il disavanzo della sanità. Cartelli, cori, volti noti e una piazza accesa hanno fatto da cornice a una giornata di protesta che si è trasformata in sfida politica aperta.

Consiglio regionale occupato: opposizione in assemblea contro la manovra

Il corteo ha inizialmente fatto tappa davanti alla sede dell'organo legislativo regionale, dove da giorni sono presenti gli esponenti delle minoranze politiche. Questi ultimi hanno occupato simbolicamente l'edificio per ottenere l'accesso alla documentazione relativa alla situazione economica del comparto sanitario. La permanenza a Palazzo Cesaroni, come dichiarato dai consiglieri, continuerà almeno fino al 10 aprile, quando è previsto un nuovo incontro ufficiale.

Sindaci umbri chiedono stop agli aumenti Irpef decisi dalla Giunta

Durante il presidio, il sindaco di Cannara, Fabrizio Gareggia, ha letto pubblicamente una comunicazione indirizzata al vertice dell'associazione dei Comuni umbri. Nel testo si chiede di contrastare il progetto normativo promosso dalla Giunta, che, secondo i firmatari, comporterebbe un aggravio economico per cittadini e aziende della regione. "Di opporsi fermamente al disegno di legge della Giunta regionale che aumenterà la pressione fiscale su famiglie e imprese umbre", si legge nella missiva.

Manifestanti davanti alla Giunta regionale: tensione con la presidente Proietti

La manifestazione si è poi spostata nei pressi della sede dell'esecutivo regionale, dove i promotori della protesta hanno incontrato la presidente Stefania Proietti. Il confronto tra le parti si è svolto sul posto, alla presenza di numerosi partecipanti e rappresentanti delle istituzioni. Tuttavia, il tentativo della presidente di spiegare la situazione è stato accolto da grida e fischi, impedendole di concludere l'intervento. "Non possiamo illudere i cittadini: se non troviamo soluzioni entro il 30 aprile, sarà il Ministero a imporci manovre ancora più pesanti", ha dichiarato, mentre la folla continuava a chiedere spiegazioni immediate.

Centrodestra in piazza: Tesei, Bandecchi e Marchetti tra i presenti

Tra i presenti anche alcuni protagonisti della scena politica locale e nazionale. All'iniziativa hanno preso parte l'ex governatrice Donatella Tesei, il sindaco di Terni e attuale presidente della Provincia Stefano Bandecchi, il coordinatore umbro della Lega Riccardo Augusto Marchetti e il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi.

Bandecchi ha tentato di calmare il clima teso"La protesta è legittima, ma dobbiamo discutere nelle sedi giuste, altrimenti rischiamo solo di peggiorare la situazione". Nonostante ciò, alcuni rappresentanti della Lega hanno accusato duramente la Giunta, mentre dalla folla si levavano slogan come "Vergogna! La sanità è allo sfascio!".

Il Partito Liberaldemocratico contro l’aumento delle imposte: servono tagli e riforme

In una nota dai toni netti, il Partito Liberaldemocratico dell'Umbria prende le distanze dalla contrapposizione tra schieramenti in Consiglio regionale, criticando sia maggioranza che opposizione per la gestione mediatica della crisi sanitaria. I rappresentanti del movimento chiedono di "tagliare sprechi e razionalizzare prima di alzare le tasse", mettendo al centro la necessità di un'azione di riforma strutturale piuttosto che di un semplice intervento fiscale.

La formazione politica attende di conoscere l'intero contenuto del documento redatto da Kpmg, ma sottolinea come il dissesto finanziario non sia frutto di una sola amministrazione. La situazione, secondo quanto affermano, sarebbe peggiorata nel tempo, passando da un disavanzo contenuto a un buco profondo, senza che nessuna delle giunte intervenute sia riuscita a invertire la rotta.

A preoccupare è anche l'impatto sociale della manovra, con l'eventualità che l'inasprimento delle imposte colpisca in modo sproporzionato le fasce più vulnerabili della popolazione. I liberaldemocratici propongono un piano di revisione della macchina amministrativa, riducendo sovrapposizioni, privilegi e inefficienze. Interventi come l'accorpamento delle strutture con funzioni analoghe, l'adozione di misure di contenimento della spesa e una revisione dei servizi sanitari potrebbero, secondo loro, restituire sostenibilità al sistema.

Particolare attenzione viene rivolta alla necessità di potenziare la medicina territoriale, promuovendo la prevenzione, migliorando la prescrizione di cure e favorendo soluzioni come l'assistenza domiciliare e la telemedicina. Soltanto dopo aver intrapreso con convinzione questo percorso, affermano, si potrebbe valutare un eventuale aumento delle aliquote, purché modulato in base alla situazione socioeconomica dei contribuenti più giovani e attivi, che rischiano di abbandonare una regione sempre più anziana e in difficoltà.

Disavanzo sanitario in Umbria: le cifre dietro la crisi dei conti pubblici

Secondo quanto comunicato dalla Regione, il Ministero dell'Economia ha certificato un disavanzo di 73 milioni di euro. Una cifra che, se non compensata entro la fine di aprile, porterà al commissariamento automatico. La presidente Proietti ha ribadito la gravità della situazione: "Se non approviamo una manovra equa, dal 1° giugno scatteranno aumenti automatici per tutti, e non sarà più possibile mitigarli".

Il buco finanziario è il risultato di una complessa combinazione di fattori. Il quarto trimestre del 2024 ha registrato un passivo di 243 milioni di euro dalle aziende sanitarie, in parte compensato da un attivo di 153 milioni derivante dalla gestione centralizzata dei fondi sanitari. Dopo una serie di operazioni contabili, il saldo è stato fissato a -73 milioni.

Un report KPMG aggiornato al 17 marzo 2025 evidenziava un disavanzo di 90 milioni, aggravato da ulteriori spese e parzialmente riequilibrato da entrate straordinarie. Il meccanismo del payback farmaceutico ha inciso per 22 milioni, mentre 28 milioni sono stati recuperati tramite obblighi di legge. L'inserimento straordinario di 33 milioni di premi ha ridotto il deficit a -29 milioni, ma un vincolo normativo ha impedito l'uso di altri 40 milioni, riportando il disavanzo ai 73 milioni accertati.

Le difficoltà derivano anche dalla conclusione dei fondi straordinari ricevuti per la gestione della pandemia e del caro energia. A pesare ulteriormente è il taglio di 40 milioni deciso a livello nazionale, che avrà effetti per i prossimi tre anni. Inoltre, la Regione dovrà reperire 14 milioni per l'Arpa, cifra per ora priva di copertura. Il bilancio regionale è dunque sotto pressione, e il rischio è quello di compromettere ulteriormente i servizi ai cittadini senza interventi tempestivi e mirati.

AUTORE
foto autore
Francesca Secci
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE