31 Aug, 2026 - 14:30

Perugia, minacce di morte all’ex compagna anche in vacanza: braccialetto elettronico per un 49enne

Perugia, minacce di morte all’ex compagna anche in vacanza: braccialetto elettronico per un 49enne

Una serie continua di intimidazioni culminate in esplicite minacce di morte, ingiurie e un monitoraggio asfissiante che non si è interrotto neppure durante i periodi di allontanamento della vittima. Nei giorni scorsi, a Perugia, gli agenti della Squadra Mobile hanno rintracciato ed eseguito un’ordinanza di misura cautelare a carico di un uomo di 49 anni, gravemente indiziato del reato di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia su conforme richiesta dell’ufficio inquirente, ha disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa con l’applicazione del sistema di controllo a distanza tramite braccialetto elettronico e l'imposizione di ulteriori misure prescrittive a tutela della donna.

Le condotte persecutorie e la denuncia presentata dalla vittima dopo le minacce di morte

La complessa vicenda giudiziaria ha preso avvio formale nel momento in cui la persona offesa ha deciso di rivolgersi alle forze dell'ordine per sporgere denuncia. La donna ha riferito di essere destinataria di ripetute e gravi minacce di morte, giunte al culmine di una progressiva degenerazione dei rapporti successiva alla conclusione della relazione affettiva con il 49enne. I successivi accertamenti svolti dalla polizia giudiziaria hanno permesso di ricostruire un quadro indiziario dettagliato relativo ai comportamenti tenuti dall'indagato nel corso degli ultimi mesi. Dalle indagini è emerso come l'uomo avesse instaurato una routine di violenza psicologica, offese e intimidazioni continue, finalizzate a condizionare la vita quotidiana della donna e a mantenerla sotto una costante pressione emotiva.

Il controllo asfissiante e le comunicazioni insistenti da diverse utenze telefoniche durante la vacanza

Gli elementi raccolti dagli inquirenti hanno documentato una pervicace insistenza nella condotta dell’indagato, il quale non ha esitato a utilizzare canali molteplici per raggiungere la vittima. L'uomo ha infatti moltiplicato i contatti telefonici e l’invio di messaggi facendo ricorso a diverse utenze telefoniche, un espediente adottato per aggirare eventuali tentativi di blocco delle comunicazioni da parte dell'ex compagna. La pressione persecutoria non ha concesso alcuna tregua alla donna neppure durante un periodo di vacanza, trasformando il tentativo di allontanamento in un contesto di continuo allarme. Questa sequenza ininterrotta di interferenze ha finito per determinare nella vittima un grave e perdurante stato di ansia e timore per la propria incolumità fisica, costringendola a un costante stato di allerta e alterando sensibilmente le proprie abitudini di vita.

La richiesta della Procura di Perugia e la valutazione sulla personalità dell’indagato

Di fronte alla gravità e alla sistematicità degli episodi riscontrati, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, guidata dal Procuratore della Repubblica Gennaro Jannarone, ha ritenuto indispensabile un intervento cautelare tempestivo. La valutazione compiuta dagli inquirenti ha tenuto conto in modo specifico della personalità dell'indagato e della concreta probabilità di una reiterazione delle condotte violente. La richiesta avanzata al giudice è stata formulata con la precisa finalità di scongiurare la commissione di ulteriori reati dello stesso tipo, garantire una salvaguardia effettiva dell'integrità della parte lesa e, come sottolineato dall'autorità giudiziaria, “interrompere una situazione di reiterata violenza e sopraffazione” che rischiava di produrre conseguenze ancora più gravi.

L'ordinanza del Giudice per le indagini preliminari e l'esecuzione da parte della Squadra Mobile

La prospettazione accusatoria formulata dalla Procura è stata integralmente condivisa dal Gip del Tribunale di Perugia, che ha formalmente emesso l'ordinanza applicativa delle misure cautelari a carico del 49enne. I poliziotti della Squadra Mobile hanno avviato le ricerche sul territorio, rintracciando l'uomo nei giorni scorsi per procedere alla notifica del provvedimento e all'attivazione dei relativi vincoli di legge. Oltre al rigido divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e alle ulteriori prescrizioni imposte dall'autorità giudiziaria, l'indagato è stato sottoposto al monitoraggio continuo mediante dispositivo elettronico di controllo. Tale strumento consentirà alle forze di polizia di verificare in tempo reale il rispetto delle distanze di sicurezza e l’osservanza degli obblighi prescritti per la salvaguardia della persona offesa.

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Federico Zacaglioni
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