Doppio intervento antidroga nel giro di pochi giorni carcere di Perugia Capanne. Sequestrati oltre 80 grammi di hashish e 5 grammi di cocaina. Negli scorsi giorni sono comparsi quattro detenuti della Casa circondariale di Perugia che sono accusati di avere avuto nelle loro disponibilità un telefono cellulare.
Continuano i blitz antidroga e per sequestrare i cellulari nel carcere di Capanne. Nello scorso fine settimana la Polizia Penitenziaria ha sequestrato oltre 80 grammi di hashish, suddivisi in otto panetti termosaldati, rinvenuti durante una perquisizione ordinaria all’interno dell’istituto.
Nella giornata di ieri, invece, gli agenti hanno scoperto 5 grammi di cocaina a un familiare di un detenuto sorpreso all’ingresso dei colloqui con la droga addosso. Queste due operazioni, raccontate dal segretario del Sappe regionale, Fabrizio Bonino, confermano l’attenzione del personale in servizio e la costante attività di contrasto all’introduzione di sostanze stupefacenti in carcere.
Fabrizio Bonino, segretario nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), ha espresso un sincero apprezzamento per l’operato degli agenti: "Grazie per la professionalità, competenza e encomiabile zelo dimostrati nonostante le difficoltà operative. I colleghi di Perugia lavorano in condizioni di gravissima carenza di organico, con mezzi insufficienti e poteri d’azione ormai inadeguati alla realtà criminale che devono fronteggiare ogni giorno. A loro va il plauso sincero del Sappe e di tutti i cittadini onesti".
"Questi sequestri sono la punta dell’iceberg - rimarca Bonini - Negli istituti umbri il traffico di sostanze stupefacenti è endemico, alimentato da familiari conniventi che, senza alcuno scrupolo, si prestano a introdurre droga e cellulari, sfruttando i colloqui o l’uso di droni. A nulla servono gli sforzi quotidiani dei poliziotti se non si interviene con misure straordinarie".
Per il Sappe è necessario un cambio di strategia. Bonino richiama l’esperienza del carcere di Viterbo e propone l’organizzazione di perquisizioni generali straordinarie: "Con l’impiego di unità cinofile e reparti specializzati, si può combattere non solo lo spaccio di droga ma anche il possesso illecito di cellulari, che sono un moltiplicatore di illegalità dentro e fuori le mura".
Secondo il sindacato, il trasferimento immediato, a centinaia di chilometri di distanza, dei detenuti coinvolti nei traffici illeciti, consentirebbe di spezzare le reti organizzative interne e ristabilire condizioni di maggiore legalità.
"Il personale di Polizia Penitenziaria è lasciato solo a presidiare un confine che somiglia sempre più a una linea di guerra - conclude Bonino - Servono più uomini, più mezzi, più poteri e una strategia repressiva chiara da parte del Dipartimento e delle autorità regionali. Altrimenti il lavoro quotidiano degli agenti rischia di essere vanificato da un sistema che premia i furbi e penalizza chi opera nella legalità".