Notte di paura a Perugia, dove un violento boato ha squarciato il silenzio nel quartiere di Strozzacapponi. Nel mirino dei criminali la filiale del Monte dei Paschi di Siena di via del Giglio: un assalto studiato nei dettagli, portato a termine con un ordigno artigianale, ma conclusosi con un nulla di fatto.
L’esplosione, avvenuta nel cuore della notte, ha distrutto lo sportello automatico e danneggiato gravemente l’edificio, ma i responsabili non sono riusciti a portare via il denaro. Una fuga precipitosa, a bordo di un’Alfa Romeo bianca, mentre sul posto arrivavano le forze dell’ordine.
Secondo una prima ricostruzione, la banda avrebbe agito con rapidità e precisione, utilizzando una tecnica ormai nota alle cronache: la cosiddetta “marmotta”. Si tratta di un metodo che prevede l’inserimento di un ordigno rudimentale all’interno dell’ATM, con l’obiettivo di provocare un’esplosione tale da aprire la cassaforte e consentire l’accesso alle banconote.
Nel caso di Strozzacapponi, però, il piano non ha funzionato. L’esplosione ha sì devastato lo sportello automatico e fatto saltare le vetrate della filiale, situata al piano terra di una palazzina residenziale, ma i sistemi di sicurezza hanno impedito l’apertura del comparto contenente il denaro. Nessun bottino, dunque, per i malviventi.
Le testimonianze raccolte parlano di una fuga immediata a bordo di un’Alfa Romeo bianca, vista allontanarsi a tutta velocità dalla zona. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo per le indagini, ora nelle mani dei carabinieri e degli artificieri dell’Arma.
Gli investigatori non escludono collegamenti con un episodio analogo avvenuto poche settimane fa a Santa Maria degli Angeli. Anche in quel caso era stata utilizzata la stessa tecnica, segno di un possibile modus operandi riconducibile a una banda specializzata. Tuttavia, al momento, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo.L’episodio rilancia il tema della sicurezza nei quartieri periferici e nelle aree meno presidiate durante le ore notturne. L’uso di esplosivi, oltre al rischio economico, comporta infatti un pericolo concreto per i residenti, come dimostrano i danni strutturali riportati dall’edificio.
Un assalto a un bancomat mediante esplosivo, come quello avvenuto a Strozzacapponi, rientra in una fattispecie penale complessa, che può comprendere più reati tra loro concorrenti secondo il Codice Penale italiano. In primo luogo, si configura il reato di furto aggravato (articolo 624 e 625 c.p.), anche nella forma tentata, dal momento che i responsabili hanno posto in essere atti idonei a impossessarsi del denaro. L’aggravante deriva dall’uso di mezzi fraudolenti e dalla violenza sulle cose, elementi che aumentano sensibilmente la pena prevista. A questo si aggiunge il reato di danneggiamento aggravato (articolo 635 c.p.), in quanto l’esplosione ha provocato la distruzione dello sportello automatico e danni all’edificio. Anche in questo caso, l’uso di un ordigno esplosivo costituisce un’aggravante specifica, che comporta pene più severe.
Un ulteriore profilo riguarda l’utilizzo di materiale esplosivo, che può integrare il reato di fabbricazione o detenzione illegale di ordigni (articoli 678 e seguenti del Codice Penale), oltre a possibili violazioni delle normative in materia di pubblica sicurezza. Se l’ordigno è stato realizzato artigianalmente, come nel caso della “marmotta”, si configura comunque un impiego illecito di sostanze esplodenti.
Non va poi esclusa l’ipotesi di associazione per delinquere (articolo 416 c.p.), qualora venga accertato che l’azione è stata compiuta da un gruppo organizzato con una struttura stabile e finalizzata alla commissione di più reati. Questo elemento è spesso presente nei casi di bande specializzate negli assalti agli ATM.
Dal punto di vista sanzionatorio, le pene possono essere molto elevate. Il furto aggravato può comportare la reclusione da 2 a 6 anni, aumentata in presenza di ulteriori aggravanti. Il danneggiamento aggravato prevede pene fino a 5 anni, mentre i reati legati all’uso di esplosivi possono comportare ulteriori anni di carcere, soprattutto se vi è pericolo per la pubblica incolumità.