23 May, 2026 - 13:00

Perugia, 19enne arrestato per spaccio in Piazza Vassalli: sequestrati oltre 30 grammi di hashish

Perugia, 19enne arrestato per spaccio in Piazza Vassalli: sequestrati oltre 30 grammi di hashish

Ancora un intervento antidroga nell’area della stazione del Minimetrò di Perugia, zona che negli ultimi mesi continua a essere al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine per episodi legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Questa volta a finire in manette è stato un ragazzo di diciannove anni, cittadino tunisino, arrestato dalla Polizia di Stato con le accuse di spaccio, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.

L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile nel corso di un servizio di osservazione e controllo predisposto nell’area di Piazza Vassalli. Gli investigatori, insospettiti dai movimenti del giovane, hanno deciso di monitorarlo a distanza, fino a ricostruire quella che sarebbe stata una cessione di droga avvenuta in pieno giorno.

Il controllo della Squadra Mobile e l’arresto dopo il tentativo di fuga

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, tutto è iniziato durante un servizio di osservazione nei pressi di Piazza Vassalli. Gli agenti della Squadra Mobile hanno notato il diciannovenne mentre si aggirava con fare sospetto vicino a un’aiuola pubblica. I movimenti del giovane hanno attirato immediatamente l’attenzione degli operatori, che hanno deciso di seguirlo discretamente per comprendere cosa stesse accadendo.

Nel corso del controllo, i poliziotti hanno visto il ragazzo chinarsi all’interno dell’aiuola, rovistare rapidamente e poi consegnare qualcosa a un altro uomo che nel frattempo lo aveva raggiunto. Una scena che, per modalità e dinamica, è apparsa agli investigatori compatibile con una cessione di sostanza stupefacente.

Gli agenti hanno quindi deciso di seguire il presunto acquirente, bloccandolo poco dopo per sottoporlo a controllo. L’uomo, alla vista della polizia, avrebbe tentato di disfarsi di un involucro poi recuperato dagli operatori. All’interno c’era hashish, sostanza che gli investigatori ritengono fosse stata acquistata poco prima proprio nell’area della stazione.

A quel punto gli uomini della Squadra Mobile sono tornati verso la zona del Minimetrò per fermare il giovane sospettato di essere il pusher. Anche lui, appena si è accorto della presenza della polizia, avrebbe cercato di disfarsi di un involucro, recuperato immediatamente dagli agenti. Gli accertamenti successivi del Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica hanno confermato che si trattava di hashish per un peso superiore agli otto grammi.

La situazione è però degenerata quando gli operatori hanno chiesto al diciannovenne di esibire i documenti. Il ragazzo avrebbe infatti tentato di scappare, opponendo resistenza agli agenti e dimenando braccia e gambe nel tentativo di sottrarsi al controllo. Dopo alcuni momenti di tensione, i poliziotti sono riusciti a contenerlo in sicurezza.

Il controllo è stato quindi esteso anche all’aiuola dove il giovane era stato visto armeggiare poco prima. Proprio lì gli agenti hanno rinvenuto un ulteriore involucro contenente oltre 24 grammi di hashish, materiale successivamente sequestrato.

Il diciannovenne è stato poi accompagnato negli uffici della Questura per le procedure di rito e arrestato per i reati di spaccio, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Perugia, il giovane è stato trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida.

Spaccio e resistenza a pubblico ufficiale: cosa prevede la legge e quali sono le pene

Dal punto di vista giuridico, i reati contestati al diciannovenne rientrano tra quelli previsti dal Testo unico sugli stupefacenti e dal Codice Penale. In particolare, il riferimento principale è l’articolo 73 del D.P.R. 309 del 1990, che disciplina produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

La norma punisce chiunque detenga droga con finalità di spaccio, anche quando non venga colto nell’atto diretto della vendita. Gli elementi che possono far presumere la destinazione allo spaccio sono diversi: il quantitativo detenuto, il confezionamento della sostanza, la presenza di dosi già pronte, il possesso di denaro contante o le modalità del comportamento osservato dagli investigatori.

Per le sostanze considerate leggere, come l’hashish, la legge prevede pene che possono variare sensibilmente in base alla gravità del fatto. Nei casi ordinari, le sanzioni possono arrivare fino a diversi anni di reclusione e a multe molto elevate. Quando il fatto viene ritenuto di lieve entità, il legislatore prevede una riduzione della pena, con una cornice che va generalmente da sei mesi a quattro anni di carcere, oltre alla sanzione economica.

Accanto al reato di spaccio viene contestata anche la detenzione ai fini di spaccio, ipotesi che si configura quando la sostanza detenuta non appare destinata a uso esclusivamente personale. Sarà eventualmente l’autorità giudiziaria, attraverso gli accertamenti investigativi e processuali, a valutare il quadro complessivo della vicenda.

Nel caso specifico è stata inoltre contestata la resistenza a pubblico ufficiale, prevista dall’articolo 337 del Codice Penale. Il reato si configura quando una persona usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale mentre compie un atto del proprio ufficio. In situazioni simili, anche tentativi di fuga accompagnati da spinte, strattoni o comportamenti aggressivi possono integrare la fattispecie. Per la resistenza a pubblico ufficiale la pena prevista può arrivare fino a cinque anni di reclusione.

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Lorenzo Farneti
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