Dura un tempo la partita del Perugia. Un primo tempo di sostanza, intensità e anche qualità, poi la luce si spegne e il Carpi prende campo, fiducia e pallino del gioco. Finisce 1-1 al “Curi”, un pareggio che muove la classifica ma non allontana le ombre della zona playout. Il Grifo resta sedicesimo, ultima posizione utile per gli spareggi salvezza, a una sola lunghezza dal Bra, attualmente salvo a quota 25. Il Carpi, invece, sale a 29 punti, a +5 proprio sugli umbri.
Una gara dai due volti, che racconta bene il momento della squadra di mister Giovanni Tedesco: brillante e concreta nella prima frazione, fragile e impaurita nella ripresa. E se nel finale non fosse stato per tre interventi decisivi di Gemello, oggi parleremmo di una sconfitta pesantissima.
Nel post gara, ai microfoni di Umbria Tv, mister Giovanni Tedesco non nasconde l’amarezza e analizza con lucidità il momento del suo Perugia.
“Non posso essere contento di questa partita, non mi è piaciuta. La differenza l’ha fatta l’aspetto fisico: loro stavano meglio fisicamente, forse le tre partite le hanno assorbite meglio, avevano giocatori con più gamba, noi le abbiamo sofferte. Non mi è piaciuto il palleggio, la paura che è subentrata: sono tornati vecchi fantasmi, poca personalità. Non mi è piaciuta la partita sotto certi aspetti”.
Un’analisi che tocca anche l’identità tattica: “Si è persa identità? Può darsi. Il 4-2-3-1 l’ho fatto a San Benedetto per dare fiducia e coraggio alla squadra e l’ha interpretato bene. Il mercato mi ha portato giocatori esterni offensivi, ci lavoro tutta la settimana per mettere in atto questo modulo”.
Poi il capitolo mercato e scelte condivise con la società: “Sul mercato è stato fatto un lavoro insieme a Riccardo Gaucci. In un certo momento ho chiesto un terzino ma non è stato possibile prenderlo, per il resto tutti i passaggi sono stati fatti da Riccardo e io li ho avallati”.
Tedesco torna sulla sofferenza in mezzo al campo: “Loro sono stati migliori sotto l’aspetto fisico, abbiamo sofferto il dinamismo del Carpi in mezzo al campo. Bisogna lavorare, abbiamo una settimana di sosta, bisogna resettare da parte mia e da parte di tutti bisogna dare di più”.
Un passaggio significativo riguarda la condizione dei nuovi: “Oggi nove undicesimi erano lo zoccolo duro, oltre a Stramaccioni e Canotto che sono arrivati a gennaio. Non ho stravolto cinque o sei giocatori, è normale che chi è arrivato non abbia una condizione fisica ottimale: sotto questo punto di vista ci stanno dando poco, ma come allenatore devo essere bravo a trovare soluzioni e il modulo giusto per intraprendere la strada che avevamo preso”.
Infine, l’aspetto mentale: “La cosa che ho chiesto prima e durante la partita è di non giocare la palla dietro. Loro volevano questo: il Carpi gioca così, ti viene a prendere alto. Abbiamo sbagliato qualcosa, è subentrata un po’ di paura, non capisco perché abbiamo smesso di giocare, abbiamo fatto prendere coraggio al Carpi. Dopo il gol preso siamo rivenuti fuori, ma l’aspetto mentale oltre a quello fisico ha fatto la differenza in negativo. Abbiamo sempre lottato, dopo Piancastagnaio la sconfitta non ce l’aspettavamo, ci ha tolto qualche certezza”.
Nel momento difficile, serve compattezza. È il messaggio del centrocampista Ladinetti, che prova a guardare il bicchiere mezzo pieno.
“È una situazione complicata, ma la squadra è fatta da uomini veri. Il Perugia si salverà. Il gruppo è compatto, uomini che si vogliono bene. Ci siamo abbassati anche per merito del Carpi, sono una squadra valida”.
Il centrocampista non nasconde le difficoltà psicologiche: “C’è un po’ di paura della vittoria, tra virgolette. È un momento complicato, ma come detto siamo super compatti e dobbiamo pensare partita dopo partita. Il girone di ritorno è come se fosse un altro campionato”.
Sull’andamento della ripresa: “Nel secondo tempo ci siamo messi a tre a centrocampo, anche per inerzia la partita è andata così. In questo momento ci va anche tutto storto: Casarini ha fatto gol da casa sua, è passato in mezzo alla barriera. Io confido in questo gruppo, ci credo veramente”.
E ancora: “Dobbiamo essere più lucidi, le motivazioni non possono mancare quando giochi per questa maglia. La squadra è arrabbiata per non aver vinto, non lasciamo nulla al caso. In questo momento è andata così. Abbiamo la pausa, possiamo ricaricare le batterie: in tre partite abbiamo fatto quattro punti, vediamo il lato positivo”.