I Carabinieri della Stazione di Farneto di Colombella, nell’ambito di una più ampia attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti coordinata dalla Compagnia di Perugia, hanno arrestato in flagranza di reato un giovane di 18 anni, di origini albanesi, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio.
Il ragazzo è stato fermato mentre era alla guida dell’autovettura in uso, nel corso di un servizio di controllo del territorio mirato a prevenire e reprimere i reati legati alla diffusione di sostanze stupefacenti, fenomeno considerato di crescente allarme sociale.
A seguito del fermo, i militari hanno proceduto a una perquisizione personale e del veicolo. L’attività ha consentito di rinvenire e sequestrare 31 involucri di cocaina, accuratamente confezionati, per un peso complessivo di 94 grammi. Oltre allo stupefacente, i Carabinieri hanno recuperato 285 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, somma ritenuta dagli investigatori verosimilmente riconducibile all’attività illecita di spaccio.
Secondo gli inquirenti, il confezionamento accurato della sostanza e la presenza di denaro contante rappresentano chiari indizi di una destinazione allo spaccio, escludendo l’ipotesi di consumo personale.
Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza emersi nell’immediatezza del controllo, il 18enne è stato dichiarato in stato di arresto. Dopo l’espletamento delle formalità di rito, il giovane è stato trattenuto presso le camere di sicurezza del Comando Provinciale Carabinieri di Perugia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L'attività è stata svolta nel pieno rispetto delle procedure previste dalla legge e con la tempestiva informazione alla Procura della Repubblica competente, che è stata prontamente aggiornata sugli sviluppi del caso.
L'arresto è stato successivamente sottoposto al vaglio dell’autorità giudiziaria in sede di rito direttissimo. Il Giudice del Tribunale di Perugia, dopo aver esaminato gli atti e valutato la consistenza del quadro indiziario, ha convalidato il provvedimento restrittivo adottato dai Carabinieri. Contestualmente, il giudice ha disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare della custodia in carcere, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari previste dalla legge, in particolare in relazione al rischio di reiterazione del reato.
L'arresto rientra in un più vasto piano di controlli del territorio promosso dalla Compagnia Carabinieri di Perugia, volto a contrastare la filiera dello spaccio nella città e nell’hinterland. Le operazioni non si limitano al contrasto del dettaglio: gli accertamenti investigativi sono finalizzati a ricostruire reti di approvvigionamento, canali di distribuzione e collegamenti con fornitori esterni, con l’obiettivo di disarticolare l’intera catena del traffico.
Le verifiche proseguiranno con analisi di laboratorio sulla sostanza sequestrata e approfondimenti informativi per risalire alle fonti di rifornimento e ad eventuali complici. Ulteriori accertamenti tecnici e testimoniali sono in corso per circoscrivere ruoli e responsabilità nell’ambito dell’indagine.
Dal Comando provinciale sottolineano come l’operazione confermi l’importanza dei controlli su strada quale strumento fondamentale di prevenzione e repressione dei reati. Interventi di questo tipo, spiegano fonti investigative, consentono di intercettare condotte penalmente rilevanti e di incidere concretamente sulla diffusione delle droghe, con benefici diretti in termini di sicurezza urbana e tutela della salute pubblica.
Il giovane resta attualmente ristretto in carcere in attesa dell’evolversi del procedimento penale. Con la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare, si apre ora la fase dell’istruttoria: la Procura della Repubblica procederà all’approfondimento degli elementi raccolti e potrà richiedere ulteriori accertamenti tecnici e prove, compresi gli esami di laboratorio sulla sostanza sequestrata e l’acquisizione di testimonianze.
Nel corso dell’istruttoria saranno valutati eventuali elementi a favore o a carico dell’indagato - dalle circostanze attenuanti o aggravanti alla precisa destinazione della sostanza - e la difesa avrà la possibilità di presentare istanze e documenti a supporto della propria posizione. Al termine dell’istruttoria la Procura deciderà se esercitare l’azione penale con la richiesta di rinvio a giudizio o archiviare la posizione.
Eventuali sviluppi, compresi provvedimenti della magistratura o comunicazioni ufficiali sull’evoluzione del procedimento, saranno resi noti dalle autorità giudiziarie e dall’Arma dei Carabinieri.