03 Jun, 2026 - 15:00

Perugia, senti l'ex Angella: "Pensavano che il problema fossi io, i fatti hanno dimostrato il contrario"

Perugia, senti l'ex Angella: "Pensavano che il problema fossi io, i fatti hanno dimostrato il contrario"

L'incertezza è diventata la compagna di viaggio del Perugia. A pochi giorni da una delle scadenze più importanti dell'anno sportivo, il club biancorosso si trova infatti sospeso tra presente e futuro, con numerosi interrogativi ancora senza risposta. Se sul campo la stagione si è conclusa con una sofferta ma preziosa salvezza, fuori dal rettangolo verde restano aperti dossier che rischiano di condizionare profondamente il prossimo campionato.

Il calendario non concede però troppo tempo per riflettere. Il 16 giugno rappresenta una data fondamentale per la società di Pian di Massiano. Entro quel termine dovrà essere presentata la documentazione necessaria per l'iscrizione al prossimo campionato di Serie C e dovranno essere rispettate tutte le scadenze economiche previste, compreso il pagamento degli stipendi.

Parallelamente continua a tenere banco il tema della possibile cessione societaria. Le interlocuzioni avviate nelle ultime settimane non sembrano essersi definitivamente interrotte, ma al momento il percorso appare entrato in una fase di attesa. Una situazione che inevitabilmente rallenta la programmazione tecnica e rende difficile immaginare quali saranno gli uomini chiamati a guidare il nuovo corso.

Ad oggi l'unica certezza ufficiale riguarda la panchina. Giovanni Tedesco ha infatti prolungato il proprio contratto fino al giugno 2027, segnale di fiducia da parte del club nei confronti dell'allenatore che ha raccolto una squadra in piena difficoltà e l'ha accompagnata verso una salvezza che a un certo punto della stagione sembrava tutt'altro che scontata.

Per il resto, il quadro rimane nebuloso. Il futuro di Riccardo Gaucci continua a essere uno dei temi più discussi dall'ambiente biancorosso. Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata dalla società e la sua posizione appare inevitabilmente legata agli sviluppi della trattativa per il passaggio di proprietà. Chi entrerà eventualmente nel club avrà infatti il compito di ridefinire organigramma, strategie e obiettivi.

Angella racconta la sua verità: "Questa salvezza è stata un miracolo sportivo"

Se il presente del Perugia è avvolto dall'incertezza, il recente passato continua a far discutere. A riaccendere il dibattito è stato Gabriele Angella, uno dei simboli del Grifo degli ultimi anni, che ai microfoni di EuropaCalcio.it ha ripercorso alcuni dei momenti più delicati della stagione appena conclusa.

Dopo sette stagioni in maglia biancorossa, il difensore ha deciso di chiudere la propria carriera da calciatore, lasciando però aperta la porta a una nuova esperienza nel mondo del calcio.

"Per prima cosa voglio ringraziare la società. Non so ancora che cosa farò e valuterò strada facendo. Mi piacerebbe iniziare un nuovo percorso di crescita vicino a un direttore sportivo, non avendo ancora esperienza in questo ruolo sarebbe necessario. Ma a Perugia non si sa ancora chi sarà il direttore sportivo del prossimo anno".

Interpellato sui possibili profili per il ruolo di direttore sportivo, l'ex capitano ha indicato tre nomi che stanno emergendo nel panorama della Serie C.

"Non è facile. Ma se devo fare dei nomi, dico Francesco Cangi della Pianese, Angelo Antonazzo del Giugliano e Jacopo Giugliarelli delle Dolomiti Bellunesi".

Angella ha raccontato il momento in cui ha capito che il suo percorso in biancorosso stava arrivando al termine.

"Un mesetto prima dalla fine del campionato, precisamente dal derby in casa della Ternana: ero in panchina e sono entrato solo alla fine del primo tempo. Devo dire che ci sono rimasto male, anche perché poi nella ripresa abbiamo agguantato il pareggio, ed è stato un punto fondamentale in chiave salvezza".

Particolarmente significativa anche l'analisi sull'esonero di Vincenzo Cangelosi e sul successivo arrivo di Piero Braglia.

"Dico intanto che andava dato più tempo a Cangelosi: erano sì arrivate le sconfitte contro Ascoli e Ravenna, che poi hanno lottato per i primissimi posti, ma la squadra c'era e un'idea l'avevamo".

Successivamente Angella è tornato sul periodo più difficile della stagione, quello coinciso con la gestione Braglia.

"Circa Braglia, quando è arrivato mi ha subito tolto la fascia per darla a Giovanni Giunti, un ragazzo speciale che ho cresciuto. Il tutto con il placet della società, evidentemente pensavano che il problema fossi io, i fatti invece hanno dimostrato l'esatto contrario".

L'ex capitano ha poi spiegato come il clima sia cambiato con l'arrivo di Giovanni Tedesco.

"No. Ma dal momento che anche il club è d'accordo, cosa avrei dovuto dire? Quando è arrivato Giovanni Tedesco le cose sono cambiate: lui ci ha aiutato, dato fiducia e noi anche lo abbiamo aiutato. Si tratta di una grande persona che mi ha ridato la fascia e a piccoli passi siamo risaliti, anche dopo le sconfitte siamo sempre stati vicini a Tedesco".

Infine la riflessione più forte, quella che sintetizza l'intera stagione del Perugia.

"Per come si erano messe le cose, questa salvezza è stata un miracolo sportivo, so che dire così a Perugia equivale a una bestemmia, ma i fatti sono fatti. Si è visto poi che il problema non eravamo né io né gli altri veterani, e questo lo ha detto anche il Direttore Generale Hernán Garcia Borras, il quale si è sempre comportato bene".

AUTORE
foto autore
Lorenzo Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE