Notte di violenza e disordine presso il carcere di Perugia che ha interessato alcuni agenti della penitenziaria. Quattro detenuti nordafricani, come fatto sapere dal Sappe, avrebbero approfittato del numero ridotto del personale presente in una giornata festiva per innescare un’escalation di violenza senza precedenti. I danni materiali sono stati stimati dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria tra 50.000 e 60.000 euro e diversi agenti della polizia penitenziaria feriti. Una notte tra Pasqua e Pasquetta di vero caos che ha creato tanta indignazione e reazioni come quella di solidarietà della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e l’assessore al Welfare, Fabio Barcaioli.
La notte di caos tra Pasqua e Pasquetta all’interno della casa circondariale di Capanne, ha visto la pronta reazione della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e l’assessore al Welfare, Fabio Barcaioli, che hanno espresso piena solidarietà agli agenti della polizia penitenziaria coinvolti nei disordini e rammarico per l’episodio: “Abbiamo contattato la direttrice dell’istituto per manifestare la nostra vicinanza - sottolineano Proietti e Barcaioli - A chi ha operato in condizioni difficili va il nostro ringraziamento, insieme all’auspicio di una pronta guarigione per i feriti”.
“Il sovraffollamento della struttura aggrava criticità che seguiamo da tempo - ricorda la nota - La carenza di risorse, la riduzione dei programmi educativi e dei percorsi di reinserimento dei detenuti rendono più difficile gestire la convivenza quotidiana e prevenire tensioni. Alcuni detenuti presentano problemi psichiatrici che richiedono interventi mirati e continui, mentre la scarsità di strumenti di supporto psicologico e riabilitativo limita le possibilità di prevenire disordini”.
Proietti e Barcaioli hanno ricordato la necessità di un coordinamento efficace con il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per interventi mirati a migliorare la sicurezza degli agenti e le condizioni di detenzione più sostenibili. “È indispensabile intervenire rapidamente per tutelare chi lavora in carcere e rafforzare le misure di prevenzione e gestione dei casi più delicati”.
Il segretario del Sappe per l'Umbria, Fabrizio Bonino ha voluto denunciare con estrema durezza quanto accaduto all'interno della casa circondariale di Perugia, sezione Capanne: "Quattro detenuti nordafricani hanno approfittato del numero ridotto del personale presente in una giornata festiva per innescare un'escalation di violenza senza precedenti. Gli stessi detenuti, che, dopo aver inneggiato ad 'Allah Akbar', con piccoli danneggiamenti durante la chiusura serale, hanno poi devastato sistematicamente le parti comuni di un'intera sezione a regime aperto".
"Dopo aver fatto allontanare e messo in sicurezza i 46 detenuti estranei ai disordini - spiega il Sappe - i quattro aggressori hanno intimorito e costretto il personale addetto alla chiusura a rifugiarsi immediatamente all'interno della cellula di sicurezza. Da quel momento, nonostante i molteplici tentativi di dialogo avviati dalla sorveglianza generale e dagli agenti in servizio, la devastazione è proseguita in modo inarrestabile. Dopo quattro ore di vani tentativi di dialogo, resi inutili dal comportamento estremista dei quattro, e avendo accertato che almeno due di essi erano in possesso di una lama tagliente, si è deciso di intervenire per riprendere il controllo e mettere in sicurezza l'intero reparto. L'operazione è stata estremamente complessa: solo dopo aver inciso le lenzuola che serravano la porta, il personale è riuscito ad aprire un varco, dovendo poi difendersi da sprangate mentre rimuoveva le barricate. Alla fine dell'intervento, il reparto è stato messo in sicurezza. Il bilancio è pesantissimo: danni materiali stimati tra 50.000 e 60.000 euro; diversi agenti della polizia penitenziaria feriti; tra i casi più gravi, due agenti con prognosi di 7 giorni e un terzo agente con frattura di un dito della mano e 30 giorni di prognosi".
"Ancora una volta - ricorda Bonino - assistiamo inermi alla violenza creata da detenuti extracomunitari avversi ad ogni tipo di reinserimento. Non si può lasciare il personale di polizia penitenziaria in condizioni di organico ridotte, specialmente nei giorni festivi, e pretendere che gestisca situazioni di guerriglia urbana all'interno di un istituto penitenziario. Chiediamo alla Direzione dell'istituto, al Dap e al Ministero della Giustizia interventi strutturali immediati, ivi compreso il trasferimento dei responsabili in circuiti detentivi di massima sicurezza. La sicurezza non può più essere un optional. Il Sappe Umbria esprime piena solidarietà ai colleghi feriti e chiede che venga fatta piena luce sui fatti, con l'individuazione e la punizione esemplare dei responsabili".
La stessa linea è stata tenuta anche dal Garante per i detenuti della Regione Umbria, Giuseppe Caforio, parlando all'Ansa: "È stato un episodio di violenza inaudita. Gli agenti hanno controllato la situazione senza che i detenuti riportassero conseguenze fisiche mentre quattro agenti hanno lamentato lesioni non gravi".
Caforio si è confrontato e coordinato con la presidente della Regione, Stefania Proietti e con la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi che continuano a seguire la vicenda con grande attenzione.