Il primo mattone è stato posato. In casa Perugia si lavora già per costruire la squadra che dovrà affrontare la stagione 2026-27 e il punto di partenza scelto dalla società è quello della continuità tecnica. La firma sul rinnovo di Giovanni Tedesco fino a giugno 2027 rappresenta molto più di un semplice prolungamento contrattuale: è il segnale di una direzione precisa, di una strategia che guarda oltre l'immediato e che punta a creare un'identità forte.
Il tecnico biancorosso, arrivato nel corso di una stagione diventata improvvisamente complicata, ha avuto il merito di rimettere ordine in una squadra che sembrava essersi smarrita. Quando è subentrato, la situazione appariva delicata: risultati negativi, fiducia ai minimi termini e una classifica che iniziava a spaventare seriamente ambiente e tifoseria.
Eppure Tedesco è riuscito a cambiare marcia. Non soltanto dal punto di vista dei punti conquistati ma soprattutto sotto il profilo mentale. Il Perugia ha ritrovato equilibrio, intensità e soprattutto una propria identità tattica. Una salvezza che a un certo punto del campionato sembrava quasi irraggiungibile è diventata realtà.
Ora però arriva la parte più difficile: ripartire senza errori.
Il club biancorosso sembra intenzionato a modificare sensibilmente il proprio modello di sviluppo. Riduzione dei costi, sostenibilità economica e valorizzazione dei giovani saranno le parole chiave della nuova programmazione. Una scelta che nel calcio moderno sta diventando quasi obbligatoria, soprattutto per società che vogliono consolidare il proprio futuro senza esporsi a rischi finanziari.
Se la conferma dell'allenatore rappresenta il primo passo tecnico verso il nuovo corso, il secondo segnale arriva direttamente dalla società e riguarda uno degli aspetti che storicamente caratterizzano il mondo biancorosso: il rapporto con la città e con i tifosi.
Nella giornata odierna il Perugia ha infatti presentato ufficialmente la campagna abbonamenti per la stagione 2026-27 scegliendo uno slogan che parla direttamente alla gente perugina: "Gim' ch'è bulo!".
Non si tratta di una frase scelta casualmente. È un'espressione tipica del dialetto locale, una formula che richiama appartenenza, identità e senso di comunità. In una fase di ricostruzione sportiva il club ha deciso di rivolgersi al cuore del tifo, cercando di trasformare lo stadio Renato Curi in un elemento centrale del progetto.
L'aspetto interessante della strategia adottata riguarda anche la tempistica. Dal 1° al 16 giugno sarà possibile sottoscrivere l'abbonamento esclusivamente online, con una formula promozionale valida sia per la prelazione sia per la vendita libera.
Una scelta che evidenzia diversi aspetti. Da una parte il club punta a semplificare le procedure, incentivando la modalità digitale; dall'altra cerca di premiare chi decide di sposare immediatamente il progetto attraverso tariffe agevolate. L'assenza iniziale dell'apertura fisica della biglietteria potrebbe sembrare una novità significativa, ma rappresenta ormai una direzione intrapresa da molte società professionistiche che puntano a rendere più snelle le operazioni di acquisto. Anche l'analisi dei prezzi racconta qualcosa della filosofia del club.
Le Poltroncine sono proposte a 400 euro per l'intero e 275 per gli Under 14. La Tribuna Ovest Nord/Sud parte da 180 euro con diverse formule dedicate alle famiglie: l'intero Family a 144 euro, Under 14 Family a 72 euro e il secondo Under 14 Family a 45 euro.
Particolarmente significativa appare la scelta relativa alla Curva Nord, cuore pulsante del tifo biancorosso, con un abbonamento intero fissato a 120 euro e Under 14 a 80 euro.
Non mancano poi le agevolazioni per le persone con disabilità e le formule gratuite dedicate a particolari categorie che saranno comunicate successivamente.
C'è poi un dettaglio che merita attenzione: il club ha specificato che durante la stagione potrebbero verificarsi eventuali spostamenti degli abbonati della Curva Nord a causa dei lavori programmati allo stadio Curi.
Ma oltre ai prezzi e alle modalità di acquisto emerge soprattutto un messaggio preciso: il Perugia vuole ricostruire partendo dalla propria gente. La nuova stagione nascerà probabilmente con molte facce diverse in campo, una squadra più giovane e con una filosofia differente rispetto al recente passato. In questi casi il sostegno dell'ambiente può diventare decisivo.
Perché i campionati di Serie C insegnano una cosa: spesso non bastano soltanto qualità tecniche e organizzazione. Servono entusiasmo, identità e una piazza che sappia spingere nei momenti difficili.
Il Grifo ha lanciato il suo messaggio. Adesso toccherà ai tifosi rispondere presente. Perché il nuovo Perugia, quello della sostenibilità e della ripartenza, ha deciso di iniziare il proprio viaggio da qui. Da una frase semplice, diretta e profondamente perugina: "Gim' ch'è bulo!".