Il Perugia continua a muoversi su un doppio binario. Da una parte resta aperto il dossier relativo alla possibile cessione della società, dall’altra prosegue il lavoro per allestire la rosa che prenderà parte al prossimo campionato di Serie C agli ordini di Giovanni Tedesco, confermato alla guida tecnica. Due percorsi inevitabilmente collegati, che stanno accompagnando un’estate nella quale il club biancorosso è chiamato a programmare il futuro senza poter ancora contare su certezze dal punto di vista societario.
La data fissata per la presentazione di eventuali offerte vincolanti è ormai trascorsa senza che arrivassero proposte ufficiali per l’acquisizione del Perugia. Una situazione che prolunga l’attesa, ma che non modifica la linea adottata dalla società, intenzionata a proseguire la propria attività sia sotto il profilo gestionale sia sul mercato.
Come riportato da La Nazione, a fare il punto è stato il direttore generale Borras, che ha affrontato i principali temi legati alla proprietà, alla situazione economica del club e alla pianificazione della nuova stagione. La scadenza del 30 giugno rappresentava il termine entro il quale la dirigenza sperava di ricevere proposte concrete da parte degli investitori interessati. L’obiettivo, almeno per il momento, non è stato raggiunto, ma questo non significa che il processo di vendita sia stato interrotto.
“Al 30 giugno, contrariamente a quanto mi aspettassi, non è arrivata nessuna offerta formale. E noi andiamo avanti. L’atteggiamento è lo stesso: che si venda o meno, continuiamo a lavorare”.
La società, quindi, prosegue la propria programmazione senza attendere gli sviluppi della trattativa, consapevole che il campionato si avvicina e che ogni scelta tecnica non può essere rinviata.
Borras ha ribadito come la decisione di mettere in vendita il club rimanga legata alle condizioni di salute del presidente Javier Faroni e ha spiegato che il dialogo con potenziali acquirenti non si è mai interrotto.
“Ma questo non vuol dire che non vendiamo. La decisione è del presidente Faroni per motivi di salute, ed è lui che fa il prezzo della società. C’è da dire, però, che per un gruppo, al quale abbiamo dato tre mesi di tempo, l’offerta è scaduta. Abbiamo contatti aperti con molti, ieri abbiamo avuto un’altra manifestazione d’interesse sia per la maggioranza che per l’intero pacchetto societario”.
L’interesse attorno al Perugia, dunque, resta vivo, anche se finora nessuno ha trasformato i contatti in una proposta ufficiale. Sarà eventualmente Faroni a valutare ogni offerta che dovesse arrivare nelle prossime settimane.
Nel corso dell’intervista il direttore generale ha anche illustrato la situazione economica del club, sottolineando gli interventi effettuati negli ultimi mesi per alleggerire i costi di gestione.
“Per fare una cifra va fatta un’offerta. Faroni poi prenderà una decisione. Diciamo che in questo ultimo periodo il presidente ha migliorato la situazione del club, con 1,5 milioni, abbiamo tagliato di 600mila euro il monte ingaggi con le cessioni e abbiamo 1,4 milioni di credito in Lega. Stando al Salary Cup, allo stato attuale abbiamo un monte ingaggi di 3,5 milioni e ad oggi pagheremmo circa trecentomila euro di multa, che si calcola sopra al tetto che è di due milioni”.
Il contenimento delle spese e la riduzione del monte ingaggi rappresentano uno degli aspetti centrali della strategia societaria, in attesa di conoscere quale sarà il futuro assetto proprietario.
Parallelamente alla questione societaria, il club sta lavorando anche alla costruzione della squadra che inizierà la preparazione estiva. Un percorso che, almeno in questa fase, sarà caratterizzato da prudenza e da un’attenta gestione delle risorse disponibili. Borras ha voluto ringraziare pubblicamente Riccardo Gaucci, che ha scelto di interrompere la propria esperienza in biancorosso.
“Dico grazie a Gaucci per tutto, e lo dico con una frase ‘lasciare andare e non dire addio ma dire grazie’. Non vuole rimanere con noi, sono grato per tutto quello che ha fatto lo scorso anno”.
Al momento il Perugia non è orientato a inserire un nuovo direttore sportivo, preferendo proseguire con una gestione condivisa delle operazioni di mercato.
“Oggi non lo prendiamo, lo faremo quando ne avremo la necessità. In questo momento stiamo lavorando da squadra, insieme a Tedesco e Marino”.
Anche sul fronte dei rinforzi la società mantiene un approccio cauto. L’idea iniziale prevedeva alcuni nuovi innesti già prima dell’inizio del ritiro, ma le tempistiche potrebbero cambiare in funzione delle uscite.
“Pensavamo almeno 3 per il 20 luglio ma non mi sento più di assicurarlo. Mi aspetto però di cedere qualcuno prima del ritiro. Intanto andiamo a giocarcela con quello che abbiamo, non faremo certo il mercato come a gennaio con 8 entrate. Anche se poi quel mercato alla fine ci ha regalato solo una vittoria al Curi. E questa non vuole essere una critica a Gaucci e a Tedesco. Per intenderci se usciranno sei giocatori, non ne entreranno altrettanti”.
L’indirizzo è chiaro: il mercato estivo sarà meno movimentato rispetto a quello della passata finestra invernale e punterà soprattutto all’equilibrio economico della rosa.
Infine, Borras ha voluto rassicurare l’ambiente anche sotto il profilo finanziario, escludendo scenari particolarmente critici qualora il passaggio di proprietà dovesse richiedere tempi più lunghi.
“Il Perugia ha la stessa sofferenza di altre squadre, non rischia di fallire, non sarà probabilmente una squadra che genererà entusiasmo nella piazza. Potrà però magari regalare soddisfazioni”.