29 Jan, 2026 - 11:00

Perugia, Assunta Cammarota morì mangiando un salume contaminato: iniziato il processo per il produttore aretino accusato di omicidio colposo

Perugia, Assunta Cammarota morì mangiando un salume contaminato: iniziato il processo per il produttore aretino accusato di omicidio colposo

Iniziato nella giornata di ieri (28 gennaio), davanti al giudice Giuseppe Narducci del Tribunale di Perugia, il processo a carico del titolare dell’azienda produttrice dell’aretino, accusato di omicidio colposo per la morte di Assunta Cammarota. La 61enne, originaria di Napoli ma residente a Umbertide, morì nel 2024, a distanza di un mese dopo aver mangiato un salume contaminato.

61enne residente a Umbertide morì dopo aver mangiato un salume contaminato: iniziato il processo contro il produttore

Iniziato il processo a carico del produttore aretino. L'uomo è accusato di aver messo in commercio un salume contaminato dal batterio Listeria, ritenuto responsabile della morte avvenuta nel 2024 di Assunta Cammarota, bidella di 61 anni originaria di Napoli e residente a Umbertide.

Il procedimento a carico del titolare dell’azienda agricola di Arezzo è per omicidio colposo ma in aula è emersa l’esistenza anche di un altro procedimento penale nei suoi confronti, già definito con decreto penale di condanna (sul quale, però, è stata avanzata opposizione), nel quale viene ritenuto responsabile di commercio di sostanze alimentari nocive.

I legali difensori dell’imprenditore, gli avvocati Niki Rappuoli e Carlo Bonzano, hanno presentato un’istanza formale per riunire due diversi procedimenti penali a carico del proprio assistito.

Il salume era contaminato dal batterio Listeria oltre i limiti di legge

La donna avrebbe mangiato un salume (una “coppa di suino”) acquistato in un negozio di alimentari nella zona di Città di Castello. Secondo la ricostruzione dei carabinieri del NAS e della Procura, il salume era contaminato dal batterio Listeria monocytogenes oltre i limiti di legge.

La tesi è stata confermata dagli accertamenti dei biologi dell’Istituto Zooprofilattico di Perugia e dall’autopsia. Dopo aveva accusato forti dolori addominali e vomito, fu ricoverata d'urgenza presso l’ospedale di Città di Castello e pur sottoposta a varie terapie perse la vita per le conseguenze dell’infezione, dopo quasi un mese dopo, nonostante la vittima soffrisse di pregresse patologie.

La difesa dell'imputato mettoe in discussione la perizia mentre la famiglia della vittima si è costituita parte civile

I legali dell'imputato, durante l'udienza di ieri, hanno messo in discussione la validità delle perizie tecniche e il legame diretto tra il consumo del salume e la morte della 61enne.

La famiglia della vittima si è intanto costituita parte civile tramite l’avvocato Michela Paganelli, chiedendo giustizia per una morte ritenuta evitabile. 

Il giudice si è riservato di decidere se accorpare i due procedimenti. La sentenza dovrebbe arrivare nell’udienza del prossimo 4 febbraio.

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Emanuele Landi
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